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Coronavirus, studio 'accusa' anche il pangolino

 SANITÀ Pubblicato il: 07/02/2020 11:56 di Paola Olgiati e Lucia Scopelliti
Coronavirus, studio 'accusa' anche il pangolino

 Il pangolino, un mammifero conosciuto anche come formichiere squamoso, potrebbe essere l'ospite intermedio del nuovo coronavirus cinese: l'animale attraverso il quale l'agente patogeno sarebbe riuscito a passare dai pipistrelli all'uomo.

Se in precedenza si era parlato del serpente come probabile 'anello di congiunzione' - una tesi che tuttavia non vedeva concordi tutti gli esperti - ora uno studio della South China Agricultural University punta il dito contro il pangolino: "La sequenza genetica del nuovo ceppo di coronavirus isolato dal pangolino - spiegano i ricercatori - risulta identica al 99% a quella del virus nelle persone infette, indicando che i pangolini possono essere un ospite intermedio".

Il pangolino - nell'aspetto un 'mix' tra formichiere e armadillo, genere Manis secondo la classificazione di Linneo - è considerato l'unico mammifero vivente a rappresentare l'ordine dei Folidoti. Il suo habitat sono le zone tropicali dell'Asia meridionale, del Sudest asiatico e dell'Africa subsahariana.

L'équipe della South China Agricultural University - riferisce Liu Yahong, presidente dell'ateneo - ha esaminato oltre mille campioni di materiale genetico da animali selvatici, arrivando alla conclusione che il pangolino è "l'ospite intermedio più probabile" del nuovo coronavirus 2019-nCoV. I test di biologia molecolare condotti hanno rilevato per i pangolini un tasso di positività a betacoronavirus (sottogruppo di coronavirus al quale appartiene il 2019-nCoV) pari al 70%. Gli scienziati sono quindi passati all'isolamento virale e all'analisi al microscopio elettronico, osservando appunto che la sequenza genetica del ceppo di coronavirus del pangolino era al 99% identica a quella del virus nei contagiati umani.

Secondo Liu "lo studio contribuirà alla prevenzione e al controllo dell'epidemia", oltre a fornire "un riferimento scientifico" per indirizzare "le politiche sugli animali selvatici". Shen Yongyi, professore della South China Agricultural University e componente del gruppo di ricerca che ha condotto il lavoro, ricorda come studi precedenti abbiano scoperto che il nuovo coronavirus è nato nei pipistrelli. Ma poiché la diffusione del patogeno è avvenuta in inverno, osserva il docente, sembra improbabile un passaggio all'uomo direttamente dai pipistrelli che in questa stagione sono in letargo.

"Pertanto il nostro compito è trovare l'ospite intermedio" che collega "pipistrelli e persone", chiarisce Shen, precisando che di solito ci sono più ospiti intermedi e che il pangolino può essere solo uno di questi. "Da un lato speriamo che questo risultato servirà da monito alle persone, a stare lontano dagli animali selvatici - raccomanda - Dall'altro vorremmo condividere il nostro dato con la comunità scientifica, nella speranza di compiere insieme sforzi volti a individuare altri possibili ospiti intermedi".

CARNE E SQUAME VALGONO ORO, ECCO PERCHE' SI STA ESTINGUENDO - Una 'star' del mercato nero. Inseguita dai fan del 'bushmeat', gli estimatori della carne selvatica di specie rare e preziose, e da chi sceglie la medicina orientale per curarsi. E' il pangolino, mammifero con le scaglie. In tanti lo cercano. L'ultimo animale a essere messo sotto accusa dagli scienziati come ospite intermedio del nuovo coronavirus cinese - colui che avrebbe agevolato il salto finale all'uomo dando il via ai contagi - sarebbe in realtà 'sotto protezione'. Come segnala il Wwf, è dal 2016 che il commercio di parti e derivati delle 8 specie esistenti tra Asia e Africa è riconosciuto come illegale da una risoluzione Cites. Eppure fra il Vietnam - crocevia del commercio illegale di questi esemplari - e la Cina è corsa a carne e squame del cosiddetto 'formichiere che si arrotola'.

Talmente pregiato da essere a rischio estinzione, per la bramosia del suo principale predatore: l'uomo. Non sono leggende, ma un fenomeno documentato da notizie che passano inosservate e raccontano di sequestri costanti di carne e squame di pangolino. Soprattutto a opera delle autorità vietnamite, nel porto di Hai Phong. Dall'Africa partono maxi spedizioni. Ma le rotte del pangolino sono davvero globali. Blitz che hanno portato a intercettare carichi pesanti tonnellate sono stati messi a segno anche in Malesia, Singapore, Turchia, Hong Kong. Tutte porte verso il mercato più redditizio, quello cinese. Il pangolino può arrivare a valere migliaia di dollari sulla piazza illegale: le sue scaglie fino a 3 mila dollari al chilo, la sua carne da 600 dollari al chilo in su.

La sua corazza ne fa uno degli animali più ricercati al mondo. Le squame sono fatte di cheratina, come le unghie. Sempre il Wwf spiega che "secondo molte superstizioni sarebbero una panacea per molti mali e sono utilizzate nella medicina orientale".

E poi c'è la carne, ritenuta un 'vizio per ricchi'. "Viene considerata una prelibatezza", conferma il Wwf ed "ecco perché oggi il mite pangolino è divenuto l'animale più contrabbandato al mondo. La sottospecie cinese - fa notare l'organizzazione internazionale attiva nella difesa delle specie a rischio - è declinata del 90% dal 1960, a causa proprio del commercio illegale".


Fonte: adnkronos.com
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