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Medicina scienza e ricerca

Tumori rari, Airc rinnova partnership europea per la ricerca

In occasione del Rare disease day, la Fondazione rilancia la collaborazione con Cancer Research UK e Asociación Española Contra el Cáncer per il bando Accelerator Award. Per quest’anno assegnati 32 milioni a 7 progetti, tra cui uno dell’Int Milano

di Redazione Aboutpharma Online 28 Febbraio 2020
tumori rari

Celebrare la Giornata mondiale delle malattie rare (29 febbraio) con oltre 32 milioni di euro per sette progetti sui tumori e rilanciando una partnership europea per la ricerca. È la scelta della Fondazione Airc, che in una nota annuncia di aver rinnovato la collaborazione con Cancer Research Uk, e  Asociación Española Contra el Cáncer (Aecc) per il bando Accelerator Award (candidature a partire dal 2 marzo). Nel frattempo, Airc presenta i progetti premiati con l’ultime edizione, tra cui uno dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano.

I progetti

“I progetti selezionati – spiega la nota di Fondazione Airc – svilupperanno nuovi strumenti, piattaforme e infrastrutture per accelerare i progressi della ricerca oncologica traslazionale, alcuni dei quali su tumori rari, patologie per le quali spesso mancano terapie specifiche e farmaci dedicati. Al centro di alcuni programmi il miglioramento dell’integrazione tra radioterapia e immunoterapia e il consolidamento della ricerca sul mesotelioma, un tumore legato all’amianto che vede i casi crescere a livello mondiale”.

Unire le forze

“I tumori rari, presi singolarmente, non attraggono l’interesse di chi sviluppa i farmaci e sono difficili da studiare perché i pazienti colpiti da queste malattie sono pochi. Perché la ricerca sia la più efficace possibile, è necessario riunire le competenze di diversi Paesi. E questo è uno dei punti di forza dell’Accelerator Award”, ricorda Federico Caligaris Cappio, direttore scientifico di Fondazione Airc.

Il programma italiano

A guidare uno dei sette programmi di ricerca premiati è Marcello Deraco, responsabile del reparto tumori peritoneali all’Istituto nazionale tumori di Milano. Il progetto vede al lavoro i principali centri che si occupano di questa malattia nei tre Paesi, di cui quattro in Italia, e può contare su un investimento totale di oltre 2 milioni 600 mila euro. “Grazie all’Accelerator Award avrò la possibilità di collaborare con centri che seguono un elevato numero di casi di pseudomixoma peritonei – spiega Deraco – Solo così potremo mettere insieme un numero di pazienti sufficiente a capire meglio questa malattia rara. Il nostro obiettivo è identificare farmaci attivi contro lo pseudomixoma e individuare i sottogruppi di pazienti che potranno beneficiare di queste nuove cure”.

Gli altri premiati

Questa la sentesi dei progetti premiati:

  • Nuove cure per un tumore raro dell’appendice  (Marcello Deraco, IRCCS Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori di Milano)

Il primo obiettivo del progetto è sviluppare un nuovo indice prognostico. Per farlo, i ricercatori analizzeranno il DNA e l’RNA dei tumori di 200 pazienti già operati in passato e di 400 pazienti che verranno operati nei prossimi 5 anni. Le caratteristiche biomolecolari dei sottotipi di pseudomixoma così identificati permetteranno di classificare meglio i pazienti e suggeriranno anche possibili bersagli terapeutici. Il secondo obiettivo dello studio è identificare farmaci in grado di aggredire lo pseudomixoma. Usando piccoli frammenti di tumore verranno creati degli organoidi, ovvero colture cellulari in tre dimensioni che riproducono il più possibile le caratteristiche della malattia in fase iniziale, e su tali colture saranno testati diversi farmaci.

Istituti coinvoltiFondazione IRCCS – Istituto nazionale dei tumori di Milano, Fondazione Edo ed Elvo Tempia, Università di Manchester, Basingstoke e North Hampshire Foundation Trust, Università di Southampton, Christie NHS Foundation Trust, Università di Torino, Istituto di Candiolo, Vall d’Hebron University Hospital, Consorci Sanitari Integral – Hospital Sant Joan Despì, Moises Broggi.

  • Sviluppo di modelli per sperimentare farmaci anti-cancro in laboratorio (Paul French, Imperial College di Londra)

La ricerca farmacologica, di regola, impiega cellule in coltura che crescono in strati sottili, quasi bidimensionali, e che possono essere facilmente controllati e osservati con i microscopi convenzionali. Tuttavia si tratta di modelli semplificati, che non offrono un’immagine adeguata dell’ambiente tumorale, che è complesso e tridimensionale. I ricercatori coinvolti nel progetto intendono sviluppare una piattaforma tecnologica che sfrutti appieno il potenziale di tessuti tumorali coltivati in tre dimensioni, al pari di come un tumore cresce in un organismo in natura. Mediante l’impiego di piattaforme per l’analisi di contenuti complessi si potranno osservare colture cellulari tridimensionali e organoidi con una risoluzione di una singola cellula.

