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5 febbraio 2019 | 19:20

FARMACI ORFANI

di Maria Giovanna Faiella

Malattie rare: come avere una terapia innovativa se non è ancora disponibile in Italia?

   In un recente rapporto, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) riporta i diversi strumenti per l'accesso precoce ai «farmaci orfani» non in commercio nel nostro Paese. E fa il punto sulle modifiche introdotte con la Legge di bilancio. I timori delle associazioni dei pazienti

1.Le norme europee per incoraggiare la ricerca sulle malattie rare

   In Europa una malattia è considerata rara quando colpisce non più di 5 persone ogni 10mila individui. A oggi si conoscono circa 7 mila malattie rare, il più delle volte complesse. Molte di queste sono rarissime poiché riguardano meno di una persona ogni milione, spesso sparpagliate per il mondo. I malati sono rari ma tanti: si stima che in Europa, nel loro insieme, siano circa 30 milioni, in Italia circa 2-3 milioni, secondo un recente rapporto dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Nella maggior parte dei casi soffrono di malattie «orfane» di cura. Al fine di incoraggiare la ricerca e lo sviluppo di terapie nel settore, le istituzioni pubbliche hanno adottato incentivi per le aziende farmaceutiche che investono sui «farmaci orfani», cioè destinati alla cura delle malattie rare.



2.Cosa sono i farmaci orfani?

   In base alle norme vigenti nell’Unione Europea sono definiti «orfani» quei medicinali indicati per malattie rare che colpiscono non più di cinque persone su diecimila, mettono in pericolo la vita o comportano la debilitazione cronica, per le quali non sono disponibili trattamenti validi o, se ci sono, il nuovo medicinale deve avere effetti benefici significativi per i pazienti. L’autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco orfano viene rilasciata con una procedura centralizzata dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA). In alcuni casi sono previste procedure preferenziali per consentire ai pazienti di utilizzare il farmaco in tempi rapidi. Una volta che il farmaco ha ottenuto l'autorizzazione, seguono le procedure nazionali per la definizione del prezzo e del rimborso dei farmaci e, solo dopo, il medicinale sarà realmente disponibile per i pazienti, a carico del proprio Servizio sanitario nazionale. In Italia, per accelerare i tempi, la Legge Balduzzi (n. 189 del 2012) ha stabilito che l’azienda farmaceutica può presentare la domanda di prezzo e rimborso all’Agenzia Italiana del Farmaco, non appena viene rilasciato il parere positivo della Committee for Medicinal Products for Human use, quindi prima dell’autorizzazione al commercio da parte della Commissione Europea. La normativa vigente, inoltre, prevede che le domande per la classificazione e la rimborsabilità dei farmaci orfani, da parte del Servizio sanitario, siano valutate dall’Aifa in via prioritaria, entro 100 giorni.

 


3.Strumenti legislativi in Italia per l’accesso precoce a farmaci non ancora autorizzati

In molti casi per chi soffre di patologie gravi e altamente invalidanti l’impiego di un farmaco sperimentale o non ancora in commercio in Italia rappresenta l’unico strumento in grado di salvargli la vita o migliorare le sue condizioni di salute. Per questo, nel nostro Paese sono stati introdotti strumenti legislativi che permettono l’utilizzo precoce del farmaco orfano indicato per una malattia rara, anche se ancora non autorizzato dall’EMA, l'Agenzia Europea dei Medicinali. Come ricorda il rapporto dell’Aifa, è possibile utilizzare diverse procedure, a partire dalla Legge n. 648/1996 che consente l’utilizzo dei farmaci inseriti in una lista su base nazionale. Altre norme, poi, disciplinano la prescrizione del farmaco sul singolo paziente su base nominale: la Legge n. 326/2003 (attraverso l’accesso al fondo AIFA del 5%), la Legge n. 94/1998 (nota anche come «Legge Di Bella») e la normativa sull’«Uso compassionevole» (Decreto Ministeriale 8 maggio 2003 e D.M. 7 settembre 2017).

