Biotecnologie e Chirurgia

  • Creato in Usa embrione ibrido pecora-uomo per trapianto d'organi

    Creato in Usa embrione ibrido pecora-uomo per trapianto d'organi

    E' secondo dopo maiale-uomo, passo verso organi umani in animali

    Redazione ANSA ROMA  19 febbraio 2018 10:43

     © ANSA

    ROMA - Per la prima volta è stato creato in laboratorio un embrione ibrido uomo-pecora, in cui una cellula su 10.000 è umana. Un anno fa circa era stato realizzato un embrione di uomo e maiale dallo stesso gruppo di ricerca, dove le cellule umane erano una su 100.000.

    L'annuncio arriva dagli scienziati dell'università della California Davis al meeting della American Association for the Advancement of Science di Austin, in Texas. L'ibrido, spiegano i ricercatori, è un passo verso la possibilità di far crescere organi umani negli animali.

  • Charpentier, riscrivere i geni per combattere le malattie

    ansa.it

    Charpentier, riscrivere i geni per combattere le malattie

    Le prossime sfide del taglia-incolla il Dna 

    Redazione ANSA  11 febbraio 2018 10:58
    La tecnica che permette di tagliare e riscrivere precise sequenza del Dna sta aprendo la strada a numerose applicazioni nelle biotecnologie e nella biomedicina (fonte: Wellcome Images) © Ansa

    "La sfida del futuro e' sviluppare la tecnica del taglia-incolla il Dna come una terapia per le malattie genetiche umane": guarda al futuro Emmanuelle Charpentier, una delle 'mamme' della tecnica che permette di riscrivere il codice genetico, la Crispr-Cas9 (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats), in Italia per raccontare, nell'Accademia dei Lincei a Roma, gli sviluppi di uno dei piu' importanti strumenti al servizio della biologia nell'ultimo mezzo secolo.

  • 'Terminator', la prima pelle elettronica riciclabile

    .ansa.it/canale_scienza_tecnica

    'Terminator', la prima pelle elettronica riciclabile

    Si auto-ripara come quella del cyborg

    Redazione ANSA 11 febbraio 2018 11:21
    Un esempio della pelle elettronica riciclabile e che si auto-ripara (fonte: Jianliang Xiao / University of Colorado Boulder) © Ansa

  • Ovociti in provetta, si prepara la richiesta per la fecondazione

    ansa.it/

    Ovociti in provetta, si prepara la richiesta per la fecondazione

    La coordinatrice della ricerca, prossimo passo è vedere lo sviluppo degli embrioni 

    Redazione ANSA 09 febbraio 2018 17:52 

    Le tre tappe del processo di maturazione degli ovociti in laboratorio (fonte: Evelyn Telfer e Marie McLaughlin, University of Edinburgh) © Ansa

    Avere l'autorizzazione alla fecondazione degli ovociti coltivati in provetta è l'obiettivo al quale stanno lavorando attualmente i ricercatori della Scuola di Scienze Biologiche dell'Università di Edimburgo guidati da Evelyn Telfer. "Siamo nell'iter del progetto da sottoporre all'approvazione", ha detto Telfer all'ANSA.

  • CAR T-cells dell'ospedale Bambino Gesù: presente e futuro di una terapia made in Italy

    pharmastar.it

    CAR T-cells dell'ospedale Bambino Gesù: presente e futuro di una terapia made in Italy

    • Martedi 6 Febbraio 2018  Alessandra Terzaghi
       

    Nei giorni scorsi l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha annunciato di aver trattato con successo un bambino di 4 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta con le CAR T-cells, cellule T del paziente modificate in laboratorio in modo da far loro esprimere un recettore chimerico capace di riconoscere un antigene presente sulla superficie delle cellule tumorali. Approfondiamo la notizia con un'intervista al professor Bruno Dallapiccola, Direttore Scientifico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, presso il quale si è svolta la ricerca e la sperimentazione.

