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va' pensiero - Ogni mercoledì dal Pensiero Scientifico Editore  -  Informazioni orientate alla pratica clinica - Numero 802, 4 luglio 2018

Una nuova governance dei farmaci?

   Se ne parla da molti mesi e il cambio al vertice del Ministero della Salute potrebbe implicare alcune novità almeno parziali. Uno dei partiti di governo ha presentato una proposta di legge che prevede la pubblicazione dei dati relativi ai contributi versati da produttori di farmaci e dispositivi ai professionisti sanitari, quasi in coincidenza con l’uscita di un articolo sul BMJ Open che descrive l’imbarazzante situazione dell’oncologia italiana. Oltre il 70 per cento degli oncologi e il 53 per cento delle oncologhe ha ricevuto denaro direttamente dalle industrie negli ultimi tre anni. Sempre 7 medici su 10 ritengono che la trasparenza in merito ai conflitti di interesse non metta al riparo dal rischio di condizionamenti. La percezione dell’influenza delle imprese è alta: l’educazione continua in medicina dovrebbe essere supportata da fondi istituzionali.

   Per una nuova governance serve però la sintesi tra capacità di governo e alleanza tra i portatori di interesse presenti in ambito sanitario: esiste questa disponibilità? La premessa, infatti, è in una ragionevole convergenza sulle condizioni che potrebbero rendere la sostenibilità un traguardo possibile, a partire da una valutazione più obiettiva dell’innovazione e di un’attività intensa per la promozione di una cultura della salute da parte dei cittadini.
La chiave non è nell’aumento dell’offerta di prestazioni ma in una sensata rimodulazione della domanda che vada in controtendenza rispetto all’eccesso di consumo di medicina che contraddistingue anche il nostro paese.

L’articolo sul BMJ Open (PDF) »
Il testo della proposta di legge (PDF) »
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Fonte: pensiero.it
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