malattie neurodegenerative

  • Trovato il segnale che aiuta a camminare

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    Trovato il segnale che aiuta a camminare

    Possibile aiuto per una cura personalizzata del Parkinson

    Redazione ANSA  23 ottobre 2020 09:56
    Neuroni motori (fonte: Gerry Shaw, Wikimedia Commons) © AnsaTrovato il segnale che nel cervello controlla l'azione del camminare, indicando quando l'azione comincia e i momenti in cui inizia e si conclude. Pubblicato sulla rivista Brain Stimulation, il risultato promette di aprire la via a future terapie personalizzate per il morbo di Parkinson basate sulla stimolazione cerebrale profonda. La ricerca è stata condotta in Italia, dall'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, in collaborazione con l'Ospedale Universitario di Wurzburg e l'Università di Genova.
  • SMA, da nuove cure a diagnosi neonatale: è in atto una rivoluzione terapeutica


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    SMA, da nuove cure a diagnosi neonatale: è in atto una rivoluzione terapeutica

    Domenica 11 Ottobre 2020  Redazione  Paola Liverani

    L’atrofia muscolare spinale (SMA) è una malattia neuromuscolare rara, caratterizzata dalla perdita dei motoneuroni. Di conseguenza, la patologia provoca debolezza e atrofia muscolare progressiva, che interessa, in particolar modo, gli arti inferiori e i muscoli respiratori.
    Di questa gravissima malattia e delle novità in terapia in grado di modificarne in maniera sostanziale il decorso si è parlato durante il webinar “Atrofia muscolare spinale: storia clinica e rivoluzione terapeutica”, tenutosi lo scorso 29 settembre. Facciamo il punto dei tanti temi trattati.
  • Neuromielite ottica, recidive gravi ridotte da satralizumab, anticorpo mirato al recettore dell'interleuchina-6

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    Neuromielite ottica, recidive gravi ridotte da satralizumab, anticorpo mirato al recettore dell'interleuchina-6

    Domenica 4 Ottobre 2020  Redazione

    Rispetto al placebo, satralizumab riduce il rischio di recidiva grave nei pazienti con disturbo dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD), secondo una ricerca presentata al Joint European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis - Americas Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS - ACTRIMS) 2020, quest'anno noto come MSVirtual2020. Il farmaco, in particolare, è stato associato anche a una minore probabilità di utilizzare la terapia per le ricadute acute.
  • Sclerosi multipla primaria progressiva, migliori esiti con maggiore esposizione alla terapia modificatrice


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    Sclerosi multipla primaria progressiva, migliori esiti con maggiore esposizione alla terapia modificatrice

    Domenica 4 Ottobre 2020  Redazione

    Per i pazienti con sclerosi multipla (SM) primaria progressiva, un'esposizione più lunga alla terapia modificante la malattia (DMT) può ritardare il tempo in cui un paziente è limitato a una sedia a rotelle. Secondo un nuovo studio - presentato al Joint European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis – Americas Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS – ACTRIMS) 2020, quest'anno noto come MSVirtual2020  - ridurre il ritardo all'inizio del trattamento e trattare i pazienti più giovani potrebbe migliorare i risultati della disabilità a lungo termine.
  • I primi risultati dei nuovi studi sperimentali sulla Sla

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    I primi risultati dei nuovi studi sperimentali sulla Sla

    Si sono accese nuove speranze per i malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla), la malattia neurodegenerativa progressiva dell'età adulta che conduce alla paralisi dei muscoli volontari fino a coinvolgere anche quelli respiratori

    19 settembre 2020 aggiornato alle 11:20

       AGI - Durante l'ultimo anno, nonostante negli ultimi sei mesi anche il mondo della ricerca sia stato travolto dalla pandemia da Covid-19, si sono accese grandi speranze per i malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla), una malattia neurodegenerativa progressiva dell'età adulta che conduce alla paralisi dei muscoli volontari fino a coinvolgere anche quelli respiratori.

