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Cosa è davvero importante per i pazienti?

I Patient reported outcome (Pro7h4), e i questionari per misurarli (Prom), consentono di raccogliere in modo standardizzato l’opinione delle persone trattate, ma servono politiche di aggiornamento

di Francesca Sofia, Science Compass 24 aprile 2019

Ultimamente, la domanda che ricorre maggiormente in tutti o quasi i contesti in cui si discute di sistema salute, di ricerca e sviluppo, di efficacia della cura e qualità di vita, riguarda le preferenze dei pazienti e come integrarle nei processi per migliorare gli esiti terapeutici.

Come menzionato in un articolo precedente, i Patient reported outcome (Pro), e i questionari per misurarli (Prom), sono strumenti nati con questa finalità e consentono di raccogliere in modo standardizzato l’opinione dei pazienti.

Tavoli internazionali e italiani

A livello internazionale, da diversi anni, sono attivi alcuni tavoli di lavoro e progetti multi-stakeholder che si occupano di sviluppare e ottimizzare questi strumenti. Uno su tutti è l’Ichom – International consortium of health outcomes measurement. E anche in Italia, cresce l’interesse e l’attenzione sia del mondo industriale che accademico che a ragion veduta possono trovare nei Pro non solo il terreno di una reale collaborazione con le organizzazioni dei pazienti ma anche quello per innovare efficacemente processi e offerta.

Tra il dire e il fare…

Tuttavia, tra l’idea di affrontare in modo sistematico un percorso di raccolta delle opinioni dei pazienti – finalizzato al miglioramento di un prodotto, per esempio, o di un percorso assistenziale – e la messa a punto di questionari realmente efficaci a questi fini…c’è di mezzo il mare. Lo dimostrano i risultati di uno studio condotto da Faster Cures nel 2018. Faster Cures è un centro studi creato in seno allo statunitense Milken Institute, che lavora per promuovere e far avanzare ricerche basate sui bisogni dei pazienti e sviluppate tramite percorsi collaborativi multi-stakeholder. Lo studio in questione ha coinvolto pazienti, advocate, caregiver e rappresentanti di associazioni di malattia in un percorso di confronto sui Pro e offre un’interessante base di osservazione sull’evoluzione di questi strumenti.

La lunga tradizione dei Pro

Per prima cosa, i Pro non sono per nulla strumenti “nuovi” come si tende a credere, purtroppo, anche tra gli addetti del settore salute. Al contrario, hanno una storia lunga (le fonti bibliografiche ne datano la nascita negli anni ’70) nel corso della quale ne sono stati prodotti e messi in uso moltissimi. Il panorama è infatti estremamente variegato e complesso e, tuttavia, ampiamente insufficiente nel rispondere alle esigenze dei pazienti. Un primo dato che può essere utile a orientare chiunque abbia intenzione di cimentarsi con l’identificazione di Pro e/o la messa a punto di questionari ad hoc, riguarda il tempo e l’investimento necessario. Il processo può richiedere fino a due anni di lavoro e molti altri ancora prima che vi sia un’effettiva validazione da parte delle autorità regolatorie, almeno nel contesto Usa.

Miti da sfatare

Un altro aspetto cruciale riguarda la effettiva connotazione paziente-centrica. Secondo Faster Cures uno dei miti di sfatare è quello che vedrebbe i Pro come uno strumento per definizione centrato sul paziente. La maggior parte dei Pro e dei Prom, soprattutto quelli cosiddetti “storici”, non è stata sviluppata tramite un processo partecipativo che integrasse l’input dei pazienti ma è scaturita da un confronto e un esame interno alla comunità medico-scientifica ed è quindi basata sulle conoscenze e gli assunti di quest’ultima.

L’adeguamento dei Prom

Un altro elemento critico riguarda l’adeguamento dei Prom alle tecnologie oggi in uso. Molti, infatti, sono ancora somministrati in forma di questionario cartaceo, spesso a margine di una visita, e andrebbero pertanto rimessi in discussione per quanto concerne la loro affidabilità nel produrre dati effettivamente utilizzabili.

Serve una revisione dei Pro

Secondo Faster Cures, sarebbe necessario un processo di revisione che metta ordine nel mare magnum di questi strumenti e permetta di selezionare quelli effettivamente efficaci e di produrre nuovi Pro, interamente progettati e sviluppati con la collaborazione dei pazienti e concretamente utilizzabili per indirizzare i percorsi decisionali nella gestione della salute. Un’impresa evidentemente onerosa che molte aziende sono riluttanti ad affrontare per la considerevole dose di incertezza che la caratterizza.

I Pro e i ritorni sugli investimenti

È, tuttavia, innegabile che, anche sul piano esclusivamente economico, l’impatto dello strumento sia migliorabile: i Pro attualmente disponibili giungono abbastanza raramente a essere inclusi nel foglietto illustrativo del farmaco o a essere utilizzati come criterio decisionale applicato dal pagatore nella valutazione dei servizi sanitari. Per incentivare lo sviluppo di Pro innovativi, sarà dunque cruciale essere in grado di misurarne in modo chiaro il ritorno sull’investimento.

La survey sul patient engagement

Abbiamo preparato una survey il cui obiettivo è stimolare una riflessione e quantificare consapevolezza, aspettative e motivazioni nella relazione tra industria e pazienti. Ogni contributo è prezioso e può aiutarci a disegnare nuovi percorsi e a scrivere un nuovo capitolo sul settore bio-farmaceutico italiano. Il questionario richiede soltanto pochi minuti. I dati saranno raccolti in anonimo e utilizzati in maniera aggregata a fini formativi e/o di ricerca sul tema.

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*Foto in evidenza di Giorgia Saltarelli

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Fonte: aboutpharma.com
URL: https://www.aboutpharma.com/blog/2019/04/24/cosa-e-davvero-importante-per-i-pazienti/