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Amaurosi congenita di Leber, entra in clinica il primo farmaco basato su editing genomico (CRISPR)

Domenica 8 Marzo 2020  Redazione

Allergan e Editas Medicine hanno annunciato che un paziente arruolato nello studio di fase I BRILLIANCE ha iniziato il trattamento con una terapia sperimentale (EDIT-101) basata sulla tecnologia di editing genomico CRISPR e utilizzata per la cura della amaurosi congenita di Leber 10 (LCA10). Quest’ultima è una malattia genetica che colpisce la retina, provocando cecità o grave danneggiamento della vista, fin dall’infanzia.
Si tratta del primo farmaco basato sulla tecnologia CRISPR ad essere utilizzato su pazienti, in vivo. Il trattamento viene somministrato attraverso una iniezione subretinica per “targettare” la tecnologia di editing genomico direttamente alle cellule fotorecettoriali. EDIT-101 ha ottenuto la designazione di farmaco orfano dall’Ema nel 2017

Lo studio di Fase I/II BRILLIANCE valuterà EDIT-101 in circa 18 pazienti con LCA10. Saranno arruolate fino a cinque coorti di pazienti costituite da soggetti adulti e pediatrici di età inferiore ai tre anni, con una serie di valutazioni di base dell'acuità visiva e verranno valutate tre dosi del farmaco.

I partecipanti riceveranno una singola somministrazione di EDIT-101 tramite iniezione subretinica in un occhio. Potrebbe essere necessario fino a un mese per verificare l’efficacia della procedura nel ripristinare la vista.

EDIT-101 ha ottenuto la designazione di farmaco orfano dall’Ema.

La tecnologia CRISPR
L’editing del genoma è una strategia che consente la correzione mirata di una sequenza di Dna. Per effettuarlo si usano delle proteine della classe delle nucleasi, che assomigliano a delle forbici molecolari, che sono in grado i di tagliare il Dna nel punto desiderato. La tecnologia di editing più in voga è chiamata CRISPR.
La tecnologia CRISPR può produrre mutazioni puntiformi, indistinguibili da quelle naturali, che possono essere impiegate per spegnere un gene dannoso. Oppure è possibile operare correzioni più estese, servendosi di uno stampo che suggerisca le lettere giuste, per far sì che un gene difettoso possa tornare funzionante. Se necessario è possibile anche inserire un segmento nuovo di Dna, che conferisca una nuova caratteristica utile.

L’amaurosi congenita di Leber
L’amaurosi congenita di Leber è una malattia genetica che colpisce la retina, provocando cecità o grave danneggiamento della vista fin dall’infanzia (in genere l’esordio è nei primi sei mesi di vita). È la causa più frequente di cecità infantile ereditaria, con un'incidenza di 3 casi ogni 100.000 nati vivi. Oltre alla marcata ipovisione, un altro sintomo tipico è il nistagmo, cioè il movimento continuo e incontrollato degli occhi.

Si conoscono 15-20 geni associati (quando alterati) all’amaurosi congenita di Leber; nel 5-10% dei casi la malattia è causata da mutazioni del gene RPE65. La trasmissione avviene con modalità autosomica recessiva: perché la malattia si manifesti occorre ereditare le due copie alterate del gene coinvolto da entrambi i genitori, che sono invece portatori sani della malattia. Attualmente non ci sono farmaci approvati per trattare la malattia.

Fonte: pharmastar.it
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