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Patto per la salute 2019-2021: le voci dell’industria healthcare

Al ministero di Lungotevere Ripa va in scena la giornata di “ascolto” dedicata alle imprese. Fra i partecipanti, parlano Farmindustria, Assogenerici, Assobiotec e Confindustria dispositivi medici. Grillo: “Modello di confronto replicabile per la legge di Bilancio”

patto per la salute

  Il ministero della Salute apre le porte alle imprese del settore healthcare, che accolgono l’invito e rilanciano sui temi caldi del confronto tra industria e istituzioni. È andata in scena il 9 luglio al dicastero di Lungotevere Ripa la seconda giornata della “maratona” sul Patto per la salute 2019-2021. Una tre giorni di “ascolto” voluta dal ministro della Salute, Giulia Grillo, per raccogliere i suggerimenti di tutti gli attori del sistema sull’accordo programmatico tra Governo e Regioni. Sul palco, con tre minuti ciascuno a disposizione,  si sono alternati decine di rappresentanti di sigle e associazioni che rappresentano il pilastro “produttivo” del sistema salute. Fra queste, FarmindustriaAssogenericiAssobiotec e Confindustria dispositivi medici.

Giorgetti (Farmindustria): “Le scelte di politica sanitaria tengano conto delle ricadute sul sistema economico”

A nome di Farmindustria parla Enrica Giorgetti, direttore generale dell’associazione che rappresenta le imprese del farmaco. “Dobbiamo innanzitutto ricordare che l’Italia è un hub farmaceutico straordinario. Nel nostro Paese ci sono grandi investimenti produttivi da parte di aziende multinazionali e c’è una presenza molto forte di aziende nazionali che coprono il 40% delle nostre produzioni. Questo è il contesto. Un contesto positivo che però va aiutato e accompagnato. Tutte le decisioni che vengono prese sul sistema delle cure, devono comunque tenere presenti le ricadute sul sistema economico e il valore industriale del comparto farmaceutico”.

Per Giorgetti il Patto per la salute “deve essere l’occasione per interpretare il trend straordinario” della farmaceutica e dell’innovazione. “Bisogna che il Patto si concentri –  sottolinea il dg di Farmindustria – su una revisione dell’architettura istituzionale per la gestione di questo nuovo sistema di cure”. Inevitabile un riferimento al tema della risorse per la sanità: “Il tema del finanziamento è centrale per la farmaceutica e bisogna rivedere i tetti di spesa per renderli compatibili con l’innovazione in arrivo”. Infine, bisogna mettere al bando la logica dei silos, che interpreta come compartimenti stagni i vari “pezzi” (e le voci di spesa) del sistema salute: “I silos devono essere abbandonati. Il sistema sanitario è sempre più integrato e siamo tutti interconnessi. È molto importante il lavoro, orientato in questa direzione, che sta facendo la Direzione della programmazione sanitaria del ministero della Salute. Bisogna proseguire con coraggio”.

Collatina (Assogenerici): “Rivedere il finanziamento della farmaceutica”

Governance e sottofinanziamento della farmaceutica sono i due punti chiave affrontati da Stefano Collatina, vicepresidente di Assogenerici e coordinatore dell’Italian biosimilars Group (Ibg). “Riteniamo innanzitutto che sia necessario assicurare un adeguato finanziamento. La spesa farmaceutica è sottofinanziata, soprattutto quella ospedaliera. I due tetti non tengono più e andrebbero rivisti. Poi bisognerebbe reinvestire i proventi del payback nella farmaceutica. Auspichiamo anche la riapertura delle gare ospedaliere quando si rende disponibile un nuovo prodotto, il disegno di capitolati di gare che vadano nella direzione di assicurare prevedibilità di forniture. Per quanto riguarda il tema delle carenze, secondo noi è alimentato anche dal differenziale tra prezzi italiani ed europei”. Infine un riferimento ai farmaci biosimilari: “I biosimilari stanno cambiando il mercato farmaceutico. In Italia hanno superato una penetrazione del 25% e continuano a salire. C’è da porre attenzione a un fenomeno di sottotrattamento con i farmaci biologici. Nei prossimi giorni presenteremo dei dati. Parliamo di molti pazienti che potrebbero avere una migliore condizione clinica se fossero trattati tempestivamente”.

