Biologia


  • cordis.europa.eu

    Una speranza inattesa per le malattie correlate a danni del DNA

    Nuove informazioni su come una cellula risponde a un danno del DNA aprono la strada a trattamenti migliori contro il cancro.

    SALUTE PROGRESSI SCIENTIFICI

    Un danno del DNA nelle cellule può portare a malattie genetiche e a svariati tumori. Per riparare un qualsiasi danno, un processo nel nostro corpo attiva una segnalazione per le proteine ​di riparazione, reclutandole a livello del sito danneggiato. Questo processo è denominato ribosilazione dell’ADP (ADPr) e la sua comprensione è vitale per lo sviluppo di trattamenti migliori per le malattie legate a danni del DNA, quali il cancro. Fino a poco tempo fa, gli scienziati hanno tuttavia riscontrato una certa difficoltà nei loro sforzi per studiare i meccanismi molecolari sottostanti implicati. Nel corso della ricerca sostenuta dal progetto InVivo_DDR_ADPR, finanziato dall’UE, sono state acquisite informazioni inattese su questi meccanismi. Lo scopo iniziale del progetto era stato quello di mappare tutti i siti ADPr nel verme Caenorhabditis elegans, il cui genoma è stato il primo genoma animale di sempre ad essere stato completamente sequenziato.


  • pharmastar.it

    Dolore cronico, se la soluzione arrivasse dal veleno degli scorpioni?

    Venerdi 30 Agosto 2019  Emilia Vaccaro 

    Con la crisi degli oppioidi che attanaglia gli Stati Uniti, molti medici hanno cercato trattamenti alternativi per aiutare i pazienti con dolore cronico a lungo termine. Un nuovo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell, mostra che il veleno iniettato dalla puntura di scorpione potrebbe fornire una soluzione.

    I ricercatori dell'Università della California, San Francisco (UCSF) hanno scoperto che una tossina di scorpione può effettivamente essere sfruttata per colpire il recettore del wasabi, che è descritto come una "proteina che rileva le sostanze chimiche" presenti nelle cellule nervose.

  • ansa.it

    Ringiovanite le cellule progenitrici del cervello

    Test sui topi apre alla rigenerazione dei neuroni

    Redazione ANSA  29 agosto 2019 10:15
    Ringiovanite le cellule progenitrici dei neuroni del cervello (fonte: Gotoh laboratory of molecular biology CC-BY) © Ansa

    Ringiovanite le cellule progenitrici del cervello: prelevate dalla corteccia di un embrione di topo più grande e trasferite in quella di un embrione più giovane, sono riuscite a 'ricordare' e rimettere in pratica le loro abilità più primitive, dimostrando per la prima volta che la loro maturazione non è affatto un processo irreversibile come pensato finora. L'esperimento, pubblicato su Nature dai ricercatori dell'Università di Ginevra, rappresenta una prova di principio della possibilità (ancora remota) di rigenerare la corteccia cerebrale danneggiata da incidenti o malattie.


  • LeScienze.it
    26 agosto 2019

    Da gel a sentinelle biologiche grazie a CRISPR

    di Ewen Callaway/Nature ©PhotoJunction/iStock 

    Il rivoluzionario strumento di editing genetico permette anche di produrre materiali intelligenti in grado di cambiare forma, somministrare farmaci in modo mirato e individuare segnali biologici specifici

       C'è qualcosa che CRISPR non può fare? Gli scienziati hanno sfruttato lo strumento di modificazione genetica per modificare decine di organismi, tracciare lo sviluppo degli animali, rilevare malattie e controllare i parassiti. Ora, hanno trovato un'altra applicazione: usare CRISPR per creare materiali intelligenti che cambiano forma a comando.

