Notizie su Malattie Rare e Salute

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

LeScienze.it
25 marzo 2019

Una scimmia nata con spermatozoi di testicoli congelati

Una scimmia nata con spermatozoi di testicoli congelati

    Il risultato è il primo del suo genere e i ricercatori sperano che la procedura seguita negli esperimenti possa essere usata per ripristinare la fertilità nei ragazzi sottoposti a terapie oncologiche in età prepuberale, che per ora non hanno opzioni se in futuro vorranno avere figli biologicidi Emily Mullin / Scientific American

   In una fase importante per la preservazione della fertilità maschile, una procedura che prevede la rimozione e il congelamento del tessuto testicolare immaturo e il successivo reimpianto ha permesso la prima nascita di una scimmia sana.

   La tecnica potrebbe teoricamente aiutare i ragazzi in età prepuberale che stanno per sottoporsi a terapie per il cancro: il 30 per cento circa di essi diventa sterile in conseguenza della chemioterapia e delle radiazioni. Attualmente, questi ragazzi non hanno opzioni se vogliono avere figli biologici in futuro.

Una scimmia nata con spermatozoi di testicoli congelati
La scimmietta, chiamata Grady, all'età di due settimane.
Grady è nata da spermatozoi ottenuti da tessuto testicolare immaturo e congelato.
(Cortesia Oregon Health and Science University)
I medici possono congelare lo sperma da pazienti adulti maschi, ma i ragazzi non iniziano a produrre cellule sessuali mature fino al raggiungimento della pubertà. A quel punto, i cambiamenti ormonali nel corpo aumentano i livelli di testosterone, stimolando le cellule staminali nei testicoli a trasformarsi in spermatozoi. Chemioterapia e trattamenti con radiazioni possono esaurire queste cellule staminali, determinando bassi livelli di spermatozoi e infertilità

Nel nuovo studio, scienziati dell’University of Pittsburgh School of Medicine e colleghi hanno rimosso chirurgicamente e congelato il tessuto testicolare di cinque macachi troppo giovani per produrre spermatozoi. I macachi sono stati quindi castrati per assicurarsi che fossero sterili. Quando le scimmie hanno raggiunto la pubertà, il tessuto è stato scongelato e innestato sotto lo scroto dello stesso animale dal quale era stato prelevato.

Fra otto e 12 mesi dopo gli scienziati hanno prelevato tessuto dai siti del trapianto e ne hanno estratto lo sperma in laboratorio. Il tessuto ha prodotto abbastanza spermatozoi per fecondare 138 ovociti. Di questi, solo 16 si sono trasformati in embrioni adatti all’impianto. I ricercatori hanno trasferito 11 di questi embrioni in macachi femmine, che hanno portato a una gravidanza e un successivo parto di prole viva. I risultati sono descritti su “Science”.

“Abbiamo innestato tessuto che all’inizio dell’esperimento non aveva alcuno spermatozoo, ma quando abbiamo prelevato gli innesti, produceva milioni e milioni di spermatozoi”, afferma Kyle Orwig, autore senior dello studio e professore di ostetricia, ginecologia e scienze della riproduzione alla University of Pittsburgh School of Medicine. “Siamo fiduciosi che, qualora avvenga lo stesso con il tessuto umano, avremo spermatozoi più che sufficienti per fecondare un ovocita e portare a una gravidanza.”

Per quanto riguarda la bassa resa di embrioni, Orwig dice che è possibile che la procedura abbia influito sulla qualità dello sperma, ma rileva come possibili responsabili anche altri fattori, come la qualità degli ovociti e il periodo di riproduzione. In genere, i macachi si riproducono da ottobre a maggio. I primi due esperimenti del gruppo di Orwig sono stati effettuati alla fine e all’inizio della stagione riproduttiva rispettivamente, e nessuno dei due tentativi ha portato a una gravidanza. Il terzo tentativo dei ricercatori, nel novembre 2017, ha portato alla nascita di una scimmia femmina sana lo scorso aprile.