Assobiotec: “Rimodulare i tetti di spesa”

Interviene con due rappresentanti Assobiotec, l’associazione nazionale delle imprese biotecnologiche. Il vicepresidente Luigi Boano, oncology general manager di Novartis Farma, sottolinea l’importanza di rivedere la governance farmaceutica: “Il nostro focus è sulla rimodulazione dei tetti, il tema dell’innovazione e il rifinanziamento dei due fondi per gli innovativi (oncologici e non)”. La partita si gioca, quindi, sul terreno dell’innovazione: “Oggi la sfida è quella dell’accesso a terapie sempre più innovative che si stanno affacciando sulla scena, come le terapie geniche e le Car-T. C’è la necessità di infrastrutture a livello ospedaliero, messe in rete, per dare accesso a queste terapie. E poi c’è bisogno di sostenere la diagnostica per poter davvero implementare la medicina personalizzata”.

Segue il commento di Jean Yves Chatelan, membro del consiglio direttivo di Assobiotec e general manager di Celgene Italia: “La situazione è un po’ critica per l’industria. Noi chiediamo soprattutto la rimodulazione dei getti tra acquisti diretti e convenzionata, per diminuire il payback, e una compensazione tra i due fondi per l’innovazione. L’altra sfida è abbreviare i tempi di accesso ai nuovi farmaci”.

Gellona (Confindustria dispositivi medici): “Superare il payback e centralizzare l’Hta”

A rappresentare le istanze delle imprese di medical device è Fernanda Gellona, direttore generale di Confindustria Dispositivi medici. “Nel Patto per la salute ci sono due punti importanti che riguardano efficienza e modelli previsionali. Mettere appunto modelli previsionali per capire i bisogni di salute dei prossimi anni è fondamentale. E in questo senso il mondo dei dispositivi medici segue un filo conduttore, che va dalla diagnosi fino alla riabilitazione”. Quanto alla governance, Gellona spiega : “La governance dei dispositivi medici è un passaggio fondamentale per il nostro settore. Per noi l’aspetto più rilevante è il superamento dei payback. Poi c’è il tema fondamentale dell’Health technology assessment (Hta). Auspichiamo un forte coordinamento centrale da parte del ministero, un coordinamento forte e ben strutturato di tutte le competenze sparse nel nostro Paese”. Infine un riferimento all’importanza della ricerca “in un settore che è innovazione continua” e che deve adeguarsi nuovi regolamenti Ue sui medical device, dove molta enfasi è posta sui dati pre e post marketing. 

Grillo: “La bozza del Patto sarà riscritta”

Ad ascoltare tutti gli interventi c’è il ministro della Salute Giulia Grillo. “Per noi è molto importante – dice alla platea –  aver creato queste giornate di confronto. Quello che ci diciamo qui oggi ci servirà per il Patto, ma è anche un modo per entrare in contatto con tutti voi. Un modello che possiamo replicare in futuro”. Nel saluto finale del ministro un riferimento alla farmaceutica: “Abbiamo un dialogo aperto con i protagonisti del settore perché comprendiamo la centralità di questo tema sia per le cure che per il livello del finanziamento”. Infine, ancora un invito a ripetere l’esperienza della “maratona” organizzata per ascoltare gli attori del sistema salute: “La bozza del Patto per la salute sarà totalmente rivista dopo queste giornate e dopo un nuovo confronto con le Regioni. Se voi condivideste l’idea – conclude il ministro – potremmo replicare questo format di confronto su altri temi, ad esempio la legge di Bilancio”. La platea sembra d’accordo. 


Fonte: aboutpharma.com
URL: https://www.aboutpharma.com/blog/2019/07/09/patto-per-la-salute-2019-2021-le-voci-dellindustria-healthcare/