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«Nessuna ragione etiche per vietarlo». Consiglio etico tedesco favorevole all’editing genetico su embrioni umani

di redazione

Per il Consiglio etico tedesco l’editing della linea germinale è un obiettivo legittimo dal punto di vista etico quando lo scopo è di evitare o ridurre il rischio di alcune malattie geneticamente determinate

Paletti a non finire, ben piantati e globalmente condivisi, ma nessun divieto categorico alla modifica del Dna in embrioni umani. È la conclusione, firmata all’unanimità, a cui è giunto il Consiglio etico tedesco argomentata dettagliatamente nelle 230 pagine di un rapporto reso pubblico nei giorni scorsi. Secondo il panel composto da 26 esperti di bioetica (l’equivalente del nostro Comitato di bioetica) non ci sono ragioni valide per considerare inviolabile il materiale genetico che viene ereditato dai genitori e si trasmette ai discendenti (linea germinale). Effettuare modifiche ereditarie sugli embrioni umani per evitare la trasmissione di una malattia non è contrario all’etica. 

«L’analisi etica non porta a nessuna categorica inviolabilità della linea germinale umana», scrivono gli esperti del Consiglio. 

Via libera quindi alla procreazione di esseri umani geneticamente modificati alla maniera cinese? No, almeno per ora. Perché se in linea teorica il Dna umano non viene considerato inviolabile, nella pratica «attualmente qualunque intervento sulla linea germinale sarebbe eticamente inaccettabile dati gli incalcolabili rischi associati alla procedura», scrivono i membri del Consiglio. 

Un anno fa l’annuncio della nascita in Cina dei primi esseri umani geneticamente modificati grazie alla tecnica Crispr, due gemelle per la precisione, aveva fatto clamore. Tante le reazioni di condanna. Rare e degne di essere citate le riflessioni laiche sul tema (si veda Gilberto Corbellini su Scienzainrete). 

Ora gli scienziati tedeschi invitano la comunità scientifica internazionale ad analizzare la delicata questione liberandosi di qualunque pregiudizio prendendosi tutto il tempo necessario per riflettere in maniera oggettiva sulle potenzialità di una tecnica che, volenti o nolenti, potrebbe presto diventare realtà. Ben venga quindi, dal loro punto di vista, una moratoria sulla fecondazione in vitro di embrioni geneticamente modificati in attesa di avere tutte le garanzie di sicurezza e di efficacia necessarie per approvare interventi così radicali, capaci di introdurre modifiche genetiche trasmissibili di generazione in generazione. 

Un’istituzione internazionale, inoltre, dovrebbe redigere rigorose linee guida e adottare efficaci strumenti di controllo. 

Ricapitolando: le modifiche del materiale genetico umano ereditario non è di per sé da condannare e vietare tout court, ma prima di procedere alla fecondazione in vitro di embrioni geneticamente modificati, i rischi dell’intervento devono essere ridotti a un livello accettabile. È questo il pre-requisito indispensabile per dare il via libera alle procedure. 

Anche se, proseguono gli autori del rapporto, una semplice analisi rischi-benefici non basta. «La valutazione della ammissibilità degli interventi sulla linea germinale non dovrebbe essere ridotta a una mera analisi di rischio e di beneficio. Piuttosto, dovrebbe essere basata sui concetti etici della dignità umana, della protezione della vita, dell’integrità e della libertà», scrivono gli autori del rapporto nel secondo punto delle conclusioni. 

L’editing della linea germinale è quindi un «obiettivo legittimo dal punto di vista etico quando lo scopo è di evitare o ridurre il rischio di alcune malattie geneticamente determinate». 

La posizione del panel diventa più chiara con alcuni esempi riportati dagli esperti: correggere il difetto del gene responsabile della fibrosi cistica o dell’anemia falciforme è eticamente accettabile.

Anzi, i progressi delle tecniche di editing genetico potrebbero presto ribaltare la prospettiva, rendendo eticamente discutibile il divieto di un intervento capace di far risparmiare sicure sofferenze ai nascituri. 

Come ha fatto notare Sharon Begley, giornalista di Statnews, la posizione degli esperti di bioetica tedeschi è, per ovvie ragioni storiche,  piuttosto coraggiosa. Lo spettro degli esperimenti di eugenetica realizzati dai nazisti ha pesato come un macigno sulle generazioni del dopoguerra: il desiderio di tenersi alla larga da qualunque discussione sule modifiche del Dna sarebbe stato legittimo. Ma, liberi da condizionamenti, i 26 membri del panel hanno analizzato a tavolino le ragioni del “sì” e del “no”  e le loro relative conseguenze, giungendo infine alla conclusione che conosciamo.


Il processo decisionale che ha portato al parere del Consiglio Etico tedesco (clicca sull'immagine per ingrandire)

Il documento tedesco arriva a una settimana di distanza da una indagine condotta negli Stati Uniti tra le coppie in attesa di sottoporsi alla fecondazione in vitro e presentata al meeting annuale dell’American College of Obstetricians and Gynecologists. I ricercatori del Mount Sinai Medical Center in Miami Beach hanno domandato a 587 futuri genitori cosa ne pensassero dell’editing genetico sugli embrioni. Tre quarti degli intervistati ha dichiarato di non avere nulla da obiettare e la maggior parte ricorrerebbe alla procedura per evitare al proprio figlio una malattia genetica o l’eredità di un difetto genetico che potrebbe essere trasmesso alle futura discendenza. 


Fonte: healthdesk.it
URL: http://www.healthdesk.it/cronache/nessuna-ragione-etiche-vietarlo-consiglio-etico-tedesco-favorevole-editing-genetico