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coronavirus


  • ansa.it

    Come funziona il vaccino della Pfizer-BionTech

    Stessa strategia utilizzata da Moderna e da Curevac

    Redazione ANSA  11 novembre 2020 15:58
    Particelle del virus SarsCoV2 sulla superficie di una cellula, viste al microscopio elettronico (fonte: NIAID) © Ansa

    Il vaccino anti Covid sviluppato dalle aziende Pfizer e BioNTech si basa su una delle tecnologie più innovative e avanzate, adottata anche da altre due grandi aziende in corsa: la tedesca Curevac e l'americana Moderna, che nella ricerca sul vaccino contro la pandemia collabora con l'Ente statunitense di ricerca sulle malattie infettive, il Niaid diretto da Anthony Fauci, e con con la Coalion for Epidemic Preparedness Innovation (Cepi). Tutti e tre i vaccini stanno affrontando la terza e ultima fase della sperimentazione clinica e tutti e tre sono vaccini a Rna.


  • pharmastar.it

    COVID-19, Fda autorizza la terapia anticorpale bamlanivimab di Lilly per malattia recentemente diagnosticata 

    Martedi 10 Novembre 2020  Redazione

    L’Fda ha concesso l’autorizzazione all'uso d'emergenza (EUA) per l'anticorpo neutralizzante bamlanivimab. La terapia, nota anche come LY-CoV555, è autorizzata a trattare COVID-19 diagnosticata di recente, da lieve a moderata, in pazienti dai 12 anni in su con un test COVID-19 positivo, che sono ad alto rischio di progredire verso la COVID-19 grave e/o di essere ricoverati in ospedale.


  • ansa.it

    Coronavirus: variante genetica aumenta il rischio infezione

    Studio su trapiantati, più frequente un antigene nei positivi

    Redazione ANSA ROMA 10 novembre 2020 13:17
     © EPA

      (ANSA) - ROMA, 10 NOV - Ci potrebbe essere una correlazione tra la presenza di alcuni antigeni Hla (il sistema genetico responsabile della regolazione del sistema immunitario nell'uomo e della risposta di rigetto) e una maggiore predisposizione sia all'infezione da SARS-CoV-2 che a una sua evoluzione clinica negativa. Lo afferma uno studio della rete trapianti del Ssn pubblicato su Transplantation.


  • aboutpharma.com

    Malattie rare: cinque priorità per dare risposte ai pazienti

    L’Intergruppo parlamentare dedicato presenta una relazione programmatica, sottoscritta anche dalle associazioni. Focus sul Piano nazionale (scaduto), assistenza territoriale, telemedicina, Testo unico ancora da approvare e sfide della ricerca

    malattie rare

    Aggiornare il Piano nazionale malattie rare, scaduto da quattro anni. Rafforzare l’assistenza territoriale e, alla stesso tempo, promuovere concretamente telemedicina e teleassistenza. Sbloccare l’iter del Testo unico sulle malattie rare, fermo in Parlamento. E ancora: sostenere e riorganizzare la ricerca. Sono i cinque punti fondamentale della relazione programmatica presentata dall’Intergruppo parlamentare sulle malattie rare, condivisa e sottoscritta da numerose associazioni di pazienti.

    “Non è un bel momento per le malattie rare”


  • ansa.it

    In arrivo nuovi nomi per i virus

    Il nuovo sistema di nomenclatura divide i ricercatori

    Adele Lapertosa  03 agosto 2020 09:59 
    Rappresentazione artistica di coronavirus (fonte: chiplanay(Pixabay) © Ansa

    Nel pieno della pandemia, i virus si preparano a cambiare nome. A breve potrebbe indatti cambiare il sistema con cui viene dato il nome ai virus, allineandolo a quello già in uso per piante e animali. La proposta, che arriva dal Comitato internazionale per la tassonomia dei virus (Ictv), potrà essere discussa in ottobre e già ha suscitato un acceso dibattito nella comunità scientifica.

    Le critiche riguarsano soprattutto il momento in cui si è deciso di fare questo passo, con la comunità scientifica in prima linea nel contrastare la pandemia di Covid-19. Viene contestata anche la proposta di utilizzare nomi in latino, come si fa per gli organismi animali e vegetali. 


