In occasione della settima edizione della European Biotech Week (EBW), evento di respiro continentale che si concluderà il prossimo 29 Settembre, la SIFO in collaborazione con ASSOBIOTECH (l'Associazione di settore che riunisce e rappresenta circa 150 imprese e parchi tecnologici e scientifici nel settore biotech), propone a Milano l'evento scientifico-divulgativo L'Innovazione biotecnologica in sanità (ore 9,30-13,30 - 26 settembre 2019, Officina 22 Foro Buonaparte, Milano) un workshop multidisciplinare con relatori di prestigio rivolto agli operatori sanitari, ai professionisti ed agli studenti universitari dell’area sanitaria (farmacisti, biologi, medici, infermieri, veterinari).
“SIFO, in quanto società scientifica, persegue come mission anche la divulgazione scientifica su argomenti di specifico interesse per la comunità e per la cittadinanza, rendendoli fruibili a un pubblico anche di 'non addetti ai lavori' – spiega Francesco Cattel segretario della SIFO e Coordinatore scientifico dell'evento - E’ in questo senso che abbiamo voluto concentrare quest’anno un evento sull’innovazione in campo sanitario in cui mostrare le sfide più importanti e più ardite per chi cerca di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Tra queste, le terapie geniche, le nanotecnologie, ma anche la sostenibilità economica e l’aspetto multidisciplinare, che sono alcuni degli aspetti importantissimi di cui SIFO si fa portavoce”.

Le relazioni previste in agenda nell'evento milanese della EBW comprendono “Biotecnologie in farmacologia” (P. Navarra, Università Cattolica, Roma), “Terapie Geniche e CAR-T: l’evoluzione nelle terapie” (F.Locatelli, Ospedale Bambino Gesù, Roma), “Le nanotecnologie: applicazioni presenti e future”(R. Cavalli, Università degli Studi,Torino), “Accesso all’innovazione e sostenibilità (L. Mantovani, Università di Milano-Bicocca), “L’innovazione biotecnologica e il Farmacista Ospedaliero (P.Abrate. Redattore di CURE-SIFO e Consigliere Sifo Piemonte e Valle d'Aosta). “All'interno di un'agenda particolarmente ricca e stimolante, avremo l’onore di poter ospitare una relazione sulle terapie con le cellule CAR-T, argomento indubbiamente d’avanguardia”, commenta Cattel, “L’Agenzia Italiana del Farmaco il 7 agosto scorso ha dato il via libera alla rimborsabilità della prima terapia a base di cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-Cell) ed è quindi indispensabile creare informazione e formazione su queste terapie ava nzate che entrano nella pratica clinica. Le terapie CAR-T rappresentano una strategia immunoterapica di ultimissima generazione nella lotta ai tumori ematologici e la frontiera della ricerca punta sempre più a farmaci appositamente ingegnerizzati per la personalizzazione del paziente in molte aree terapeutiche”.

Proprio rimandendo sul tema – oggi più che mai importante - delle CAR-T Cell: quale ruolo può svolgere il farmacista ospedaliero per assicurare una gestione sicura, accessibile e sostenibile a queste innovazioni così rilevanti in ambito biotecnologico? Risponde il segretario nazionale SIFO: “Le CAR-T sono nuove terapie personalizzate contro il cancro che agiscono direttamente sul sistema immunitario del paziente per renderlo in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Nello scenario attuale in Italia ad oggi sono state autorizzate 17 sperimentazioni cliniche che prevedono l’utilizzo delle terapie CAR-T. I centri in cui si possono effettuare le infusioni di CAR-T sono identificati dalle singole Regioni e devono possedere tutte le autorizzazioni previste per legge. All'interno di questo scenario il farmacista ospedaliero è una delle figure coinvolte nella governance della complessa procedura CAR-T che prevede 6 fasi: valutazione dei pazienti, prelievo, ingegnerizzazione genetica, chemioterapia p re-trattamento, infusione e monitoraggio. Il farmacista è quindi il professionista che segue la corretta prescrizione e la corretta somministrazione al paziente, la sicurezza nella gestione delicata dei possibili effetti collaterali ma anche la nuova modalità di rimborso, utilizzato da AIFA per la prima volta, con il pagamento al risultato. Sarà per il farmacista e per i medici una nuova sfida tra accessibilità e sostenibilità”.

L'agenda dei lavori di Milano prevede relazioni da mondi scientifici e professionali molto differenziati: SIFO vuole così sottolineare anche all'interno della European Biotech Week che oggi l'approccio multidisciplinare è essenziale per una buona governance delle biotecnologie?

“Il farmacista ospedaliero nella gestione del farmaco e del device ha una visione a 360° che passa dalla sperimentazione clinica alla normativa per l'immissione in commercio fino all'impiego clinico e alla vigilanza su aspetti quali l'efficacia e la sicurezza”, conclude Francesco Cattel, “Negli ultimi anni vi è stata un’evoluzione delle terapie: si è passati dal farmaco tradizionale, al farmaco biologico/biotecnologico fino alle cellule utilizzate come farmaco. Il farmacista ospedaliero è responsabile della qualità e della sicurezza dei farmaci: quando si parla di terapie cellulari, però, il farmaco assume una nuova connotazione e il processo produttivo diventa il prodotto finale. Perciò è importante un approccio multidisciplinare sop rattutto sulle biotecnologie e sulle terapie avanzate che oggi entrano nella pratica clinica, dove le competenze specifiche devono convergere in un team multi-specialistico per raggiungere l'obiettivo di una giusta governance attraverso la sinergia delle competenze. Il farmacista ospedaliero interpreta nella governance delle biotecnologie un ruolo importante nella stesura delle procedure e nella gestione del processo. Proprio per la complessità di gestione ed elevata innovatività, è fondamentale che nel processo siano coinvolti, in particolare in questa prima fase di applicazione a tutto tondo nella pratica clinica, i colleghi delle diverse discipline per un approccio multidisciplinare e sempre più integrato. E questo a Milano sarà un approccio che vogliamo proporre in modo chiaro e condiviso”.