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Malattia di Behçet, per apremilast conferme in fase III in pazienti con ulcere orali in fase attiva

  • Giovedi 22 Febbraio 2018  Redazione

In occasione del convegno annuale dell'American Academy of Dermatology (AAD), che si è appena concluso a San Diego, sono stati presentati i dati dello studio RELIEF di fase III su apremilast in pazienti affetti dalla malattia di Behçet con ulcere orali in fase attiva. Alla settimana 12, i risultati hanno mostrato riduzioni statisticamente significative nelle ulcere orali con apremilast 30 mg, due volte al giorno (BID) rispetto al placebo.

La malattia di Behçet è una patologia infiammatoria multisistemica cronica e rara. Le ulcere orali, manifestazione più frequente di questa malattia, possono essere disabilitanti e avere un impatto negativo sulla qualità di vita. Lo studio in questione ha valutato principalmente l’effetto di apremilast sulle ulcere orali recidivanti in pazienti affetti dalla malattia di Behçet in fase attiva, in precedenza trattati con almeno un farmaco topico o sistemico.
“La riduzione delle ulcere orali, che sono dolorose e possono influire negativamente sulla qualità di vita, è un obiettivo importante nella terapia per le persone affette dalla sindrome di Behçet” spiega Gulen Hatemi, professore associato presso la Facoltà di Medicina Cerrahpassa dell’Università di Istanbul. “I risultati di questo studio suggeriscono che apremilast, che ha ridotto le ulcere orali e il dolore che queste causano, oltre a mitigare l’attività di malattia, può diventare un’opzione terapeutica per pazienti affetti dalla sindrome di Behçet in fase attiva con ulcere orali, per la quale esistono solo pochi trattamenti alternativi.”

Nel corso dello studio, sono stati randomizzati al trattamento 207 pazienti in tutto, con apremilast 30 mg BID o con placebo. Alla settimana 12, l’area sotto la curva (AUC) relativa al numero di ulcere orali era ridotta in modo statisticamente significativo con apremilast 30 mg rispetto al placebo (129,5 rispetto a 222,1; P<0,0001), endpoint primario della sperimentazione clinica. L’AUC consente di valutare il numero di ulcere orali nel corso del tempo, tenendo conto della caratteristica clinica di tali ulcere di essere remittenti e recidivanti. 

Con apremilast sono stati osservati anche miglioramenti statisticamente significativi in più endpoint secondari: dolore causato da ulcera orale (P<0,0001), attività di malattia complessiva (Behçet’s Syndrome Activity Score : P<0,0001; Behçet’s Disease Current Activity Index : P=0,0335) e qualità della vita (P=0,0003).

Gli eventi avversi più frequenti osservati nel corso della sperimentazione clinica sono stati diarrea (41,3% con apremilast, 19,4% con il placebo), nausea (19,2% con apremilast, 10,7% con il placebo), cefalea (14,4% con apremilast, 9,7% con il placebo) e infezione del tratto respiratorio superiore (11,5% con apremilast, 4,9% con il placebo). Il profilo di sicurezza è coerente con quello noto di apremilast.

Nel secondo semestre del 2018, Celgene prevede di presentare domande supplementari di autorizzazione all’immissione in commercio per apremilast 30 mg BID per il trattamento della malattia di Behçet caratterizzata da ulcere orali in fase attiva negli Stati Uniti e in Giappone. Inoltre, nel 2019 l’azienda intende presentare una domanda di variazione di tipo II per l’autorizzazione all’immissione in commercio nell’UE.

Apremilast non è approvato per il trattamento della malattia di Behçet in alcun Paese.

Studio RELIEF
RELIEF è uno studio di fase III in doppio cieco, controllato con placebo, randomizzato condotto per la valutazione di apremilast 30 mg BID su 207 pazienti affetti da malattia di Behçet in fase attiva in precedenza trattati con almeno un farmaco topico o sistemico. Lo studio, della durata di 52 settimane, è stato condotto in 63 centri in 10 Paesi. L’endpoint primario era l’area sotto la curva (AUC) relativa al numero di ulcere orali alla settimana 12, mentre gli endpoint secondari erano la variazione rispetto al basale dell’intensità del dolore causato da ulcere orali, il Behçet’s Syndrome Activity Score, il Behçet’s Disease Current Activity Index e il Behçet’s Disease quality of life score alla settimana 12.

Sindrome di Behçet
Sebbene la causa principale sia ignota, la malattia di Behçet è associata ad anomalie del sistema immunitario e ad uno stato infiammatorio vascolare. La malattia di Behçet è caratterizzata da afte orali e genitali ricorrenti, lesioni cutanee, uveiti, artrite, vasculopatia e coinvolgimento del sistema nervoso centrale e del tratto gastrointestinale.

La malattia di Behçet ha la massima diffusione nel Medio Oriente, in Asia e in Giappone. Negli Stati Uniti è stata classificata come una malattia rara o orfana dal National Institutes of Health. Attualmente, negli Stati Uniti non esistono terapie approvate per questa malattia.