4.Legge n. 648: a carico del Ssn i farmaci inseriti nella lista

Per offrire un’opportunità di cure tempestive a persone in condizioni patologiche gravi che non hanno alternative terapeutiche, la Legge n. 648/1996 stabilisce che alcuni farmaci orfani non ancora in commercio possano essere inseriti in un’apposita lista ed erogati, a carico del Servizio sanitario nazionale, a tutti i pazienti affetti da quella particolare patologia. Di quali farmaci si tratta? Se non esiste un’alternativa terapeutica valida nel nostro Paese, chi soffre di una malattia rara ha diritto ad accedere a: medicinali innovativi in commercio in altri Stati ma non in Italia; farmaci ancora non autorizzati ma sottoposti a sperimentazione clinica, di cui siano già disponibili risultati di studi clinici di seconda fase; medicinali da impiegare per un’indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata in Italia, di cui siano già disponibili risultati di studi clinici di seconda fase. Anche quando c’è già un’alternativa terapeutica valida (art. 3 della Legge 79/2014), possono essere inseriti nella liste della Legge n. 648 (quindi erogati a carico del Ssn) medicinali da impiegare per un’indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, purché conforme a ricerche condotte dalla comunità medico-scientifica, secondo parametri di economicità e appropriatezza. Se il farmaco non in commercio che risponde a uno di questi requisiti non è presente nella liste previste dalla norma, si può richiedere la sua inclusione. La domanda può essere fatta da Associazioni dei malati, Società scientifiche, Aziende sanitarie, Università o su indicazione della Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA. Sul sito dell’Agenzia (qui il link) si trovano le informazioni su come presentare la domanda e sui farmaci inseriti nella lista.

 

5. Impiego, tramite il Fondo Aifa, di medicinali non disponibili nel nostro Paese

L’impiego, a carico del Servizio sanitario, di farmaci orfani per malattie rare e farmaci non ancora autorizzati ma che rappresentano una speranza di cura per patologie gravi è previsto dalla Legge n. 326/2003, che ha istituito il Fondo Aifa (art. 48), alimentato dal 5% della spesa annuale sostenuta dalle aziende farmaceutiche per attività di promozione. La procedura di acquisto dei farmaci, su base nominale per singolo paziente, può essere richiesta dalle Regioni, dai Centri di riferimento che hanno in cura i malati o da strutture specialistiche individuate dalle Regioni, con la definizione della diagnosi e del piano terapeutico. Da gennaio le richieste di accesso al Fondo nazionale Aifa devono essere formulate compilando gli appositi moduli disponibili nella pagina dedicata e inoltrate esclusivamente per via elettronica all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..



6. «Uso compassionevole» di farmaci in sperimentazione

È possibile far ricorso all’uso terapeutico di un medicinale sottoposto a sperimentazione clinica (cosiddetto uso compassionevole, introdotto per la prima volta nel nostro Paese col D.M. 8.5.2003) per «il trattamento di pazienti affetti da patologie gravi, malattie rare, tumori rari o in condizioni di malattia che li pongano in pericolo di vita, per i quali non siano disponibili valide alternative terapeutiche o che non possano essere inclusi in una sperimentazione clinica o, ai fini della continuità terapeutica, per pazienti già trattati con beneficio clinico nell'ambito di una sperimentazione clinica conclusa» (art. 2 D.M. 7 settembre 2017 in Gazzetta Ufficiale n. 256/2017). Per uso compassionevole, chiarisce la norma, s’intende la fornitura a titolo gratuito da parte dell’azienda farmaceutica di: medicinali non ancora autorizzati sul territorio italiano sottoposti a sperimentazione clinica e prodotti in stabilimenti farmaceutici o importati secondo le modalità autorizzative e i requisiti previsti dalla normativa vigente; medicinali provvisti dell’autorizzazione all’immissione in commercio per indicazioni diverse da quelle autorizzate; medicinali autorizzati ma non ancora disponibili sul territorio nazionale, cioè non in commercio, nonostante sia stata emanata l’autorizzazione con classificazione “Cnn” (fascia C non negoziata). La richiesta per uso compassionevole del medicinale in sperimentazione deve essere previamente sottoposta, da uno dei medici che la fa per l’uso nominale o nell’ambito di programmi di uso terapeutico, alla valutazione del competente Comitato etico, acquisita la disponibilità dell’azienda produttrice alla fornitura gratuita. Sul sito dell’Aifa si trovano informazioni su procedure, documentazione da trasmettere all’Agenzia e lista dei programmi per uso compassionevole attivi.

