Medicina e Biologia

  • Farmacogenetica, nel trattamento del dolore da cancro una possibile arma per trattare in maniera mirata

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    Farmacogenetica, nel trattamento del dolore da cancro una possibile arma per trattare in maniera mirata


    Martedi 21 Luglio 2020  Emilia Vaccaro
     Che impatto ha la farmacogenetica a livello clinico e soprattutto nella prescrizione di oppioidi a un determinato paziente oncologico? E’ la domanda che si sono posti un gruppo di ricercatori italiani e a cui hanno cercato di rispondere con una revisione della letteratura pubblicata su Cancers.

    Gli oppioidi sono ampiamente utilizzati in pazienti con dolore oncologico anche se diversi pazienti possono manifestare un'analgesia inefficace e/o effetti collaterali.

  • Leucemia mieloide acuta, promettenti cellule CAR-T con doppio CAR anti-CD33-CLL1. #EHA2020

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    Leucemia mieloide acuta, promettenti cellule CAR-T con doppio CAR anti-CD33-CLL1. #EHA2020

    Lunedi 20 Luglio 2020  Alessandra Terzaghi
    In uno studio cinese di fase 1 presentato di recente al congresso virtuale della European Hematology Association, sei pazienti su otto con leucemia mieloide acuta recidivata/refrattaria e uno con leucemia mieloide cronica in fase accelerata, non hanno mostrato segni di malattia residua 4 settimane dopo essere stati sottoposti a una terapia con cellule CAR-T dirette contro non uno solo (come le CAR-T attualmente approvate), bensì due bersagli: CD33 e CLL1.

  • Sclerosi Multipla: nuovi bersagli cellulari per il dolore neuropatico trigeminale

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    Sclerosi Multipla: nuovi bersagli cellulari per il dolore neuropatico trigeminale

    Su "Brain, Behaviour and Immunity", in via di pubblicazione uno studio dei ricercatori della Statale sul dolore trigeminale nei pazienti affetti da Sclerosi Multipla per lo sviluppo di nuovi farmaci.

    pubblicato il: 17/07/2020
    Attività in laboratorio Accanto alle progressive difficoltà motorie e alla disabilità legate alla patologia, i pazienti affetti da Sclerosi Multipla (SM) sviluppano spesso una serie di altri sintomi che ne peggiorano ulteriormente la qualità di vita. Fra i sintomi “secondari” più frequenti troviamo il dolore neuropatico trigeminale e attacchi ricorrenti di emicrania, forme di dolore fortemente invalidanti legate ai danni provocati dalla patologia ai nervi del cranio e ad altre aree del cervello, che in alcuni pazienti possono manifestarsi addirittura mesi prima della diagnosi di SM. Entrambi i tipi di dolore sono controllati male dagli analgesici in commercio e quindi circa il 10% dei pazienti affetti da SM deve assumere altri farmaci, come gli antiepilettici, per controllare gli attacchi di dolore con il rischio di andare incontro a molti effetti collaterali. Nonostante ciò, sono ancora pochi i dati disponibili in letteratura che permettano di capire quali sono i meccanismi molecolari e cellulari che conducono allo sviluppo di dolore trigeminale nella SM.
  • Malattie da prioni, individuato un nuovo meccanismo responsabile della morte dei neuroni

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    Malattie da prioni, individuato un nuovo meccanismo responsabile della morte dei neuroni

    Uno studio italiano ha messo in luce, in modelli animali, un meccanismo che mette in relazione alterazioni della neurotrasmissione alla morte neuronale in queste rare malattie neurologiche tuttora incurabili che fanno parte della famiglia del "morbo della mucca pazza”

    La famiglia è quella del “morbo della mucca pazza”, patologia che divenne tristemente nota verso metà degli anni ’90. E benché non se ne parli più tanto le malattie da prioni di origine genetica – sebbene rare – non hanno ancora una cura. Uno studio recente ha però identificato un meccanismo alla base della morte neuronale in modelli animali di malattie da prioni di origine genetica. Contribuendo a comprendere perché queste malattie hanno caratteristiche cliniche variabili e suggerisce che farmaci già usati nella pratica clinica possano migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da queste gravi patologie.

