Notizie su Malattie Rare e Salute

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

LeScienze.it 22 maggio 2018

L'evoluzione del parassita della malaria

L'evoluzione del parassita della malariaUn nuovo studio ha ricostruito l'evoluzione del sottogenere di parassiti Laverania che infettano le grandi scimmie e in particolare del Plasmodium falciparum, l'agente patogeno responsabile della forma più grave di malaria negli esseri umani. L'origine di questa specie è situata cronologicamente tra 4000 e 3000 anni fa (red)

Plasmodium falciparum, il parassita della malaria umana più letale, ha avuto origine come specie parassitaria specifica degli esseri umani in un’epoca compresa tra 4000 e 3000 anni fa.

È questa la conclusione principale di uno studio, che ha ricostruito il percorso evolutivo del patogeno, pubblicato sulla rivista “Nature Microbiology” da una collaborazione internazionale tra il Wellcome Sanger Institute, il CNRS francese, l'Istituto nazionale francese di ricerca per lo sviluppo sostenibile (IRD) e l’International Centre for Medical Research di Franceville, in Gabon.


L'evoluzione del parassita della malaria    P. falciparum fa parte del sottogenere di parassiti chiamato Laverania, che infetta solo le grandi scimmie e gli esseri umani, scimpanzé e gorilla. Ma è l'unico caso in questa famiglia a essersi adattato con successo al trasferimento dai gorilla agli esseri umani, per poi diffondersi in tutto il mondo. 

   Attualmente, quasi la metà della popolazione mondiale è a rischio di malaria e oltre 200 milioni di persone sono infettate ogni anno. Nel 2016, si stima che la malattia abbia causato la morte di quasi mezzo milione di persone, per la maggior parte bambini di età inferiore ai cinque anni.

  Negli ultimi decenni, vari studi hanno cercato di stimare le tappe evolutive di P. falciparum. L’evento di speciazione è stato collocato temporalmente in un periodo di tempo incredibilmente ampio, tra 10.000 e 5,5 milioni di anni fa. Questa incertezza è l’effetto di stime spesso errate sul periodo di divergenza tra esseri umani e scimpanzé e della mancanza di un sequenziamento preciso del genoma di P. praefalciparum, la specie sorella vivente 
 
più vicina a P. falciparum, che infetta i gorilla.

Raccogliendo campioni di sangue prelevati da scimpanzé e gorilla orfani nell’ambito di controlli sanitari di routine nelle riserve naturali e nelle oasi di conservazione del Gabon, gli autori hanno sequenziato e studiato i genomi di tutti i parassiti della malaria noti della famiglia Laverania. Sono riusciti così a stimare i periodi di divergenza dei rami filogenetici dei diversi parassiti, ottenendo anche preziose informazioni su come sono comparse le specie più letali.

   Il dato fondamentale emerso dallo studio è che il ramo filogenetico di Plasmodium falciparum è apparso circa 50.000 anni fa, ma la sua divergenza quale specie di parassita specificamente umana si è delineata solo 3000-4000 anni fa.

   "Usando i dati genomici dei parassiti, abbiamo costruito il loro albero genealogico e identificato i principali eventi genetici che hanno portato alla loro comparsa: la mutazione di un singolo cluster di geni è stato l’evento cruciale iniziale che ha permesso ai parassiti della malaria di infettare i globuli rossi di una nuova specie ospite”, ha spiegato Thomas Otto, ricercatore dell’Università di Glasgow, in Scozia, coautore dello studio.

   “Dopo aver riconfigurato il repertorio di geni che interagiscono con l'ospite e il vettore, cioè la zanzara, i parassiti sono stati in grado di produrre infezioni trasmissibili anche agli esseri umani che possono permanere per lungo tempo nell’organismo”.

Fonte: lescienze.it/
URL: http://www.lescienze.it/news/2018/05/22/news/plasmodium_falciparum_evoluzione-3991260/