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Fonte aboutpharma.com

Linee guida all’italiana: sui conflitti d’interesse la strada è ancora lunga

Una ricerca passa al setaccio le linee guida prodotte dalle società scientifiche nel nostro Paese. Se la qualità - valutata con standard internazionali - risulta “accettabile”, c’è molto da migliorare per quanto riguarda accessibilità e disclosure sui conflitti d’interesse

Qualità metodologica, accessibilità, trasparenza. La produzione di linee guida da parte delle società scientifiche italiane deve migliorare, a partire da questi tre elementi fondamentali. È quanto emerge dai risultati preliminari di uno studio condotto all’Università degli studi di Messina dal ricercatore Antonio Simone Laganà, sotto l’egida dell’Istituto superiore di sanità (ISS) del Guideline international network (G-I-N), rete internazionale 107 organizzazioni che producono linee guida in 46 paesi. Una ricerca sostenuta dalla Fondazione Gimbe attraverso la borsa di studio “Gioacchino Cartabellotta”.

Il dato “preliminare” della ricerca – condotta esclusivamente online – è già abbastanza significativo: delle 403 società scientifiche identificate, quasi l’80% non era “eleggibile”. Per varie ragioni: assenza di una pagina web dedicata alle linee guida (289), mancanza di un sito web (6), presenza di una pagina per le linee guida ad accesso riservato (14).

Quanto ai documenti censiti (712), circa la metà (359) sono stati identificati come vere e proprie linee guida: gli altri erano file non accessibili (9), altri documenti (71) e linee guida di altri produttori (273).

Delle 359 linee guida identificate, alla fine solo 75 sono state incluse nella valutazione finale, in quanto pubblicate negli ultimi due anni, tempo limite di sopravvivenza delle linee guida. La loro qualità metodologica valutata con i criteri G-I-N è risultata complessivamente accettabile, ad eccezione della disclosure sui conflitti di interesse presente solo nel solo il 17% dei casi.

Curioso, infine, un altro dato: 42 line guida sulle 75 incluse nella valutazione finale sono state prodotte da due sole società scientifiche che dispongono di un manuale metodologico.

“Considerato – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe –  che le linee guida si apprestano a diventare uno strumento di riferimento per valutare la responsabilità professionale (dopo l’approvazione del ddl Gelli, ndr), è indifferibile un cambio di rotta sul processo di produzione. In particolare, serve una governance nazionale dell’ISS per definire le priorità, evitare duplicazioni, favorire la produzione di linee guida multiprofessionali-multidisciplinari, standardizzare i criteri di qualità metodologica e definire le modalità di gestione dei conflitti di interesse”.

Fonte: aboutpharma.com
URL http://www.aboutpharma.com/blog/2017/03/09/linee-guida-allitaliana-sui-conflitti-dinteresse-la-strada-ancora-lunga/