  • Cellule più longeve con l'invecchiamento pilotato


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    Cellule più longeve con l'invecchiamento pilotato

    La scoperta apre a nuove terapie anti-aging

    Redazione ANSA  17 luglio 2020 14:25
    Cellule di lievito viste al miscroscopio (fonte: Sam LaRussa, Flickr) © Ansa

  • Il difficile calcolo dell’immunità di gregge

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    Il difficile calcolo dell’immunità di gregge

    di Kevin Hartnett/Quanta Magazine
    © AGF © AGF 

      La percentuale di soggetti immuni necessaria per assicurare che un'intera popolazione sia protetta dall’immunità di gregge non è un numero fisso, ma dipende da una molteplicità di fattori fra cui il luogo, il contesto, i costumi sociali e l’aderenza o meno alle precauzioni
      Se è vero che la pandemia di COVID-19 ha ancora molti aspetti ignoti, sappiamo però come è probabile che andrà a finire: la pandemia si esaurirà quando la diffusione del virus inizierà a rallentare (e poi si fermerà del tutto) perché abbastanza persone avranno sviluppato l’immunità alla malattia. A quel punto, o grazie a un vaccino oppure perché abbastanza persone saranno state contagiate, la popolazione avrà sviluppato “l’immunità di gregge".
  • Scoperta una proteina cruciale per la fertilità maschile

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    ansa.it

    Scoperta una proteina cruciale per la fertilità maschile

    Senza gli spermatozoi restano immaturi e incapaci di muoversi

    Redazione ANSA ROMA 10 luglio 202012:43   © ANSA

     Scoperta una proteina fondamentale per la fertilità maschile, senza la quale gli spermatozoi restano immaturi e incapaci di muoversi. Individuata in un articolo sulla rivista Science, la proteina si chiama 'NELL2' ed assicura la corretta maturazione dello spermatozoo all'interno dell'"epididimo", un tubo convoluto e lungo che guida gli spermatozoi verso i dotti che li porteranno all'esterno.

  • Test, tamponi, mutazioni: il punto su Sars-Cov2 con un microbiologo

    covid-19

    aboutpharma.com

    Test, tamponi, mutazioni: il punto su Sars-Cov2 con un microbiologo

    Che differenza c’è tra i diversi tipi di test? La carica virale sta diminuendo? Esistono positivi a Covid-19 non più infettanti? Risponde Edoardo Carretto direttore del laboratorio di microbiologia clinica, presso l’Irccs Santa Maria Nova a Reggio Emilia *IN COLLABORAZIONE CON BIOMÉRIEUX ITALIA


    Anche a Reggio Emilia, presso l’IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova, negli ultimi tempi si è rilevato che i tamponi di soggetti positivi a SARS-CoV-2 presentano spesso amplificazioni tardive al test molecolare, verosimilmente correlate a basse cariche virali. Chi risulta positivo al tampone insomma, non è detto che abbia nel proprio organismo una quantità di virus tale da infettare altri soggetti. Lo aveva già sostenuto Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, seguito poi da altri ricercatori ed esperti. Come Edoardo Carretto, appunto, direttore del Laboratorio di Microbiologia, presso il presidio emiliano, che in una video intervista ad AboutPharma and Medical Devices ricorda anche quali sono gli strumenti per la diagnosi di COVID-19.

  • Brasile, uomo senza Hiv con un cocktail di farmaci

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    adnkronos.com

    Brasile, uomo senza Hiv con un cocktail di farmaci

     MEDICINA Pubblicato il: 08/07/2020 16:45
    Brasile, uomo senza Hiv con un cocktail di farmaci Un uomo brasiliano potrebbe essere la prima persona al mondo ad aver ottenuto una remissione a lungo termine dell'Hiv , dopo un trattamento con un nuovo cocktail di antiretrovirali. Una vicenda resa nota dai medici brasiliani che l'hanno seguito, accolta con qualche scetticismo da alcuni specialisti, come riferisce il 'New York Times'. A rendere eccezionale il caso è il fatto che il paziente avrebbe 'sconfitto' il virus senza essere sottoposto a trapianto di midollo, come successo in precedenza. La vicenda del 'paziente di San Paolo' è stata illustrata dai ricercatori dell'Università Federale di San Paolo alla Conferenza Aids 2020.

  • Alzheimer, trovati i messaggi in bottiglia dei neuroni malati

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    Alzheimer, trovati i messaggi in bottiglia dei neuroni malati

    Aprono a test del sangue per la diagnosi precoce

    Redazione ANSA 06 luglio 2020 10:16
    I neuroni colpiti da Alzheimer rilasciano dei 'messaggi in bottiglia' utili alla diagnosi (fonte: Pixabay) © Ansa

      Scoperti i 'messaggi in bottiglia' rilasciati nel circolo sanguigno dai neuroni colpiti da Alzheimer: racchiusi in piccole vescicole di membrana, sono dei filamenti di Rna specifici della malattia che potrebbero aprire la strada a nuovi test del sangue per la diagnosi precoce.
     
      Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Cells da Chiara Fenoglio e Maria Serpente, ricercatrici del gruppo coordinato da Elio Scarpini e Daniela Galimberti del Centro Dino Ferrari, di Policlinico e Università Statale di Milano.
  • Tumori, tolto il freno che impedisce di aggredirli


    ansa.it

    Tumori, tolto il freno che impedisce di aggredirli

    Nuove armi in arrivo. Ricostruiti i danni da agenti chimici

    Elisa Buson  25 giugno 2020 09:31 
    In arrivo nuove armi contro i tumori (fonte: Pixabay) © Ansa

     Scoperto il segnale di disturbo che molti tumori producono per interferire nelle comunicazioni del sistema immunitario e rendersi inattaccabili: la sua disattivazione nei topi ha permesso di ridurre drasticamente la crescita del tumore e in molti casi lo ha addirittura eradicato, come dimostra uno studio dell'università di Yale pubblicato su Nature.
  • Spliceosoma: come si propaga l'informazione giusta nelle cellule


    cnr.it

    COMUNICATO STAMPA

    Spliceosoma: come si propaga l'informazione giusta nelle cellule

    01/06/2020
    Immagine

    Un nuovo studio dell’Istituto officina dei materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iom) in collaborazione con la Sissa (Scuola internazionale superiore di studi avanzati) fa luce sul funzionamento dello spliceosoma. Un complesso sistema cellulare, composto da proteine e RNA, responsabile di un processo di “taglia e cuci” con il quale si opera la sintesi proteica. Difetti nel suo funzionamento sono coinvolti in più di 200 malattie. Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista Journal of the American Chemical Society, che gli ha anche dedicato la copertina

    Una ricerca basata su simulazioni al computer dell’Istituto officina dei materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iom), condotto in collaborazione con la Sissa - Scuola internazionale studi superiori avanzati e pubblicato su Journal Of the American Chemical Society, ha permesso di spiegare il funzionamento dello “spliceosoma”, un importante “macchinario biologico” per la vita cellulare.

  • Tumori, il rischio di metastasi scritto nel Dna dalla nascita

    ricerca

    ansa.it

    Tumori, il rischio di metastasi scritto nel Dna dalla nascita

    Studio sul melanoma apre a nuovi scenari terapeutici

    Redazione ANSA  26 maggio 2020 16:59
    I portatori della variante genetica ApoE4 hanno più cellule immunitarie in grado di combattere il cancro (fonte: Elizabeth and Vincent Meyer Laboratory of Systems Cancer Biology, Rockefeller University) © Ansa

  • Tumori, svelato il segreto delle metastasi

    Ricerca

    adnkronos.com

    Tumori, svelato il segreto delle metastasi

     MEDICINA Pubblicato il: 26/05/2020 15:13
    Tumori, svelato il segreto delle metastasi

    Un'invasione incontrollata di cellule che si moltiplicano senza freni, perché hanno riacquistato la capacità di proliferare come quando una nuova vita cresce nel corpo di una mamma. E' il segreto delle metastasi tumorali svelato da due studi italiani complementari, condotti da un team di scienziati guidato da Vincenzo Costanzo all'Ifom (Istituto Firc di oncologia molecolare) e all'università Statale di Milano. I risultati suggeriscono che "il cancro metastatico origina dalla riattivazione dei meccanismi dello sviluppo embrionale e placentare", e gettano "le basi conoscitive per aiutare lo sviluppo di nuove terapie basate sulle risposte immunitarie contro i tumori".

  • Per la Sclerosi Multipla speranze dal trapianto di staminali cerebrali

    Ricerca

    agi.it

    Per la Sclerosi Multipla speranze dal trapianto di staminali cerebrali 

    Concluso il trial clinico di Fase I. Per la prima volta al mondo trattati tutti i pazienti reclutati

    25 maggio 2020
     Arrivano speranze sulle staminali cerebrali umane per il trattamento sperimentale della Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva.

     In occasione della Giornata mondiale sulla Sclerosi Multipla, che si celebra il 30 maggio, la Pontificia Accademia per la Vita dello Stato Vaticano e il suo presidente monsignor Vincenzo Paglia annunciano con l’Associazione Revert Onlus e la Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, Opera di San Pio da Pietrelcina la conclusione - per la prima volta al mondo - della sperimentazione clinica di Fase I che prevede il trapianto di cellule staminali cerebrali umane in quindici pazienti affetti da Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva. La sperimentazione costituisce un primo passo verso lo sviluppo di un protocollo.
  • Sclerosi multipla recidivante: evobrutinib, nell'estensione a 108 settimane, si conferma efficace e sicuro

    Farmaci

    pharmastar.it

    Sclerosi multipla recidivante: evobrutinib, nell'estensione a 108 settimane, si conferma efficace e sicuro