  • cordis.europa.eu

    Condivisione di dati, scambio di competenze e strumenti di coordinazione per una risposta alla Covid-19 efficace

    Un’infrastruttura europea di ricerca per i dati delle scienze della vita sta sostenendo gli sforzi scientifici globali per contribuire alla lotta contro la pandemia da coronavirus.

    © Mongkolchon Akesin, Shutterstock© Mongkolchon Akesin, Shutterstock

     Nonostante il numero senza precedenti di iniziative scientifiche svolte in tutto il mondo per la lotta contro la Covid-19, la condivisione di dati ed esiti in modo coordinato e rapido per sviluppare trattamenti e vaccini si è rivelata difficoltosa. Il progetto ELIXIR-CONVERGE, finanziato dall’UE, sta affrontando proprio questa sfida unendo i dati di ricerca provenienti dai sistemi sanitari europei. ELIXIR CONVERGE, l’Istituto europeo di bioinformatica del Laboratorio europeo di biologia molecolare e diversi collaboratori stanno sviluppando una piattaforma di dati sulla Covid-19 per contribuire ad accelerare la raccolta e la condivisione di dati esaustivi da diverse fonti per la comunità di ricerca europea e quella globale.


  • quotidianosanita.it

    Malattie rare. Speranza: “Massimo impegno dello Stato per migliorare qualità vita persone fragili”

    Il Ministro: “Voglio metterci il massimo di impegno, sin dalle prossime settimane, per provare a favorire questa nuova stagione di investimento, che ci aiuti anche ad affrontare quei problemi che spesso mi vengono sollecitati da chi vive situazioni complicate legate proprio alle malattie rare”.

     il ministro della Salute, Roberto Speranza

    15 LUG - “Per alcuni mesi il nostro Servizio Sanitario Nazionale è stato impegnato prevalentemente nel tentativo di bloccare e rallentare la diffusione del coronavirus. Ora viviamo in una situazione migliore, rispetto ai mesi passati, e dobbiamo ricominciare a mettere la testa con il massimo della determinazione sui tanti altri problemi che ci sono, perché il virus non ha cancellato le altre patologie. E la vostra assemblea lo sa benissimo, perché ogni giorno si confronta con le necessità che toccano la vita delle persone, delle famiglie, su cui io vorrei portare il massimo di impegno possibile dello Stato”.


  • Il difficile calcolo dell’immunità di gregge

    di Kevin Hartnett/Quanta Magazine
    © AGF © AGF 

      La percentuale di soggetti immuni necessaria per assicurare che un'intera popolazione sia protetta dall’immunità di gregge non è un numero fisso, ma dipende da una molteplicità di fattori fra cui il luogo, il contesto, i costumi sociali e l’aderenza o meno alle precauzioni
      Se è vero che la pandemia di COVID-19 ha ancora molti aspetti ignoti, sappiamo però come è probabile che andrà a finire: la pandemia si esaurirà quando la diffusione del virus inizierà a rallentare (e poi si fermerà del tutto) perché abbastanza persone avranno sviluppato l’immunità alla malattia. A quel punto, o grazie a un vaccino oppure perché abbastanza persone saranno state contagiate, la popolazione avrà sviluppato “l’immunità di gregge".

  • cordis.europa.eu

    Una migliore comunicazione come strumento per rafforzare la fiducia nella scienza e nell’innovazione

    Un progetto finanziato dall’UE ha esaminato gli schemi di Twitter e le ricerche online riguardanti la crisi di Covid-19 e ha scoperto che la disinformazione è stata una costante di tutti i paesi interessati dalla ricerca.

    © rafapress, Shutterstock

      Coronavirus, Covid-19, #corona? Dal mese di marzo 2020, questi termini e hashtag sono stati ampiamente presenti su portali di notizie, motori di ricerca e YouTube. Ma quando si è verificato il fenomeno digitale definito con l’espressione «diventare virale», vale a dire, in che momento le notizie e le informazioni sul coronavirus hanno fatto passare tutti gli altri argomenti in secondo piano?


  • pharmastar.it

    Approvazione europea preliminare per remdesivir, primo farmaco validato anti Covid


    Giovedi 25 Giugno 2020 Redazione
      Il comitato dei medicinali per uso umano dell'Ema (Chmp) ha raccomandato di concedere un'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata a Veklury ( remdesivir) per il trattamento del Covid-19 negli adulti e negli adolescenti a partire dai 12 anni di età con polmonite e che necessitano di ossigeno supplementare.