 

7.Accesso off label (con la Legge n. 94/1998)
Il rapporto dell’Aifa ricorda che un altro strumento legislativo per l’accesso precoce ai farmaci è la Legge n. 94/1998, conosciuta anche come Legge Di Bella. In singoli casi il medico, qualora ritenga che il paziente non possa essere utilmente trattato con farmaci già approvati per quell’indicazione terapeutica o quella via o modalità di somministrazione, può prescrivere, sotto la sua esclusiva e diretta responsabilità e previo consenso informato del paziente, medicinali regolarmente in commercio per un uso al di fuori delle condizioni di registrazione (quindi off label), purché sussistano documentazioni di studi clinici positivamente conclusi almeno di seconda fase.


8.Legge di bilancio e i timori dei pazienti

Nel rapporto dell’Aifa, “Informativa su farmaci orfani e relativi effetti della Legge di bilancio 2019”, si spiega: «La Legge di bilancio 2019 elimina l’anomalia generata dalla presenza di due liste per i medicinali orfani, quella europea e quella italiana. I medicinali non presenti nella cosiddetta Lista UE dei farmaci orfani (Registro comunitario dei medicinali designati orfani) non saranno più considerati tali in Italia», quindi dovranno concorrere al ripianamento dello sforamento dei tetti previsti per la spesa farmaceutica (il cosiddetto payback). Una misura, questa, che preoccupa i pazienti. A gennaio, 50 associazioni che rappresentano persone con malattie rare hanno scritto una lettera al ministro della Salute Giulia Grillo: «Temiamo che la penalizzazione economica di questi farmaci possa avere forti ripercussioni, sia nella disponibilità dei farmaci stessi, sia nella possibilità per le aziende di sostenere, come avviene oggi, programmi di assistenza e supporto (per esempio, terapie domiciliari laddove non sono garantite dal Servizio sanitario ndr) che concorrono a migliorare la nostra qualità di vita». Nel rapporto dell’Aifa si precisa: «La Legge di bilancio introduce, ai fini del calcolo della quota di ripiano, una franchigia di 3 milioni di euro a tutela delle piccole imprese. Si tratta di un incentivo che favorisce la ricerca e lo sviluppo di nuove molecole, in particolare per quelle malattie rare che richiedono investimenti alti ma generano un piccolo volume di vendite».

9.I pazienti: «Grazie agli incentivi ci sono nuove terapie»
Tra i firmatari dell’appello al Ministro c’è Parent Project onlus, l’associazione di genitori di bambini colpiti da distrofia di Duchenne e Becker. Spiega Francesca Ceradini, dell’area scientifica: «Con la nuova Legge di bilancio sono ricomprese nel meccanismo di payback le aziende farmaceutiche che producono alcuni tipi particolari di farmaci “orfani”, cioè gli orphan-like (mai entrati nella lista UE perché approvati prima del Regolamento europeo che ha introdotto la definizione di “orfano” nel 2000 ndr) e quelli che hanno perso l’esclusività di mercato, essendo passati 10 anni dall’autorizzazione europea all’immissione in commercio, quindi fuori dalla lista UE. Il nostro timore – sottolinea Ceradini – è che intaccare il principio di tutela dei farmaci orfani di qualsiasi tipo possa far venir meno l’impegno delle aziende in un settore poco redditizio, come quello delle malattie rare, in cui lo scarso numero di pazienti, i tempi lunghi di sviluppo di una molecola e il maggior rischio di fallimento scoraggiano gli investimenti. Proprio grazie agli incentivi negli ultimi vent’anni sono state sviluppate diverse molecole e sono disponibili nuove terapie. L’auspicio è che non si torni indietro poiché per la maggior parte delle malattie rare ancora non esistono cure».

 


Fonte: www.corriere.it/salute
URL: https://www.corriere.it/salute/malattie-rare/cards/malattie-rare-come-avere-terapia-innovativa-se-non-ancora-disponibile-italia/norme-europee-incoraggiare-ricerca-malattie-rare_principale.shtml