microbiota

  • Farmaci per la riduzione del colesterolo associati a un migliore profilo dei batteri intestinali nei soggetti obesi

    Ricerca

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    Farmaci per la riduzione del colesterolo associati a un migliore profilo dei batteri intestinali nei soggetti obesi

    Le statine, la classe di farmaci comunemente prescritta per ridurre il rischio cardiovascolare, sono identificate da un nuovo studio come un potenziale terapeutico per la modulazione del microbiota.

    PROGRESSI SCIENTIFICI 
    Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2020 Numero di registrazione: 418271

      Il microbioma, il materiale genetico di tutti i microrganismi che vivono nel corpo umano, è fondamentale per lo sviluppo, l’immunità e la nutrizione. Le malattie cardiometaboliche (o CMD, dall’inglese cardiometabolic diseases) quali la cardiopatia e i disturbi metabolici come l’obesità e il diabete sono associati a disfunzioni nel microbioma. La ricerca in questo campo si è intensificata negli ultimi anni. In relazione alle malattie cardiometaboliche, grande attenzione è stata attirata dal microbioma intestinale, ovvero dal materiale genetico del microbiota intestinale, i complessi microrganismi (batteri, lieviti e virus) presenti nel tratto gastrointestinale. Inoltre, è noto che l’impiego di alcune medicine, quali i farmaci per neutralizzare l’acidità di stomaco, è associato all’alterazione delle comunità microbiche intestinali.

  • L'ipertensione arteriosa polmonare potrebbe nascere dall'intestino


    pharmastar.it

    L'ipertensione arteriosa polmonare potrebbe nascere dall'intestino

    Venerdi 28 Febbraio 2020

      Un team di ricercatori dell’Università della Florida ha osservato una correlazione tra il microbiota intestinale e l’ipertensione arteriosa polmonare. In particolare, gli esperti hanno previsto la presenza della malattia in un gruppo di persone con uno specifico profilo di microbiota intestinale, con un’accuratezza dell’83%. Lo studio è stato pubblicato su Hypertension.
  • Microbiota: un amico invisibile della nostra salute. Un libro fa il punto

    libri

    pharmastar.it

    Microbiota: un amico invisibile della nostra salute. Un libro fa il punto

    Mercoledi 22 Gennaio 2020  Redazione

    Pesa poco meno del cuore ed è composto da un numero di cellule superiori a quello del nostro corpo che le ospita. E non compare su nessuna carta anatomica pur giocando un ruolo importante nel nostro benessere e, purtroppo, anche nella comparsa di molte patologie.

    La scienza è sempre più attenta al microbiota, l’insieme delle cellule batteriche che vivono nell’apparato digerente, ed in particolare nell’intestino e ci offre anche una serie di indicazioni utili per mantenere in salute questa “megalopoli” di abitanti che debbono convivere al meglio per favorire il nostro benessere.

    È questo l’obiettivo del libro “Microbiota – L’amico invisibile per il tuo benessere a tutte le età”, presentato a Milano presso la libreriaFeltrinelli di Piazza Piemonte.
  • Trapianto del microbiota doppio 'scudo' contro super-bug

    Sanità

    adnkronos.com

    Trapianto del microbiota doppio 'scudo' contro super-bug

    Gasbarrini, 'Aumenta sopravvivenza dei fragili e riduce i giorni di degenza dei pazienti con C. difficile'

     MEDICINA Pubblicato il: 05/11/2019 09:04 
    Trapianto del microbiota doppio 'scudo' contro super-bug

      Nuove virtù dei batteri buoni che abitano nel nostro intestino. Uno studio italiano, condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dimostra l'efficacia del trapianto di microbiota intestinale da donatori sani contro un'infezione molto insidiosa, quella da Clostridium difficile, un super-bug che può rivelarsi letale. "Abbiamo visto che il trapianto di microbiota funziona come un 'doppio scudo' - spiega all'Adnkronos Salute Antonio Gasbarrini, direttore dell'Area Medicina interna, gastroenterologia e oncologia medica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, responsabile del team - aumenta infatti la sopravvivenza di oltre un terzo rispetto alla terapia antibiotica, dimezza i giorni di degenza necessari al paziente, ma riduce anche il rischio di gravi complicanze come la sepsi nei mesi successivi".