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Farmaci

aboutpharma.com

Lanadelumab contro angioedema ereditario disponibile in Italia

L’angioedema ereditario è una malattia genetica rara, che si stima colpisca da 1 su ottomila a 1 su 50 mila persone in tutto il mondo, caratterizzata da un gonfiore (edema) che colpisce la cute, le mucose e gli organi interni

di Redazione Aboutpharma Online  14 Maggio 2020
ixekizumab   Takeda Italia, annuncia la disponibilità per i pazienti italiani di lanadelumab, anticorpo monoclonale umano, con somministrazione sottocutanea due volte al mese, indicato per la prevenzione degli attacchi ricorrenti nei pazienti con angioedema ereditario. “Gli attacchi di angioedema ereditario sono imprevedibili, improvvisi, particolarmente invalidanti e potenzialmente mortali. Nonostante la severità di questa patologia, il numero di farmaci specifici è stato tuttavia a lungo molto limitato specie per i trattamenti di profilassi” dichiara Mauro Cancian, Responsabile dell’Unità operativa Maia (Malattie allergiche, immunologiche e ambientali) dell’Azienda ospedaliera – Università di Padova e Presidente di Itaca (Italian network for hereditary and acquired angioedema), la rete italiana che da circa 10 anni riunisce i centri di riferimento per il trattamento dell’angioedema in Italia. “Il nuovo farmaco, pertanto, rappresenta un’opzione terapeutica innovativa offrendo una copertura di almeno 15 giorni da una somministrazione all’altra”.

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Farmaci

pharmastar.it

Sindrome di Behcet, secukinumab efficace e sicuro, studio multicentrico


Venerdi 15 Maggio 2020   Nicola Casella

   E’ stato recentemente pubblicato su ARD uno studio retrospettivo multicentrico che ha documentato il vantaggio derivante dall'impiego a lungo termine di un regime di trattamento farmacologico a base di secukinumab, inibitore di IL-17, nel migliorare le manifestazioni attive mucocutanee e articolari refrattarie ai trattamenti precedenti.

   Lo studio è stato coordinato dal Dr Giacomo Emmi del gruppo di ricerca dell'Università di Firenze guidato dal Prof Domenico Prisco, e condotto tra gli altri assieme ai colleghi Gerardo Di Scala e Filippo Fagni.

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comunicato stampa unipd.it
05-12-2020

SCOPERTO IL “CONSERVANTE” DELLE CELLULE STAMINALI UMANE

Il gene ZNF398 sarà fondamentale per la ricerca che si occupa di riprogrammazione delle cellule staminali a scopi terapeutici

Identificato per la prima volta dal team di ricerca guidato da Graziano Martello dell’Università di Padova, in collaborazione con l’Università di Torino, il gene ZNF398 responsabile del mantenimento delle cellule staminali pluripotenti. Agisce da “conservante” delle staminali e la sua presenza può essere considerata una cartina tornasole del buon funzionamento delle iPS, le cellule staminali pluripotenti indotte. Lo studio è finanziato dalla Fondazione Armenise Harvard.

Pubblicato su «Nature Communications» lo studio firmato dal team di ricerca guidato da Graziano Martello del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova che ha identificato per la prima volta il gene responsabile della conservazione delle cellule staminali pluripotenti, come le embrionali staminali o le iPS. La particolarità di queste unità biologiche sta nella loro capacità di dare origine a qualsiasi cellula, dai neuroni a quelle del fegato. Le iPS, staminali pluripotenti indotte vengono generate a partire da cellule adulte del nostro corpo in un processo chiamato riprogrammazione. Questo rende le staminali una fonte cellulare preziosa per le terapie avanzate di medicina rigenerativa.

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Ricerca

ansa.it

Da un embrione di topo milioni di staminali umane

Passo decisivo per molte malattie, dalla malaria alla Covid-19

Adele Lapertosa 13 maggio 2020 20:54
In verde la grande quantità di cellule umane ottenute in un embrione di topo di 17 giorni (in blu). Per la maggior parte sono globuli rossi umani accumulati nel fegato del topo (fonte: Zhixing Hu) © Ansa

  Un embrione di topo è stato usato come una 'biofabbrica' per produrre milioni di cellule staminali umane mature, fra le quali i globuli rossi. La tecnica, pubblicata sulla rivista Science Advances dal gruppo dell'università di Buffalo guidato da di Jian Feng, permette di risolvere un problema che aveva finora impedito di produrre queste cellule in vivo in quantità sufficienti all'interno di un organismo vivente, e al tempo stesso potrà aiutare a costruire modelli più affidabili per lo studio di molte malattie, come la Covid-19 e la malaria, e per rivoluzionare le terapie basate sulle cellule staminali.

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cnr.it

COMUNICATO STAMPA

Taglia e cuci dell'RNA: conoscere il meccanismo di splicing per curare malattie complesse

11/05/2020
Reaction mechanism of the second ligation step of splicingReaction mechanism of the second ligation step of splicing

 Passi avanti nella comprensione del meccanismo di splicing, il “taglia e cuci” attraverso cui le cellule convertono l’informazione genetica in una forma pronta per innescare la sintesi proteica. Lo studio dell’Istituto officina dei materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iom) pubblicato su Acs Catalysis, spiega per la prima volta come avviene la seconda fase del meccanismo chimico di splicing, per eventuali terapie di patologie connesse, come le leucemie e altri tipi di tumore

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