In questi mesi, il settore della formazione continua in medicina ha registrato un calo negli eventi formativi di circa il 90% rispetto alla media di eventi accreditati negli ultimi 3 anni (da una media di circa 31.000 a 2.900 ad oggi), mettendo in ginocchio un’intera categoria.
La formazione, l’interazione e la relazione tra i professionisti sanitari da sempre rappresentano il perno su cui si è sviluppata l’eccellenza del nostro sistema sanitario italiano, come hanno ben dimostrato in questi difficili mesi i nostri medici e tutti i professionisti in generale.
«La possibilità di formarsi ed aggiornarsi, specie in un periodo come quello che stiamo vivendo a seguito delle pandemia Covid 19 - sottolinea Susanna Priore, presidente di ECM Quality Network (EQN) in una lettera inviata a Commissione Nazionale Formazione Continua  e ad alte figure istituzionali».  «Prima che un obbligo - aggiunge Priore- rappresenta un diritto per tutti gli operatori sanitari con l’obiettivo ultimo di garantire i migliori percorsi di cura per tutti i cittadini mettendo a frutto tutte le esperienze in campo di organizzazione sanitaria, che in questi ultimi mesi molti professionisti hanno acquisito».

E’ indubbio che la formazione debba avvenire con la modalità di erogazione più consona alla materia di aggiornamento; infatti il regolamento ECM ha stabilito che debba svolgersi in modalità Residenziale, Formazione a distanza e Formazione sul Campo.

Per tutto il periodo fase 1 e 2 del Covid-19 la formazione è stata ridotta al minimo (riduzione del 90% degli eventi accreditati) con grave danno sia per l’aggiornamento degli operatori sia per le aziende pubbliche e private preposte all’organizzazione di eventi ECM che rischiano la chiusura delle loro attività.

Nel comunicato EQN si sottolinea l’esigenza di “normalizzare” la formazione ECM, per permettere ai vari esperti di condividere le esperienze di questi ultimi mesi e, per la categoria dei liberi professionisti, confrontarsi coi colleghi per superare questo momento di grande difficoltà sia psichica che economica. «La modalità di formazione residenziale - sottolinea Priore- deve ritornare a essere praticabile secondo linee guida ben precise, così come è successo per la ripresa di tutte le attività in presenza».

Emilia Romagna si è attivata per prima
Questa esigenza è già stata recepita dalla Regione Emilia Romagna che a fronte della potestà legislativa concorrente in materia di protezione civile , con Decreto 98/2020 del 6 giugno, ritenendo opportuno consentire ai soggetti pubblici e privati di riprendere per tutte le attività di formazione la realizzazione in presenza (Art.1 a far data dall’8 giugno 2020, è consentita ai soggetti pubblici e privati che erogano attività di formazione la possibilità di realizzare in presenza tutte le attività formative, secondo le disposizioni dettate dalle linee guida regionali della formazione professionale”).

A ciò si aggiunge che la Regione Emilia-Romagna già dal mese di maggio 2020 ha preparato un Regolamento Regionale formazione ECM ad hoc: formazione continua “Indicazioni per la realizzazione e l’accreditamento delle attività formative ECM durante l’Emergenza Coronavirus”.

Nel documento già erano previste attività in presenza (formazione sul campo e residenziali) e “Misure di prevenzione e protezione per la realizzazione delle attività in presenza”

Il Veneto l’ha seguita a ruota
Ma anche la Regione Veneto con ord. 63 del 26 giugno “Ritenuto di precisare, con riguardo alla formazione, di qualsiasi natura, dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, inclusa l’educazione continua in medicina e per le professioni sanitarie nonchè la formazione continua per i dipendenti, relativa alla sicurezza sul lavoro e all’attività lavorativa in genere, che la stessa può avvenire anche in presenza nel rispetto delle disposizioni relative alla formazione professionale contenute nell’allegato 1 dell’ordinanza n. 59 del 13.6.2020” ordina al punto 9) Formazione dei lavoratori dipendenti.

La formazione dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, relativa anche al percorso ECM, sicurezza del lavoro, formazione continua, si svolge anche con attività in presenza nel rispetto delle disposizioni di cui alla scheda relativa alla formazione professionale, contenuta nell’allegato 1) dell’ordinanza n. 59 del 13.6.2020; In considerazione del fatto che, nelle due Regioni maggiormente colpite dal Covid-19 (seconde solo alla Lombardia) i medici e gli operatori sanitari che più di altri hanno vissuto in prima persona questa emergenza, possono già ritrovarsi in aula per ricevere, come è loro diritto, una formazione, ci risulta difficile accettare che ciò non possa succedere in tutte le altre regioni d’Italia.

Appello di EQN per il resto d’Italia
La formazione ECM non può essere svolta in maniera discriminatoria secondo la regione di erogazione della stessa. ECM Quality Network richiede alla Commissione Nazionale Formazione Continua, al Ministro degli Affari Regionali, alla Conferenza Stato Regioni ed ai Presidenti di tutte le Regioni d’Italia di poter estendere i provvedimenti in materia ECM già intrapresi autonomamente dalle regioni Veneto e Emilia Romagna, di rendere sin da subito possibile l’organizzazione di eventi formativi ECM in modalità residenziale secondo logiche di sicurezza già in atto.

Ciò garantirebbe alle società provider accreditate ed alle Società Medico Scientifiche di programmare adeguatamente le attività formative dell’ultimo quadrimestre 2020 e garantirebbe la sostenibilità delle aziende provider. EQN si impegna sin da ora collaborare nell’elaborazione di Linee guida relative a “Misure di prevenzione e protezione per la realizzazione delle attività in presenza”