  • ansa.it

    Il 30% guariti Covid avrà problemi respiratori cronici

    Polmoni a rischio per 6 mesi. Richeldi, nuova emergenza sanitaria

    Redazione ANSA ROMA 27 maggio 2020 09:58
    (archivio) ©

      Dopo l'infezione da Covid-19 i polmoni sono a rischio per almeno 6 mesi ed il 30% dei guariti avrà problemi respiratori cronici.


  • cnr.it

    COMUNICATO STAMPA 

    Cellule umane 'hackerano' il Sars-CoV-2 grazie all'editing dell'RNA

    19/05/2020
    Mutazioni dovute agli enzimi ADAR e APOBECMutazioni dovute agli enzimi ADAR e APOBEC

    Uno studio dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr e dell’Ispro, in collaborazione con l’Università di Firenze, pubblicato su Science Advances, ha messo in evidenza l’attivazione di uno dei meccanismi dell’immunità innata contro il virus.

    Pubblicato su Science Advances uno studio condotto dal gruppo coordinato da Silvo Conticello, dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc) e dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro), in collaborazione con Giorgio Mattiuz dell'Università di Firenze, mostra come i nostri processi cellulari siano in grado di “hackerare” il codice genetico del Sars-CoV-2 mediante un processo noto come “editing” dell’RNA.


  • cnr.it

    07/05/2020

    Spikeplug circonda il virus per inibire l'adesione al recettore ACE2[Spikeplug circonda il virus per inibire l'adesione al recettore ACE2]


      Una mini-proteina che “tappa” le proteine Spike del virus SARS-CoV-2 e non consente l’interazione con il recettore umano ACE2. E’ questa la scoperta di un gruppo di ricercatori dell’Istituto di biostrutture e bioimmagini (Cnr-Ibb), con sede a Napoli, coordinato dalla dott.ssa Rita Berisio.


  • corriere.it

    Malattia di Kawasaki: cos’è, che sintomi ha sui bambini, ed è legata al coronavirus?

    Si tratta di una malattia rara, in Italia: ma i casi si sono moltiplicati in zone dove il coronavirus è molto diffuso: ecco che cos’è

    Malattia di Kawasaki: cos'è, che sintomi ha sui bambini, ed è legata al coronavirus?
     

  • ansa.it

    All'Aifa 80 Dossier per farmaci sperimentali contro il coronavirus

    Primo rapporto Covid-19, con iter veloce autorizzati 16 studi

    Di Livia Parisi ROMA 16 aprile 2020 10:42

     Dall'idrossiclorochina al tocilizumab, passando per l'eparina: in poco meno di un mese, la Commissione Tecnico-Scientifica dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha valutato, grazie a un iter rapido messo a punto per l'emergenza coronavirus, ben 80 domande di autorizzazione per l'avvio di sperimentazioni e studi clinici su farmaci per pazienti affetti da Covid-19.

     Sono 16 quelli che hanno avuto parere favorevole, 10 di questi sono già partiti e l'ultimo riguarda la colchicina, un vecchio farmaco utilizzato nei disturbi su base auto-infiammatoria e nella gotta. Dall'entrata in vigore del Decreto-Legge 18/2020, alla Commissione Tecnico-Scientifica di Aifa è stato attribuito il compito di valutare i protocolli degli studi clinici delle terapie sperimentali utilizzate nei pazienti affetti da Sars-Cov-2. Le valutazioni state effettuate dal 17 marzo al 13 aprile dalla Commissione, riunita in seduta telematica permanente.


  • aboutpharma.com

    Covid-19, anche la colchicina tra i potenziali farmaci da sperimentare

    Si tratta di farmaco antinfiammatorio, su cui da poco Aifa ha attivato uno studio clinico in Italia. Il razionale è che sia in grado di bloccare l’infiammazione a monte, inibendo non una ma diverse citochine

    di Cristina Tognaccini  15 Aprile 2020
    covid-19 colchicina

    È un paradosso. Nell’epoca della target therapy e della sofisticata medicina di precisione, una possibilità di cura per Covid-19 sembra invece arrivare da vecchi farmaci a basso costo, approvati per altre indicazioni, che un poco alla volta gli esperti stanno riscoprendo utili anche per l’infezione da Sars-Cov-2. È il caso, ormai ben noto, della clorochina, ma anche della colchicina, che un gruppo di farmacologi sta portando alla ribalta con studi clinici ad hoc per valutarne efficacia e dose non tossica contro Covid-19.


