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Embrioni, si discute il limite di 14 giorni per la ricerca

Ricercatori propongono di estenderlo a 28 giorni

Redazione ANSA 09 agosto 2018  15:32
Embrione artificiale di topo (fonte: Berna Sozen-Kaya, Zernicka-Goetz Lab, University of Cambridge) © Ansa

   Rivedere il limite della ricerca sugli embrioni umani fissato a 14 giorni dalla loro formazione, imposto da ragioni etiche, e portarlo a 28 giorni, alla luce delle possibilità offerte dalla ricerca, prima fra tutte quella legata alla produzione di embrioni artificiali. Lo chiedono sulla rivista Molecular Medicine i bioeticisti John Appleby, della britannica Lancaster University, e Annelien Bredenoord, dell'University Medical Center di Utrecht nei Paesi Bassi.

   La ricerca sul controllo della vita ha infatti fatto grossi passi in avanti e punta adesso sugli embrioni artificiali, ossia non generati a partire da ovuli e spermatozoi, ma da cellule staminali. I primi embrioni del genere sono di topo e adesso si punta anche a ottenere in laboratorio i primi embrioni umani, con ricerche che potrebbero aiutare a scoprire i segreti della fecondazione e delle prime fasi dello sviluppo embrionale.

   "Considerando i tanti benefici che possono arrivare da questo tipo di ricerche, penso che sia ragionevole allungare il limite di 14 giorni, ma solo per quanto riguarda la ricerca sugli embrioni umani creati sinteticamente e fermo restando che è un problema che va approfondito, anche perché bisogna stabilire la natura dell'embrione sintetico", rileva Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell'Università di Pavia. "Sugli embrioni concepiti naturalmente - aggiunge - bisognerebbe invece aprire una discussione chiamando in causa bioeticistiricercatorimagistrati e giuristi".

   In Italia la ricerca sugli embrioni non è consentita, ma nei Paesi in cui è possibile è attualmente limitata al periodo massimo di 14 giorni dalla fecondazione in laboratorio. "Il limite di 14 giorni è stato un compromesso tra tante diverse posizioni ed è stato scelto perché fino a quel periodo l'embrione ancora non si aggancia al corpo della madre", spiega Redi.

   Secondo Appleby e Bredenoord, è giunto il momento di rivedere questo limite perché "ci sono ragioni sia etiche sia scientifiche per estenderlo, ad esempio a 28 giorni". Fra le prime c'è il fatto che a 28 giorni "l'embrione non ha ancora connessioni neurali funzionali che gli permettano di percepire il dolore", mentre fra le seconde c'è "l'emergere della ricerca rivoluzionaria sulle cellule staminali, che permette di ottenere embrioni sintetici".


Fonte: ansa.it
URL: http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/08/09/embrioni-si-discute-il-limite-di-14-giorni-per-la-ricerca_86602f50-d25c-450e-8711-95aa676d5d27.html