  • Sla, ricercatori italiani identificano possibile bersaglio terapeutico

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    Sla, ricercatori italiani identificano possibile bersaglio terapeutico

     MEDICINA Pubblicato il: 07/08/2020 16:49
    Sla, ricercatori italiani identificano possibile bersaglio terapeutico

     Identificato un nuovo potenziale bersaglio terapeutico per il trattamento della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), la più grave e conosciuta fra le malattie degenerative che colpiscono i motoneuroni, ossia i neuroni responsabili del movimento, localizzati a livello della corteccia cerebrale e del midollo spinale. La scoperta è opera di un gruppo di ricercatori guidati dall’Irccs ospedale San Raffaele, in collaborazione con Università degli studi di Milano e Istituto di biofisica del Cnr. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica 'Nature Communication'.
  • Sclerosi Multipla: nuovi bersagli cellulari per il dolore neuropatico trigeminale

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    Sclerosi Multipla: nuovi bersagli cellulari per il dolore neuropatico trigeminale

    Su "Brain, Behaviour and Immunity", in via di pubblicazione uno studio dei ricercatori della Statale sul dolore trigeminale nei pazienti affetti da Sclerosi Multipla per lo sviluppo di nuovi farmaci.

    pubblicato il: 17/07/2020
    Attività in laboratorio Accanto alle progressive difficoltà motorie e alla disabilità legate alla patologia, i pazienti affetti da Sclerosi Multipla (SM) sviluppano spesso una serie di altri sintomi che ne peggiorano ulteriormente la qualità di vita. Fra i sintomi “secondari” più frequenti troviamo il dolore neuropatico trigeminale e attacchi ricorrenti di emicrania, forme di dolore fortemente invalidanti legate ai danni provocati dalla patologia ai nervi del cranio e ad altre aree del cervello, che in alcuni pazienti possono manifestarsi addirittura mesi prima della diagnosi di SM. Entrambi i tipi di dolore sono controllati male dagli analgesici in commercio e quindi circa il 10% dei pazienti affetti da SM deve assumere altri farmaci, come gli antiepilettici, per controllare gli attacchi di dolore con il rischio di andare incontro a molti effetti collaterali. Nonostante ciò, sono ancora pochi i dati disponibili in letteratura che permettano di capire quali sono i meccanismi molecolari e cellulari che conducono allo sviluppo di dolore trigeminale nella SM.
  • Malattie da prioni, individuato un nuovo meccanismo responsabile della morte dei neuroni

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    aboutpharma.com

    Malattie da prioni, individuato un nuovo meccanismo responsabile della morte dei neuroni

    Uno studio italiano ha messo in luce, in modelli animali, un meccanismo che mette in relazione alterazioni della neurotrasmissione alla morte neuronale in queste rare malattie neurologiche tuttora incurabili che fanno parte della famiglia del "morbo della mucca pazza”

    La famiglia è quella del “morbo della mucca pazza”, patologia che divenne tristemente nota verso metà degli anni ’90. E benché non se ne parli più tanto le malattie da prioni di origine genetica – sebbene rare – non hanno ancora una cura. Uno studio recente ha però identificato un meccanismo alla base della morte neuronale in modelli animali di malattie da prioni di origine genetica. Contribuendo a comprendere perché queste malattie hanno caratteristiche cliniche variabili e suggerisce che farmaci già usati nella pratica clinica possano migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da queste gravi patologie.

  • Alzheimer, trovati i messaggi in bottiglia dei neuroni malati

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    Alzheimer, trovati i messaggi in bottiglia dei neuroni malati

    Aprono a test del sangue per la diagnosi precoce

    Redazione ANSA 06 luglio 2020 10:16
    I neuroni colpiti da Alzheimer rilasciano dei 'messaggi in bottiglia' utili alla diagnosi (fonte: Pixabay) © Ansa

      Scoperti i 'messaggi in bottiglia' rilasciati nel circolo sanguigno dai neuroni colpiti da Alzheimer: racchiusi in piccole vescicole di membrana, sono dei filamenti di Rna specifici della malattia che potrebbero aprire la strada a nuovi test del sangue per la diagnosi precoce.
     
      Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Cells da Chiara Fenoglio e Maria Serpente, ricercatrici del gruppo coordinato da Elio Scarpini e Daniela Galimberti del Centro Dino Ferrari, di Policlinico e Università Statale di Milano.
  • La prima sinapsi artificiale comunica con le cellule

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    La prima sinapsi artificiale comunica con le cellule

    Nuove prospettive per le malattie neurodegenerative

    Redazione ANSA 15 giugno 2020 17:54
    Esempio di cellule nervose ibride, in parte biologuche e in parte elettroniche (fonte: Stanford University, IIT) © Ansa