    Sabato 23 Maggio 2020  Redazione

    Prosegue con successo lo sviluppo di evobrutinib, inibitore sperimentale orale altamente selettivo della tirosina di Bruton (BTK), che ha dimostrato di possedere un’efficacia elettiva e sostenuta in pazienti adulti con sclerosi multipla recidivane (RMS) lungo 108 settimane di studi clinici. I risultati, provenienti dallo studio di estensione open-label (OLE) di Fase II, sono presentati nell’ambito del Congresso virtuale dell’European Academy of Neurology.
  • Sclerosi multipla, riparate le lesioni nel cervello dei top

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    ansa.it

    Sclerosi multipla, riparate le lesioni nel cervello dei top

    Grazie al trapianto di cellule, verso test sull'uomo

    Redazione ANSA  22 maggio 2020 12:18
  • Sclerosi multipla, riparate le lesioni nel cervello dei top

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    Sclerosi multipla, riparate le lesioni nel cervello dei top

    Grazie al trapianto di cellule, verso test sull'uomo

    Redazione ANSA  22 maggio 2020 12:18
     

    Cervello 'riparato' e movimenti ripristinati nei topi malati di sclerosi multipla: il risultato è stato ottenuto grazie al trapianto di particolari cellule progenitrici del cervello umano, che una volta impiantate nei roditori malati hanno favorito il ripristino del rivestimento isolante dei neuroni, migliorandone la funzionalità. La sperimentazione è pubblicata sulla rivista Cell Reports dai ricercatori dell'Università di Rochester, negli Stati Uniti, e potrebbe aprire la strada ai primi test clinici sull'uomo, non solo per la sclerosi multipla ma anche per altre malattie come la leucodistrofia dei bambini e i danni da ictus che colpiscono la materia bianca del cervello.

    Lo studio rappresenta il culmine di oltre 15 anni di ricerche condotte nell'ateneo statunitense per comprendere il ruolo delle cellule della glia, fondamentali 'aiutanti' dei neuroni che vengono perse a causa della sclerosi multipla. La malattia autoimmunitaria colpisce in particolar modo un tipo di cellule gliali, i cosiddetti oligodendrociti, che formano la guaina mielinica che isola i prolungamenti dei neuroni favorendo la conduzione del segnale elettrico.

    Per rimpiazzarle nei topi con sclerosi multipla, i ricercatori guidati dal neurologo Steve Goldman hanno trapiantato delle cellule umane progenitrici della glia, ottenute da cellule staminali coltivate in laboratorio. Una volta impiantate nel cervello malato, le cellule progenitrici sono migrate sulle lesioni, si sono differenziate in oligodendrociti e hanno riparato la guaina mielinica danneggiata. Questo processo ha permesso di ripristinare anche la funzione motoria degli animali.

  • Nel Dna l'interruttore della magrezza

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    Nel Dna l'interruttore della magrezza

    Per cure anti-obesità. E' un gene regolabile con farmaci anti-cancro

    Redazione ANSA  22 maggio 2020 10:02
    Nel Dna un gene che aiuta a restare magri (fonti: doppia elica di Christoph Bock, Max Planck Institute for Informatics/Wikipedia. metro di Pngimg.com) © Ansa

     Scoperto nel Dna l'interruttore molecolare della magrezza: si tratta del gene Alk, un famoso complice dei tumori che potrebbe giocare un ruolo cruciale anche nella regolazione del metabolismo dei grassi. Gia' bersaglio di numerosi farmaci anti-cancro, potrebbe entrare nel mirino di nuove terapie contro l'obesita'. A indicarlo e' lo studio pubblicato sulla rivista Cell dai ricercatori dell'Universita' della British Columbia.
  • Cellule umane 'hackerano' il Sars-CoV-2 grazie all'editing dell'RNA

    Ricerca

    cnr.it

    COMUNICATO STAMPA 

    Cellule umane 'hackerano' il Sars-CoV-2 grazie all'editing dell'RNA

    19/05/2020
    Mutazioni dovute agli enzimi ADAR e APOBECMutazioni dovute agli enzimi ADAR e APOBEC

    Uno studio dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr e dell’Ispro, in collaborazione con l’Università di Firenze, pubblicato su Science Advances, ha messo in evidenza l’attivazione di uno dei meccanismi dell’immunità innata contro il virus.

    Pubblicato su Science Advances uno studio condotto dal gruppo coordinato da Silvo Conticello, dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc) e dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro), in collaborazione con Giorgio Mattiuz dell'Università di Firenze, mostra come i nostri processi cellulari siano in grado di “hackerare” il codice genetico del Sars-CoV-2 mediante un processo noto come “editing” dell’RNA.