  • ansa.it

    Dalle staminali il primo 'baby embrione' impiantabile

    Utile per studiare fertilità e rigenerazione

    Elisa Buson 08 agosto 2019 18:57
    L'embrione di topo ai primi stadi dello sviluppo prodotto in laboratorio e poi impiantato (fonte: RIKEN) © Ansa  Grazie alle staminali è stato ottenuto in provetta il primo 'baby' embrione impiantabile, ovvero un ammasso di cellule in 3D che imita la primissima fase di sviluppo dell'embrione chiamata blastocisti. Trasferito nell'utero di una femmina di topo in cui era stata simulata la gravidanza, ha dimostrato di continuare a svilupparsi almeno per qualche tempo prima di essere riassorbito dai tessuti circostanti, aprendo nuovi scenari per la medicina rigenerativa e la cura dell'infertilità, come indica lo studio pubblicato sulla rivista Stem Cell Reports dai ricercatori giapponesi dell'Istituto Riken insieme agli statunitensi dei Gladstone Institutes.


  • ansa.it

    Doppia arma naturale contro l'obesità

    Cellule immunitarie 'alleate' di un batterio

    Redazione ANSA 26 luglio 2019 01:06
    Batteri dell'intestino (fonte: National Institute of Allergy and Infectious Diseases, National Institutes of Health) © Ansa

     L'organismo ha una doppia arma per combattere l'obesità: identificata nei topi, è costituita da cellule del sistema immunitario e da una specie di batteri presente nell'intestino. Le prime regolano la composizione della flora intestinale, favorendo la proliferazione dei secondi, che sono batteri 'buoni' capaci di bloccare l'assorbimento dei grassi. Il risultato può aprire la strada a nuove cure contro l'obesità. Pubblicata sulla rivista Science, la scoperta si deve alla ricerca coordinata da Zac Stephens e June Round, dell'università americana dello Utah.

  • askanews.it  RICERCA Giovedì 11 luglio 2019 - 20:00

    Ricerca, ricostruito il meccanismo con cui si replica il prione

    La proteina tossica responsabile del "morbo della mucca pazza"

    Ricerca, ricostruito il meccanismo con cui si replica il prione

      Roma, 11 lug. (askanews) – Per la prima volta al mondo è stato realizzato un modello computazionale realistico che spiega il meccanismo di replicazione del prione, una proteina tossica che a metà degli anni Novanta è diventata famosa in tutto il mondo in quanto responsabile del “morbo della mucca pazza”. A descriverlo sulle pagine di PLOS Pathogens è stato il gruppo di ricerca dell’Istituto Telethon Dulbecco presso l’Università di Trento guidato da Emiliano Biasini, in collaborazione con il gruppo di Pietro Faccioli del dipartimento di Fisica dello stesso ateneo e afferente all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Lo studio è stato finanziato da Fondazione Telethon e ha visto la collaborazione anche dell’Università di Santiago de Compostela (Spagna) e dell’Università di Alberta (Canada).


  • ansa.it

    Dai cammelli alle meduse, l'arca di Noè dei biomateriali

    Al servizio della medicina rigenerativa

    Elisa Buson 25 giugno 2019 09:55
    Dal carapace dei crostacei si ottiene una matrice per il rilascio controllato dei farmaci (fonte: NOAA) © Ansa


  • ansa.it

    Il primo batterio con il Dna 'zippato', come un file

    Nuovo passo verso la vita sintetica e organismi su misura

    Redazione ANSA 16 maggio 2019 12:56

     Un batterio sintetico riesce a vivere normalmente nonostante abbia un Dna compresso, come si fa quando un file troppo pesante viene 'zippato'. Così ridotto, il libretto della vita del batterio adesso ha delle pagine libere, sulle quali biologi e genetisti possono scrivere qualcosa di nuovo, come istruzioni che permettano ai batteri di digerire sostanze inquinanti, oppure di produrre farmaci o bioplastiche amiche dell'ambiente. Pubblicato sulla rivista Nature, il risultato è stato ottenuto dalla ricerca coordinata dal Laboratorio del Medical Research Council (Mrc) a Cambridge, lo stesso dove all'inizio degli anni '50 è stata scoperta la struttura a doppia elica del Dna. 