     La prima sinapsi artificiale interagisce con le cellule, mimando il comportamento naturale delle connessioni nervose. Il risultato, pubblicato su Nature Materials, è il punto di arrivo della ricerca che nel 2017 aveva realizzato la sinapsi artificiale. Il risultato parla italiano ed è nato alla collaborazione fra il gruppo dell'Università di Stanford guidato da Alberto Salleo con Istituto Italiano di Tecnologia, l'università olandese di Eindhoven e quelle italiane Federico II di Napoli e Roma Tor Vergata.
  • Per la Sclerosi Multipla speranze dal trapianto di staminali cerebrali

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    Per la Sclerosi Multipla speranze dal trapianto di staminali cerebrali 

    Concluso il trial clinico di Fase I. Per la prima volta al mondo trattati tutti i pazienti reclutati

    25 maggio 2020
     Arrivano speranze sulle staminali cerebrali umane per il trattamento sperimentale della Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva.

     In occasione della Giornata mondiale sulla Sclerosi Multipla, che si celebra il 30 maggio, la Pontificia Accademia per la Vita dello Stato Vaticano e il suo presidente monsignor Vincenzo Paglia annunciano con l’Associazione Revert Onlus e la Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, Opera di San Pio da Pietrelcina la conclusione - per la prima volta al mondo - della sperimentazione clinica di Fase I che prevede il trapianto di cellule staminali cerebrali umane in quindici pazienti affetti da Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva. La sperimentazione costituisce un primo passo verso lo sviluppo di un protocollo.
  • Sclerosi multipla recidivante: evobrutinib, nell'estensione a 108 settimane, si conferma efficace e sicuro

    Farmaci

    pharmastar.it

    Sclerosi multipla recidivante: evobrutinib, nell'estensione a 108 settimane, si conferma efficace e sicuro

    Sabato 23 Maggio 2020  Redazione

    Prosegue con successo lo sviluppo di evobrutinib, inibitore sperimentale orale altamente selettivo della tirosina di Bruton (BTK), che ha dimostrato di possedere un’efficacia elettiva e sostenuta in pazienti adulti con sclerosi multipla recidivane (RMS) lungo 108 settimane di studi clinici. I risultati, provenienti dallo studio di estensione open-label (OLE) di Fase II, sono presentati nell’ambito del Congresso virtuale dell’European Academy of Neurology.
  • Scoperta da un team multidisciplinare la molecola fotocromatica Ziapin2: il 'nano-interruttore' dei neuroni

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    Scoperta da un team multidisciplinare la molecola fotocromatica Ziapin2: il 'nano-interruttore' dei neuroni

    12/02/2020

    Immagine rielaborata da Mattia Di Francesco (IIT)Immagine rielaborata da Mattia Di Francesco (IIT)

    Creata in laboratorio una molecola fotocromatica, la Ziapin2, che messa a contatto con i neuroni, si inserisce all’interno della loro membrana cellulare e - attivata dalla luce - ne stimola elettricamente l’attività, proprio come un ‘nano-interruttore’. Questo è lo straordinario risultato di un gruppo multidisciplinare composto dai ricercatori dell’Istituto italiano di tecnologia di (Iit) di Genova, del Center for nano science and technology (Cnst) e del Politecnico di Milano - con il contributo dell’Istituto di biofisica di Trento - descritto in un articolo scientifico recentemente pubblicato dalla rivista Nature Nanotechnology (IF 43,3).

  • Ricerca, nanodispositivi per trattare epilessia e Parkinson

    Malattie neurologiche

    askanews.it

    Ricerca, nanodispositivi per trattare epilessia e Parkinson

    È l'obiettivo del progetto Ue IN-FET guidato da Sissa

    Ricerca, nanodispositivi per trattare epilessia e Parkinson

     Roma, 10 feb. (askanews) – Inedite tecnologie potrebbero essere utilizzate come impianti cerebrali in grado di modulare l’attività delle cellule nervose e trattare così malattie neurologiche come l’epilessia e il Parkinson. Gli avveniristici dispositivi sono al centro di un progetto da oltre 3 milioni euro finanziato dalla Commissione Europea e guidato da SISSA.

  • Vivere vicino a strade trafficate aumenta il rischio di malattie neurologiche

    Sanità

    pharmastar.it

    Vivere vicino a strade trafficate aumenta il rischio di malattie neurologiche

    Venerdi 24 Gennaio 2020
      Vivere nelle vicinanze di strade principali o autostrade, quindi altamente trafficate, è legato a una maggiore incidenza di demenza, malattia di Parkinson, Alzheimer e sclerosi multipla (SM), secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Health.