Una scimmia nata con spermatozoi di testicoli congelati
Grady a 11 mesi. (Cortesia Oregon Health and Science University)
”La sfida sta nel fatto che si parte da una popolazione di cellule staminali molto immature, e bisogna trovare le condizioni che permettono la loro maturazione da uno stato assai indifferenziato a spermatozoi completamente maturi”, dice Susan Taymans, una responsabile di ricerca al National Institute of Child Health and Human Development, che non è stata coinvolta nello studio ma il cui ente ha contribuito a finanziarlo.

Alcuni scienziati avevano già usato una tecnica simile nei topi per produrre cuccioli sani. Altri ricercatori avevano tentato di congelare e innestare il tessuto testicolare delle scimmie, ma questi sforzi non avevano portato a una gravidanza. Robert Brannigan, esperto in riproduzione e specialista dell’infertilità maschile alla Northwestern University, che non è stato coinvolto nello studio, dice che Orwig e il suo gruppo avrebbero potuto avere successo perché hanno usato innesti di tessuto più grandi e hanno aspettato per più tempo dal reinnesto prima di raccogliere lo sperma.

Da diversi anni una procedura simile di congelamento e trapianto di tessuto ovarico femminile è disponibile per pazienti con cancro e ha portato a più di 100 nascite. Un caso pubblicato su riviste scientifiche riguardava una donna che aveva congelato il tessuto ovarico da ragazza in età prepuberale. Il congelamento dei tessuti è più comune nelle donne con diagnosi di cancro perché potrebbero non avere il tempo di congelare gli ovociti prima di sottoporsi a una terapia.

Ottenere un campione di sperma è molto più facile, motivo per cui il congelamento del tessuto testicolare è stato eseguito molto raramente nei maschi adulti con tumore. Nel caso di ragazzi che stanno per iniziare una terapia oncologica, attualmente il congelamento dei tessuti è offerto dall’University of Pittsburgh Medical Center e dalla Mayo Clinic, e da pochi altri centri in tutto il mondo, in attesa che sia disponibile la futura tecnologia per la fertilità. Branigan afferma che l’estrazione del tessuto viene di solito eseguita insieme ad altre procedure pianificate, come una biopsia o un impianto di catetere per somministrare la chemioterapia. Orwig è ottimista sul fatto che la procedura del trapianto possa passare alle sperimentazioni cliniche nei prossimi anni.

Anche se la tecnica potrebbe permettere di avere figli biologici ai maschi sopravvissuti a un cancro nell’infanzia, molto probabilmente quelle persone dovrebbero ricorrere alla riproduzione assistita, come l’inseminazione artificiale o la fecondazione in vitro, dice Orwig. Questo perché, dice, è difficile “collegare l’impianto idraulico” tra il tessuto innestato e il resto del sistema riproduttivo maschile. “Quando innestiamo il tessuto, non c’è modo per lo sperma di uscire nell’eiaculato”. Quindi il tessuto dovrà essere prelevato dal corpo e sezionato per liberare lo sperma.

Una preoccupazione legata al prelievo di tessuto da pazienti oncologici è la possibilità di rimuovere cellule tumorali insieme al tessuto testicolare poi reimpiantato nei pazienti. Per i ragazzi con alcuni tipi di tumore, come quello ai testicoli, la leucemia o il linfoma, il metodo potrebbe presentare un rischio più elevato. Taymans dice che i medici avrebbero bisogno di seguire i pazienti nel tempo per assicurarsi che il loro tumore non riemerga. In rari casi, il cancro di un paziente può danneggiare i testicoli fino al punto di non essere in grado di produrre sperma.

Un’altra domanda riguarda il momento in cui dovrebbero essere reimpiantati gli innesti di tessuto e raccolto lo sperma. Orwig dice che potrebbe essere meglio farlo quando il ragazzo è adolescente, senza aspettare che sia pronto a metter su famiglia. “In questo modo, già da adolescente saprà che lo sperma lo aspetta, e che in futuro sarà in grado di avere un figlio biologico.”

---------------------------
(L'originale di questo articolo è stato pubblicato su "Scientific American" il 21 marzo 2019. Traduzione ed editing a cura di Le Scienze. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati.)

Fonte: lescienze.it
URL: http://www.lescienze.it/news/2019/03/25/news/prima_scimmia_nata_tessuto_testicoli_congelato-4345996/