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Emofilia, Roche si prepara a diventare protagonista

Con i dati diffusi oggi non vi sono dubbi che nel giro di pochi anni Roche sarà uno dei leader del settore dell'emofilia. Ciò grazie alla performance del nuovo anticorpo monoclonale emicizumab che agisce con meccanismo del tutto nuovo.

Con i dati diffusi oggi non vi sono dubbi che nel giro di pochi anni Roche sarà uno dei leader del settore dell’emofilia. Ciò grazie alla performance del nuovo anticorpo monoclonale emicizumab che agisce con meccanismo del tutto nuovo.
Anziché essere un  sostituto del fattore VIII fisiologico, che nelle persone affette da emofilia A manca del tutto o in parte, emicizumab si lega ai fattori IXa e X, che sono le proteine necessarie per attivare la naturale cascata della coagulazione, ripristinando il normale processo di coagulazione del sangue. Svolge cioè l’azione del fattore VIII pur senza esserlo.

La società EvaluatePharma prevede che nel 2022 emicizumab sia il secondo prodotto del mercato, dietro Advate di Shire e davanti agli attuali protagonisti (Afstyla, Kogenate e NovoSeven).

Nello studio di fase III HAVEN 1, i cui dati sono appena stati diffusi da Roche, il 62,9% dei pazienti che assumevano il farmaco come profilassi dei sanguinamento in  pazienti con emofilia A non ha presentato sanguinamenti in un perido mediano di osservazione di 31 settimane. Al contrario, solo il 5,9% dei partecipanti che hanno ricevuto agenti bypassanti (BPA) come profilassi non ha sperimentato sanguinamenti trattati. I dati completi dello studio saranno diffusi tra pochi giorni a Berlino in occasione del congresso della International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH).

HAVEN 1 è uno studio randomizzato e aperto in cui sono stati trattati 109 pazienti con emofilia di età superiore ai 12 anni. I risultati hanno mostrato che i partecipanti che hanno ricevuto il farmaco di Roche presentavano una riduzione dell'87% del loro tasso di sanguinamento, il risultato primario, rispetto a quelli che hanno ricevuto i BPA a richiesta.

Inoltre, emicizumab ha centrato diversi endpoint secondari. Rispetto al gruppo BPA, i pazienti nel braccio sperimentale hanno mostrato una riduzione dell'80% in tutti gli sanguinamenti, una riduzione del 92% dei sanguinamenti spontanei trattati, una riduzione dell'89% negli sanguinamenti congiunti trattati e una riduzione del 95% degli sanguinamenti congiunti trattati.

Una volta che lo studio sarà pubblicato, sarà interessante capire le differenze, se ve ne sono, tra i due terzi dei pazienti che hanno risposto al farmaco in maniera ottimale (zero sanguinamenti) e il terzo rimanente nel quale il tasso annualizzato di sanguinamenti (ABR) è stato mediamente pari a 7,8. I commentatori ipotizzano la messa a punto di un test per selezionare coloro che rispondono dagli altri.

Cinque eventi avversi gravi, composti da tre casi di microangiopatia trombotica (TMA) e due casi di eventi tromboembolici (TE), si sono verificati nel braccio sperimentale del trial. In una dichiarazione del 25 giugno, Genentech aveva dichiarato che questi effetti collaterali erano legati a dosi ripetute e alte di un BPA.

Circa il 30% dei pazienti con forme più gravi della malattia sviluppano i cosiddetti inibitori - anticorpi che degradano proteine coagulanti di sangue infuso. È questa popolazione cui si rivolgerà emicizumab, almeno inizialmente.

Roche ha inoltre riportato risultati provvisori da un altro trial di fase III, HAVEN 2, che ha testato il farmaco in pazienti di età inferiore a 12 anni e ha dichiarato di che i essi erano "coerenti" con i risultati osservati in HAVEN 1. Uno dei 19 bambini ha avuto un sanguinamento trattato durante le 12 settimane di osservazione. Inoltre, i dati hanno mostrato che anche bambini più piccoli possono ricevere la stessa dose di emicizumab di adolescenti e adulti.

Lo studio HAVEN 3, condotto in pazienti senza inibitori, sarà completato l'anno prossimo. Se Roche potrà dimostrare che emicizumab non provoca lo sviluppo di inibitori, questo darà al farmaco un vantaggio competitivo non indifferente. E la sua vi a di somministrazione  sottocutanea con una sola iniezione  una volta alla settimana dovrebbe essere un ulteriore vantaggio in un mercato dominato da agenti di fattore VIII infusi per endovena.
Fonte pharmastar.it
URL https://www.pharmastar.it/news/oncoemato/emofilia-roche-si-prepara-a-diventare-protagonista-24399