La IPF, è una malattia polmonare progressiva che si associa ad una sopravvivenza mediana di soli 3 anni. Allo stato attuale esistono poche opzioni di trattamento per i pazienti affetti da questa malattia, per quanto nuove armi terapeutiche sono all'orizzonte.

L'ormone tiroideo (TH), come è noto, rappresenta un fattore critico per il mantenimento dell'omeostasi cellulare nel corso delle risposte allo stress, ma il suo ruolo nella fibrosi polmonare è ancora oggi poco chiaro.

In questo nuovo studio, i ricercatori hanno scoperto che l'attività e l'espressione di DIO2 (iodothyronine deiodinasi 2), un enzima responsabile dell'attivazione di TH (conversione T4 libero in T3), risultano essere maggiori nei pazienti con IPF rispetto a soggetti controllo, e correlano con la severità di malattia.

Non solo: utilizzando un modello murino di topi knock-out per l'espressione di DIO2, si è visto che questi topi, trattati con bleomicina, mostravano un più marcato incremento della deposizione di collagene e di fibrosi rispetto ai topi non manipolati geneticamente (wild type), a suggerire un ruolo protettivo di DIO2 contro la fibrosi patologica.

DIO2 è un enzima coinvolto nella conversione di T4 libero in T3. Pertanto, i ricercatori hanno ipotizzato che un incremento dei livelli di T3 potesse fungere da mediatore dell'effetto protettivo di DIO2.

Per saggiare la giustezza di questa ipotesi, i ricercatori hanno somministrato, allora, T3 orale in topi affetti da IPF. I risultati hanno mostrato che questa terapia non era solo associata ad una riduzione della fibrosi, ma che era in grado persino di migliorare la sopravvivenza.

A causa del ruolo conosciuto dell'ormone tiroideo nel modulare la funzione mitocondriale, si è proceduto a valutare, pertanto, i mitocondri delle cellule epiteliali alveolari (con o senza trattamento con T3) per determinare la possibile insorgenza di mutamenti a carico di questi organelli intra-cellulari.

I risultati di questi esperimenti hanno mostrato che il trattamento con T3 era in grado di determinare un miglioramento della struttura mitocondriale, come pure un ripristino parziale del consumo di ossigeno nelle cellule epiteliali alveolari di questi topi affetti da IPF.

Non solo: i ricercatori hanno documentato anche una ridotta espressione di marker apoptotici e dei livelli complessivi di apoptosi delle cellule sopra menzionate, dopo trattamento con T3.

Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno sottolineato la novità dei loro studi relativa all'approfondimento dell'efficacia e dei meccanismi attraverso i quali l'ormone tiroideo può essere utilizzato per trattare l'IPF.

Accanto alle doverose conferme di quanto osservato, i ricercatori hanno auspicato anche la messa a punto di nuovi studi, in grado di valutare l'efficacia dell'intervento proposto di supplementazione rispetto alle terapie attualmente disponibili, nonché di determinare le dosi ottimali e i possibili effetti avversi legati a questa tipologia di intervento.

NC

Bibliografia
Yu G et al. Thyroid hormone inhibits lung fibrosis in mice by improving epithelial mitochondrial function. Nature Medicine 24, 39–49 (2018)
doi:10.1038/nm.4447
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