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Fonte pharmastar.it 20 Novembre 2016

Farmaci omeopatici “non funzionano”. La scritta adesso obbligatoria sui farmaci Usa
Non vi è evidenza scientifica che i farmaci omeopatici funzionino. I vantaggi asseriti per questi farmaci sono basati sulla teoria dell'omeopatia che risale al 1700 e non sono riconosciuti dalla maggior parte degli esperti medici di tutto il mondo. Ad affermarlo con chiarezza è la Federal Trade Commission (FTC) statunitense che, alle aziende che producono tali farmaci, ora impone che ciò venga anche scritto sulle etichette dei prodotti. I claim di efficacia e sicurezza sono tenuti a rispettare gli stessi standard di qualunque farmaco, dice la FTC, dunque ogni affermazione deve essere supportata scientificamente.

 

 

  20 novembre 2016


Non vi è evidenza scientifica che i farmaci omeopatici funzionino. I vantaggi asseriti per questi farmaci sono basati sulla teoria dell’omeopatia che risale al 1700 e non sono riconosciuti dalla maggior parte degli esperti medici di tutto il mondo.

Ad affermarlo con chiarezza è la Federal Trade Commission (FTC) statunitense che, alle aziende che producono tali farmaci, ora impone che ciò venga anche scritto sulle etichette dei prodotti. Efficacia e sicurezza sono tenuti a rispettare gli stessi standard di qualunque farmaco da banco, dunque ogni affermazione deve essere supportata scientificamente.

Con un documento esaustivo che prende il nome di “Enforcement Policy Statement on Marketing Claims for Over-the-Counter (OTC) Homeopathic Drugs” l’ente regolatore americano impone che le etichette riportino la loro inefficacia a meno che l’efficacia non sia stata dimostrata con la stessa accuratezza richiesta ai farmaci tradizionali. Tali scritte dovranno essere posizionate in prossimità di quelle che vantano le indicazioni cliniche del farmaco omeopatico.

Questi messaggi, decisi dall’agenzia americana di tutela del consumatore, ovvero la Federal Trade Commission riguardano i prodotti omeopatici che non sono prescritti dal medico ma che vengono venduti come famaci da banco, cioè senza prescrizione.

Attualmente questi prodotti sono proposti per la cura di sintomi di vario genere, dal mal di testa alla nevralgia. Sintomi che «si risolvono da soli, senza un trattamento particolare» come precisa la Ftc.

La FTC ha deciso di far applicare un regolamento introdotto nel lontano 1972 che impone alle aziende di motivare ogni claim di efficacia clinica di un prodotto.
Per la stragrande maggioranza dei farmaci omeopatici “la dimostrazione di efficacia si basa unicamente sulle teorie omeopatiche tradizionali e non ci sono studi validi che utilizzino metodi scientifici attuali che mostrano l’efficacia del prodotto“. In quanto tale, le affermazioni di marketing per questi prodotti sono fuorvianti, in violazione della legge FTC.

Di conseguenza, tutti i farmaci omeopatici ora dovranno avere un’etichetta che spiega chiaramente che “non vi è alcuna prova scientifica che il prodotto funziona“. Anche se questo non significa che le farmacie saranno tenuti a smettere di vendere i prodotti omeopatici, dovrebbe almeno garantire che i consumatori sono meno indotti a utilizzarli.

Come noto, l’omeopatia, che risale al 1700, si basa sulla teoria che i sintomi della malattia possano essere trattati con dosi minime di sostanze che producono la malattia stessa. Molti prodotti omeopatici sono diluiti in modo tale che non contengano più livelli rilevabili della sostanza iniziale. La sostanza viene diluita al punto in cui il medicinale contiene una molecola di principio attivo per ogni 1.000 miliardi di miliardi di miliardi di molecole d’acqua. La soluzione viene poi o assunta in forma liquida o mescolata con zucchero e trasformata in una pillola.

Come si preparano i prodotti omeopatici? Si prende una sostanza e la si diluisce aggiungendole 99 parti di acqua. È la “centesimale”. Poi si prende un centesimo di questa soluzione e le si aggiungono altre 99 parti d’acqua. E così via, per 20, 30 volte o più. È la diluizione inventata da Samuel Hahnemann, il fondatore dell’omeopatia.

Leggete sulla confezione: se trovate scritto 20CH vuol dire che questo processo è stato ripetuto per venti volte. “Per la legge di Avogradro - spiega il prof. Garattini direttore dell’Istituto Mario Negri e da sempre vicino alle istanze di salute pubblica e tutela del consumatore - già dopo la sesta centesimale, nel liquido non c’è più una quantità misurabile di molecole del principio attivo diluito: resta, appunto, solo acqua”.

Lo scorso anno il professor Garattini ha pubblicato il volume “Acqua fresca? Tutto quello che bisogna sapere sull’omeopatia”, in cui espone con grande chiarezza e determinazione il suo punto di vista, condiviso dalla stragrande maggioranza della comunità scientifica internazionale.

“L’Europa, attraverso le sue agenzie, - dice Garattini- non dovrebbe nemme¬no prendere in considerazione questo tipo di preparati. Non ha infatti alcun senso che una legislazione si occupi di prodotti che non contengono nulla, che le autorità regolatorie (EMA) o agenzie nazionali (in Italia AIFA) spendano tempo e danaro per occuparsi del nulla, che siano mobilitate Commissioni per fare valutazioni che non hanno significato.

Garattini aggiunge “i medici dovrebbero essere molto più coscienti della propria missione. Prescrivere rimedi omeopatici per una malattia, quando esistono prodotti efficaci, è una sottrazio¬ne di terapia e rappresenta una grave omissione nei confronti del paziente che attende una cura. Pur se indiretti, non sono pochi i danni gravi e la mortalità dovuti alla somministrazione di prodot¬ti omeopatici.”

Discorso ancora più netto per i farmacisti. Secondo Garattini, se le farmacie “vogliono essere luoghi di educazione alla salute non possono continuare a vende¬re come trattamenti sanitari prodotti che non contengono princi¬pi attivi. I farmacisti dovrebbero vergognarsi all’idea di avere nei propri scaffali prodotti a cui si potrebbero scambiare a caso le eti¬chette senza alcuna conseguenza: nessuno se ne potrebbe accor¬gere perché tutti i flaconi di prodotti omeopatici sono tra loro in¬distinguibili, dato che non contengono principi attivi misurabili”.

A dispetto delle critiche scientifiche e forse, in parte, proprio sostenuto dalle stesse, il mercato dell’omeopatia è fiorente in tutto il mondo occidentale. In Italia vale circa 400 milioni di euro l’anno, attorno al 5 per cento della spesa per i farmaci non rimborsabili pagati direttamente dai cittadini (8,16 miliardi di euro).

Secondo l’Istat, gli italiani che si rivolgono alle medicine alternative in generale sono 4,9 milioni, pari all’8 per cento della popolazione: la metà di questi fa ricorso a “cure” omeopatiche. Secondo altre rilevazioni, sono almeno 10 milioni i “clienti” che usano l’omeopatia.

In Italia operano almeno 700 medici omeopati (su 250 mila), però tutte le farmacie possono vendere prodotti omeopatici, senza prescrizione medica.

Comunicato della Federal Trade Commission


Fonte pharmastar.it
URL http://www.pharmastar.it/?cat=18&id=22811