  • ansa.it

    Nascerà in Italia la Biobanca del coronavirus

    Nell'ospedale Sacco, conserva i campioni per terapie e vaccino

    Redazione ANSA 15 aprile 2020 13:46
    Particelle di coronavirus viste al microscopio eletttronico (fonte: NIAID) © Ansa

    Nascerà in Italia, nell'ospedale Sacco di Milano la banca biologica che raccoglierà e conserverà tutti i campioni biologici prelevati dai pazienti con la Covid -19, elementi preziosi per lo studio e lo sviluppo di strategie diagnostiche e terapeutiche e per realizzare un vaccino. Il progetto, realizzato con l'università Statale di Milano, è reso possibile grazie alla donazione di oltre 800.000 euro da parte di Banco BPM.

    La Banca biologica, gestita grazie alle competenze dell'Università di Milano, sarà realizzata nel piano interrato del Padiglione 62 del Sacco, in un'area di 280 metri quadrati che comprende una zona per l'accettazione dei campioni, la Biobanca con sei contenitori criogenici (che potranno arrivare a 18) per conservare i campioni a bassissime temperature grazie all'azoto liquido, un locale congelatori, sempre destinato alla conservazione di materiali e uno per gli impianti tecnologici.


  • askanews.it

    Covid 19, l’esperto: tamponi a chi lamenta perdita olfatto

    Otorinolaringoiatra Di Girolamo: per diagnosi precoce portatori sani

    Venerdì 10 aprile 2020 - 18:07
    Covid 19, l’esperto: tamponi a chi lamenta perdita olfatto

     

    Roma, 10 apr. (askanews) – Uno dei primi sintomi lamentati da molti dei pazienti affetti da Covid-19 è la iposmia, ovvero la diminuita capacità di percepire gli odori. “Ciò è risultato in circa i due terzi dei casi valutati in Sud Corea e in Italia”, afferma il professor Stefano Di Girolamo, responsabile della UOSD di Otorinolaringoiatria del Policlinico Tor Vergata Centro Covid 4 Roma e ordinario di Otorinolaringoiatria dell’Università di Tor Vergata.


  • aboutpharma.com

    Medicina scienza e ricerca

    Covid-19, i farmaci in sperimentazione di cui non si parla: quali i più promettenti?

    AboutPharma pubblica in esclusiva un contributo della Società italiana di farmacologia (Sif) sui medicinali che potrebbero aiutare la comunità scientifica a trovare nuove risposte contro la pandemia

    Come si cura la malattia da COVID-19 (COronaVIrus Disease-19)? Ad oggi, nessun farmaco in commercio è indicato né per il trattamento dei sintomi da infezione dal virus SARS-COV-2 né per evitare che lo stesso possa infettare l’uomo. Eppure, la comunità scientifica sta lavorando cercando di sperimentare farmaci: nella maggior parte dei casi si tratta di molecole già in commercio e utilizzate da tempo per il trattamento di altre malattie ma che “ricollocate” contro il COVID-19 potrebbero agire contenendo quanto più possibile il processo infiammatorio prodotto dall’infezione, oppure rendere più complicato l’ingresso del virus nell’organismo o, ancora, impedire la replicazione dello stesso.


  • pharmastar.it

    Covid-19, approvato dall'Aifa l'uso compassionevole di ruxolitinib

    Martedi 7 Aprile 2020  Redazione

    Si chiama ruxolitinib ed è il primo farmaco ad essere approvato dall’AIFA nell’ambito di un protocollo di uso compassionevole per pazienti Covid-19. Ad annunciarlo è l’AIFA stessa sul suo sito ufficiale e l’autorizzazione riguarda il possibile utilizzo del farmaco in quei pazienti Covid-19 con insufficienza respiratoria che non necessitano di ventilazione assistita invasiva.