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leScienze.it 28 febbraio 2019

Una nuova strategia per combattere la malaria

Una nuova strategia per combattere la malaria

   Zanzariere trattate con farmaci antimalarici che uccidono il plasmodio mentre è ancora all'interno della zanzara che lo trasporta, potrebbero contenere efficacemente la diffusione della malattia, che rischia di tornare a impennarsi a causa della crescente resistenza delle zanzare agli insetticidi(red)

   Irrorare le zanzariere con farmaci antimalarici può impedire la trasmissione dell’agente eziologico della malattia, il plasmodio, riducendo il numero di persone infettate.

   La nuova strategia contro il flagello della malaria è stata messa a punto da un gruppo di biologi della Harvard University a Boston, diretti dalla ricercatrice italiana Flaminia Catteruccia, docente di immunologia e infettivologia presso quell’università. Lo studio è illustrato su “Nature”. Una nuova strategia per combattere la malaria    Ogni anno oltre 200 milioni di persone sono infettate dalla malaria e ne muoiono circa 400.000. Uno dei mezzi più efficaci per contenere i contagi si è dimostrato l’uso di zanzariere trattate con insetticidi in grado d'uccidere le zanzare Anopheles, che trasportano il plasmodio.

   Queste zanzariere – disponibili a partire dagli inizi di questo secolo - hanno permesso di ridurre notevolmente il numero di nuovi contagi e, si stima, ridotto di 6,8 milioni le morti che altrimenti sarebbero avvenute fra il 2000 e il 2015.

   Purtroppo, però, le zanzare stanno rapidamente diventando resistenti agli insetticidi. Per questo i ricercatori hanno pensato di cambiare strategia.

   “Se eliminiamo i parassiti della malaria all'interno della zanzara invece di uccidere la zanzara stessa, possiamo aggirare questa resistenza e prevenire efficacemente la trasmissione della malaria", spiega Flaminia Catteruccia.

   I ricercatori hanno trattato delle zanzariere con un antimalarico già usato nell'uomo, l'atovaquone, che inibisce il normale funzionamento dei mitocondri nelle cellule di Plasmodium falciparum, uccidendo il parassita.

In una serie di esperimenti i ricercatori hanno dimostrato che trattando le zanzariere con basse dosi del farmaco basta a garantire l’assorbimento della sostanza da parte dell’insetto a livelli sufficienti a uccidere il parassita, senza compromettere la sopravvivenza e la riproduzione delle zanzare.

   Perché ciò avvenga è sufficiente che la zanzara si fermi sulla zanzariera per soli sei minuti, cioè il tempo che normalmente una zanzara indugia su di essa. Successivi esperimenti hanno mostrato che effetti simili si ottengono anche con altri antimalarici che interferiscono con la funzionalità dei mitocondri del parassita.

I ricercatori hanno inserito i loro dati in un modello della propagazione della malaria che includeva dati reali sulla prevalenza della patologia, sulla resistenza delle zanzare agli insetticidi e sulla diffusione delle zanzariere in diverse regioni africane. I risultati hanno mostrato che l’adozione di zanzariere trattate con insetticidi e antimalarici porterebbe a una notevole riduzioni dei contagi rispetto all’uso di zanzariere trattate soltanto con l'insetticida.

Fonte:  lescienze.it
URL: http://www.lescienze.it/news/2019/02/28/news/malaria_zanzariere_antimalarici-4312376/