    Nello studio, i ricercatori dell'Università della British Columbia hanno analizzato i dati di 678mila adulti del distretto Metro Vancouver. Gli esperti hanno osservato che vivere a meno di 50 metri da una strada principale o a meno di 150 metri da un'autostrada è associato a un rischio maggiore di sviluppare demenza, Parkinson, Alzheimer e sclerosi multipla, probabilmente a causa di una maggiore esposizione all'inquinamento atmosferico.

  • Atrofia muscolare spinale di tipo 1, risdiplam centra l'endpoint primario nello studio registrativo FIREFISH sui bambini

    Ricerca

    pharmastar.it

    Atrofia muscolare spinale di tipo 1, risdiplam centra l'endpoint primario nello studio registrativo FIREFISH sui bambini

    Giovedi 23 Gennaio 2020  Redazione

    Annunciati in data odierna importanti risultati positivi ottenuti nella Parte 2 registrativa dello studio FIREFISH, una sperimentazione volta a valutare risdiplam in bambini di età compresa tra 1 e 7 mesi con atrofia muscolare spinale (SMA) di tipo 1.
  • Home ventilation: rischi e nuove soluzioni per un'assistenza domiciliare efficace

    tecnologia

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    Home ventilation: rischi e nuove soluzioni per un'assistenza domiciliare efficace

    07/01/2020
    Home ventilationHome ventilation

    La 'home ventilation' -l'assistenza domiciliare di pazienti ventilati meccanicamente perché affetti da patologie neurodegenerative o con importanti problematiche respiratorie- ha nei paesi Ue, un'incidenza di 6,6 pazienti per 100.000 abitanti: essa prevede l'uso di dispositivi medici di supporto vitale a casa dell'assistito da parte di soggetti spesso non professionalmente formati, come i pazienti stessi o i loro  care givers, che ne ignorano i potenziali rischi.

  • Primo neurone artificiale, possibile arma contro l'Alzheimer

    tecnologia digitale

    ansa.it

    Primo neurone artificiale, possibile arma contro l'Alzheimer

    Costruito su un chip, utile per combattere molte altre malattie

    Enrica Battifoglia 04 dicembre 2019 11:42
    Il primo chip che riproduce il comportamento di un neurone (fonte:  University of Bath) © Ansa

     Promette di diventare una futura arma per combattere le malattie causate dalla degenerazione delle cellule nervose, come l'Alzheimer: il primo neurone artificiale in silicio risponde ai segnali del sistema nervoso e segna un passo in avanti verso la possibilità di riparare circuiti nervosi e ripristinare funzioni perdute. Descritto sulla rivista Nature Communications, è il frutto della ricerca coordinata da Alain Nogaret, del dipartimento di Fisica dell'università britannica di Bath, e condotta con l'università svizzera di Zurigo e quella neozelandese di Auckland. Fanno parte del gruppo di lavoro anche gli italiani Elisa Donati e Giacomo Indiveri, entrambi dell'Università di Zurigo.
  • Alzheimer, scoperta molecola che blocca la malattia

    Alzheimer, scoperta molecola che blocca la malattia

    Fondazione Montalcini, 'ringiovanisce' il cervello. Studio su topi

    Redazione ANSA ROMA 25 novembre 2019 11:10
  • Calciatori, più alto rischio malattie neurodegenerative e demenza


    ansa.it

    Calciatori, più alto rischio malattie neurodegenerative e demenza

    Come Borgonovo, colpito dalla Sla. E' la somma dei tanti colpi alla testa accumulati

    Redazione ANSA ROMA 22 ottobre 2019 12:17
    Stefano Borgonovo morto a causa di una malattia neurogenerativa, la Sla. Spinto in carrozzina durante una saluto dei compagni allo stadio © ANSA

     Se la frequenza di malattie non neurologiche è più bassa rispetto al resto della popolazione, per i calciatori professionisti è invece maggiore la mortalità per malattie neurodegenerative e il rischio di demenza. Lo rileva uno studio condotto su oltre settemila ex-calciatori professionisti scozzesi, pubblicato sul New England Journal of medicine. Come nel caso di Stefano Borgonovo il calciatore italiano morto a causa della Sla, una malattia neurodegenerativa.