Istituti coinvolti: Francis Crick Institute, Università di Edimburgo, Institute of Cancer Research e Instituto de Recerca Biomedica.

  • Nuove terapie per il mesotelioma, il tumore causato dall’amianto (Kevin Blyth, Università di Glasgow)

Il programma studierà lo sviluppo del mesotelioma per individuare nuovi bersagli terapeutici. Si tratta di un tumore legato all’amianto, molto difficile da trattare, che solitamente ha inizio nei tessuti che rivestono i polmoni. Poiché l’incidenza di questa malattia è verosimilmente destinata a crescere a livello mondiale, aumenta anche l’urgenza di trovare opzioni terapeutiche più promettenti.

Istituti coinvolti: NHS Glasgow, North Bristol NHS Trust, University College London, Università di Oxford, University Hospital di South Manchester, Centro tossicologico del MRC (Medical Research Council), Università di Bristol, Beatson Institute di Cancer Research UK, Università di Cambridge, Università Vita-Salute San Raffaele, Università di Torino, Instituto de investigación Oncologica de Vall d ́Hebron, Central Manchester University Hospital NHS Foundation Trust, Vall d’Hebron University Hospital, Policlinico universitario di Antwerp, Istituto per la ricerca sulla leucemia Josep Carreras.

  • Raccolta dati digitale per la cura dei pazienti (Caroline Dive, Università di Manchester)

Il gruppo guidato da Caroline Dive sperimenterà nuovi metodi di raccolta dati digitale nell’ambito delle sperimentazioni cliniche di fase I. Lo scopo è offrire ai ricercatori clinici e alla rete dei centri sperimentali di medicina oncologica in Spagna, Italia e Regno Unito un accesso quasi in tempo reale ai dati dei pazienti per poter così convalidare e orientare il processo decisionale da applicare in clinica.

Istituti coinvolti: Christie NHS Foundation Trust, Instituto de investigación Oncologica de Vall d’Hebron, Manchester Institute di Cancer Research UK e Fondazione IRCCS – Istituto nazionale dei tumori di Milano.

  • Screening precoce per leucemia a cellule B (Alberto Orfao, Centro de Investigación del Cáncer di Salamanca)

Il programma intende mettere a punto un’innovativa piattaforma di ricerca che faciliti l’accesso a nuovi strumenti e risorse inedite, fondamentali per la diagnosi precoce della leucemia a cellule B. Il gruppo si propone di identificare nuovi potenziali marcatori tumorali per lo screening dei soggetti a rischio.

Istituti coinvolti: Università di Southampton, Leeds Teaching Hospitals NHS Trust, Università Vita-Salute San Raffaele, Centro de Investigación del Cáncer de Salamanca e Fondazione Centro San Raffaele (FCSR).

  • Integrazione tra radioterapia e immunoterapi(Ignacio Melero, Fundación para la Investigación Médica Aplicada)

Il progetto guidato da Melero sperimenterà in topi di laboratorio la combinazione della radioterapia con le immunoterapie, somministrate tramite iniezioni. Secondo i ricercatori la radioterapia dovrebbe contribuire a sollecitare la risposta immunitaria dei pazienti colpiti da cancro.

Istituti coinvolti: Università di Manchester, UCL, Università Complutense di Madrid, Clinica Universitaria di Navarra, Fondazione IRCCS – Istituto nazionale dei tumori di Milano e Università di Palermo.

  • Nuovi biomarcatori per sarcomi ad alto rischio (Robin Jones, Institute of Cancer Research)

Il settimo programma di ricerca si focalizza sui sarcomi ad alto rischio. Il gruppo guidato da Jones proverà a realizzare una piattaforma che impieghi dati standardizzati, per prevedere la risposta farmacologica e per sviluppare nuovi biomarcatori tumorali.

Istituti coinvolti: Università di Birmingham, NHS Greater Glasgow e Clyde, The Queen Elizabeth Hospital, Università di Edinburgh, Fondazione IRCCS – Istituto nazionale dei tumori di Milano e Instituto de Biomedicina de Sevilla.

 

 


Fonte: aboutpharma.com
URL: https://www.aboutpharma.com/blog/2020/02/28/tumori-rari-airc-rinnova-partnership-europea-per-la-ricerca/