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Mercato dei biosimilari in crescita nel primo trimestre 2018

Ecco l’analisi dell’Ufficio studi dell’Italian biosimilars group (Ibg) basata su dati Iqvia. Le dieci molecole sul mercato totalizzano l’11% dei consumi nazionali contro l’89% degli originator di riferimento

di Redazione Aboutpharma Online  22 giugno 2018

mercato dei biosimilari

Nei primi tre mesi del 2018 i farmaci biosimilari presenti in Italia hanno assorbito l’11% dei consumi nazionali contro l’89% detenuto dai biologici originator corrispondenti. A dirlo è l’ultimo report dell’Ufficio studi dell’Italian biosimilars group (Ibg) basato su dati Iqvia. I dati si riferiscono alle dieci molecole biosimilari in commercio sul mercato italiano: epoetine, filgrastim, somatropina, follitropina alfa, infliximab, insulina glargine, etanercept, rituximab, enoxaparina e insulina lispro.

Mercato dei biosimilari in crescita

Alcuni dati, anche se parziali, fotografano ancora meglio la performance dei biosimilari: sono quelli riferiti ai trend dei consumi al netto delle new entry, ovvero le nuove molecole biosimilari lanciate sul mercato solo da marzo 2017 (rituximab, enoxaparina e insulina lispro).  Nell’arco di un anno i consumi di biosimilari sono cresciuti del 21,8%, mentre quello dei corrispondenti biologici originator sono diminuiti del 7,1%.

A realizzare il maggior grado di penetrazione sul mercato è il filgrastim, i cui cinque biosimilari in commercio assorbono il 94,40%  del mercato a volumi (88,80% a valori, a prezzo medio). Seguono le epoetine, che assorbono il 73,72% del relativo mercato a volumi (60,30 a valori). Entrambe le molecole citate sono in commercio in versione biosimilare dal 2009.

Notevole la performance dell’infliximab, commercializzato in versione biosimilare dal febbraio 2015 e titolare nel primo trimestre 2018 del 65,28% del mercato a volumi (50,23% a valori). Più distante, ma comunque in crescita, la performance della somatropina biosimilare, commercializzata dal 2007, che raccoglie il 28,40% a volumi (24,98% a valori). Un trend che vale anche per i biosimilari di più recente registrazione, come la follitropina alfa, in commercio dall’aprile 2015, oggi titolare dell’11,91% del mercato della molecola a volumi (11,52% a valori) o l’insulina glargine, con il primo biosimilare in commercio da febbraio 2016,  che oggi concentra il 16,93% del mercato a volumi (12,66% a valori). Avanzano, infine, etanercept – entrato sul mercato nell’ottobre 2016 e arrivato a totalizzare nel I trimestre 2018 il 24,66% del mercato a volumi (19,91% a valori) – e rituximab, in commercio dal luglio 2017, che nella versione biosimilare concentra già il 30,30% dei consumi (19,34% a valori).

I consumi regionali

Il quadro regionale dei consumi si conferma eterogeneo. A registrare il maggior consumo di biosimilari per tutte le molecole in commercio sono la Valle d’Aosta e il Piemonte con una incidenza dei biosimilari del 39,78% sul mercato complessivo di riferimento. Seguono, appaiate ma decisamente distanziate dalle prime due, Sicilia e Basilicata, dove i biosimilari assorbono rispettivamente il 32,77% e il 18,78% del mercato di riferimento. All’estremo opposto, fanalini di coda la Puglia (3,66%), l’Umbria (4,20%) e il Molise (5,27%).


Fonte: aboutpharma.com
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