  • cnr.it

    Quell'infiammazione che acceca

    14/05/2019
    Cellule microgliali attivate (in verde) circondano coni superstiti (in rosso) in un campione di retina degenerante

    Un gruppo di ricerca dell'Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-In) di Pisa guidato da Enrica Strettoi, sostenuto da finanziamenti della Fondazione Roma e della Velux Stiftung e in collaborazione con la Fondazione Pisana per la Scienza, ha dimostrato che nella retinite pigmentosa, una condizione ereditaria che conduce a cecità, la retina risulta dominata da una massiva risposta immunitaria e infiammatoria che prevale su qualsiasi altro processo biologico e che assume un ruolo finora insospettato nella patogenesi di questa malattia. Nella retinite pigmentosa, una mutazione (tra le centinaia possibili), tipicamente a carico di un gene specifico dei fotorecettori, causa la progressiva degenerazione dei bastoncelli retinici e la perdita della visione notturna. In seguito, anche i coni degenerano gradualmente, portando alla perdita della visione dei colori e alla progressiva cecità. Se la scomparsa dei bastoncelli è chiaramente riconducibile al difetto genetico primario, quella secondaria dei coni ha cause ancora largamente sconosciute, che tuttavia sono responsabili dei sintomi più gravi, data la funzione rilevante che la visione diurna esercita sulla qualità della vita. Salvare i coni significa quindi migliorare sensibilmente la condizione dei pazienti affetti da retinite pigmentosa.


  • popsci.it

    Scoperto il gene che non fa riposare

    MEDICINA Mag 14,2019

       Sempre svegli, vigili e attivi per colpa di un gene. La scoperta è stata fatta nei moscerini della frutta che grazie a questo gene possono rinunciare al riposo per dedicarsi alla ricerca del cibo. A rivelarlo è studio pubblicato su Current Biology del Centro per le Biotecnologie avanzate e la Medicina dell’Università americana Rutgers.

      I dati sono il primo passo per individuare i geni che controllano meccanismi di regolazione importanti, sia nei moscerini della frutta (Drosophila melanogaster) che sono da sempre un modello per i genetisti, sia in altri organismi.


  • ansa.it

    'Fiocchi' di grafene controllano l'attività del cervello

    Selettivi e sicuri, aprono a terapie per le malattie neurologiche

    Redazione ANSA 13 maggio 2019 09:57
    'Fiocchi' di grafene interferiscono con l'attività dei neuroni eccitatori del cervello (fonte: Denis Scaini, SISSA) © Ansa

     Minuscoli 'fiocchi' realizzati con il materiale delle meraviglie, il grafene, possono controllare l'attività del cervello interferendo con la trasmissione del segnale dei neuroni eccitatori che attivano altri neuroni. Questi nanomateriali, selettivi, sicuri e dall'effetto reversibile, potranno aprire nuovi scenari nella ricerca di terapie contro malattie neurologiche come l'epilessia. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Nano Letters dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste, condotto in collaborazione con le università di Trieste, Manchester e Strasburgo nell'ambito dell'iniziativa europea Graphene Flagship. 

  • ansa.it

    Tumori, le cellule malate comunicano a distanza

    Scoperta chiave per combattere le metastasi

    Redazione ANSA ROMA 10 maggio 2019  14:30
    Cellule tumorali in coltura (fonte: National Cancer Institute) © Ansa

       Le cellule tumorali sanno comunicare a distanza grazie a speciali 'messaggi in bottiglia', che viaggiano nel flusso sanguigno all'interno di vescicole chiamate esosomi. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Chem dal gruppo del Politecnico Federale di Losanna coordinato da Hubert Girault. Riuscire a intercettare queste comunicazioni potrebbe fornire nuove armi per contrastare la diffusione delle metastasi.


  • ansa.it

    Ricostruito il 'film' della rigenerazione di un organo

    A partire da una cellula. Aperta la via per riparare tessuti

    Redazione ANSA 06 maggio 2019  11:44
    Rottura della simmetria, è il momento cruciale nello sviluppo di un organoide (fonte: D. Serra et al, Nature) © Ansa


  • cordis.europa.eu

    Il ruolo della vitamina K nella salute cardiovascolare e nella resistenza ossea

    Un nuovo studio ha rivelato che la vitamina K2 potrebbe influire positivamente su un adeguato utilizzo del calcio e aumentare la sicurezza dei trattamenti volti a contrastare la perdita ossea dovuta all’età.

    SALUTE PROGRESSI SCIENTIFICI

    Il calcio è un minerale essenziale di cui il corpo ha bisogno per mantenere una buona salute. Molte persone, soprattutto se affette da osteoporosi (una patologia in cui si verifica una riduzione della densità e della qualità delle ossa), assumono integratori di calcio con l’obiettivo di rinforzare le ossa, sebbene ne sia stata messa in discussione la sicurezza a causa di una loro possibile associazione al rischio cardiovascolare.


  • ansa.it

    Riattivate dopo la morte cellule del cervello di maiali

    Per studiare malattie e sperimentare farmaci

    Redazione ANSA 17 aprile 2019 19:46
    A sinistra le cellule del cervello di maiale dopo la morte, a destra dopo la perfusione (fonte: Stefano G. Daniele & Zvonimir Vrselja; Sestan Laboratory; Yale School of Medicine) © Ansa

       Circolazione del sangue e funzioni cellulari nel cervello di maiale sono state ripristinate ore dopo la morte, ma non l'attività elettrica associata alla coscienza. Il risultato, al quale Nature dedica la copertina, si deve al gruppo dell'Università di Yale guidato da Nenad Sestan. Ricadute possibili sulla possibilità di studiare più a fondo malattie neurodegenerative e sperimentare farmaci.

  • ansa.it

    Scoperte le capobanda delle staminali, hanno geni unici

    Aprono nuove pagine nella lotta ai tumori

    Redazione ANSA 17 aprile 2019  18:19
    Cellule staminali umane riprogrammate a partire da neuroni (fonte: Yichen Shi e Rick Livesey, Gurdon Institute, University of Cambridge) © Ansa

  • ansa.it

    Scoperti i neuroni specchio delle emozioni

    Individuati nei ratti, fanno rivivere il dolore degli altri

    Redazione ANSA 12 aprile 2019 10:10
    Neuroni (fonte: Enricobagnoli, Wikipedia) © Ansa

      Scoperti i neuroni specchio delle emozioni: si trovano nella corteccia cingolata del cervello e si attivano sia quando si prova dolore sia quando si osserva il dolore altrui. Individuati nei ratti, a 23 anni dalla scoperta tutta italiana dei neuroni specchio dei movimenti e a quattro da quella dei neuroni che aiutano a prevedere le azioni altrui, potrebbero essere presenti anche nell'uomo, risultando cruciali per comprendere i meccanismi dell'empatia che si inceppano in diverse malattie psichiatriche. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Current Biology dall'Istituto olandese per le neuroscienze.

  • ansa.it

    La prima cellula artificiale che sopravvive da sola, o quasi

    Grazie alla fotosintesi produce energia e sostanze necessarie

    Redazione ANSA 03 aprile 2019 10:13
     Ottenuta la prima cellula artificiale che produce l'energia che le serve grazie alla fotosintesi (fonte: Pixabay) © Ansa
        Ottenuta in laboratorio la prima cellula artificiale in grado di sopravvivere quasi interamente da sola: produce l'energia e parte delle sostanze che le servono grazie alla fotosintesi, avvicinandosi come mai prima alle normali cellule biologiche. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications e guidato dall'Istituto di Tecnologia di Tokyo, non solo farà progredire la ricerca sullo sviluppo della vita sulla Terra, ma aiuterà anche a produrre interi organi artificiali e altri tessuti del corpo.
  • ansa.it

    La prima cellula artificiale che sopravvive da sola, o quasi

    Grazie alla fotosintesi produce energia e sostanze necessarie

    Redazione ANSA 03 aprile 2019 10:13
     Ottenuta la prima cellula artificiale che produce l'energia che le serve grazie alla fotosintesi (fonte: Pixabay) © Ansa

         Ottenuta in laboratorio la prima cellula artificiale in grado di sopravvivere quasi interamente da sola: produce l'energia e parte delle sostanze che le servono grazie alla fotosintesi, avvicinandosi come mai prima alle normali cellule biologiche. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications e guidato dall'Istituto di Tecnologia di Tokyo, non solo farà progredire la ricerca sullo sviluppo della vita sulla Terra, ma aiuterà anche a produrre interi organi artificiali e altri tessuti del corpo.