        La notizia ha avuto grande risonanza sui media, in primo luogo perché il bimbo è il primo paziente italiano trattato con questo tipo di immunoterapia cellulare nell'ambito di uno studio accademico, non sponsorizzato da un’industria, e poi perché le cellule modificate i ricercatori del Bambino Gesù se le sono ‘fatte in casa’. 
  • Impiantato microchip sotto la retina contro la cecità, prima volta in Italia

    adnkronos.com

    Impiantato microchip sotto la retina contro la cecità, prima volta in Italia

     MEDICINA

    Impiantato microchip sotto la retina contro la cecità, prima volta in Italia

    L'équipe guidata da Marco Codenotti durante l'intervento

    E' un microchip di circa 3 millimetri e 1.600 sensori ed è in grado di restituire una visione indipendente, senza la necessità di supporti esterni come telecamere o occhiali. Un vero e proprio modello di retina artificiale, impiantato all'ospedale San Raffaele di Milano "per la prima volta in Italia", fanno sapere dalla struttura del gruppo ospedaliero San Donato. La protesi sottoretinica hi-tech è stata utilizzata su una donna non vedente che ora "sta bene ed è stata dimessa dall'ospedale", dopo il delicato intervento durato quasi 11 ore, condotto da un'équipe di specialisti in chirurgia vitreoretinica e oftalmoplastica dell'Unità di Oculistica, diretta da Francesco Maria Bandello. L'operazione è stata interamente finanziata da Banca Mediolanum.

  • Nuovo sistema miniaturizzato libera farmaci nel cervello con precisione millimetrica

    popsci.it

    Nuovo sistema miniaturizzato libera farmaci nel cervello con precisione millimetrica

    HI-TECH  Feb 02, 2018 

    (Reuters Health) – Un sistema miniaturizzato messo a punto per liberare farmaci nel cervello con precisione millimetrica: si tratta di una innovativa strumentazione di dimensioni molto ridotte capace di erogare, con estrema precisione, volumi di farmaco inferiori al millimetro nelle aree cerebrali, riferiscono i ricercatori statunitensi i cui studi in merito sono pubblicati sulla rivista Translational Medicine. “La somministrazione locale di farmaci nelle diverse aree del cervello non solo è fattibile, ma potrebbe persino trovare impiego per il trattamento di condizioni croniche – spiegano Michael J. Cima e colleghi del Massachusetts Institute of Technology – Questo sistema a rilascio controllato da ‘remoto’ potrà consentire la somministrazione mirata di più farmaci con tossicità sistemica minima e tempi di terapia ridotti”.

    Il sistema MiNDS

  • Scompare leucemia in bimbo curato con cellule 'riprogrammate'

    ansa.it

    Scompare leucemia in bimbo curato con cellule 'riprogrammate'

    Primo italiano. Ha 4 anni e sta bene, sparite cellule tumorali dal midollo

    Redazione ANSA ROMA 01 febbraio 2018 14:42

    TERAPIA GENICA BAMBINO GESU' © ANSA

    Manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario per renderle capaci di riconoscere e attaccare il tumore. Lo hanno fatto i medici dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma con un bimbo di 4 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta, refrattario a terapie convenzionali. E' il primo paziente italiano curato con tale metodo rivoluzionario.
        Ad un mese dall'infusione delle cellule riprogrammate nei laboratori del Bambin Gesù, il piccolo sta bene ed è stato dimesso: nel midollo non sono più presenti cellule leucemiche.

  • Con stampante 3D e cellule dei pazienti, riprodotto l'orecchio di cinque bambini

    ansa.it

    Con stampante 3D e cellule dei pazienti, riprodotto l'orecchio di cinque bambini

    In Cina, erano nati nati con una malformazione del padiglione 

    Redazione ANSA ROMA 30 gennaio 2018 14:06
    Con stampante 3D e cellule dei pazienti, riprodotto l'orecchio di cinque bambini © Ansa

    - In Cina, per la prima volta, utilizzando cellule del paziente e una stampante 3D, è stato ricostruito l'orecchio di 5 bimbi (tra i 6 e i 9 anni) nati con un'anomalia del padiglione auricolare, che si presentava retratto e rimpicciolito (microtìa o microzìa). I risultati degli interventi e del monitoraggio (tuttora in corso, il follow up è durato per 2,5 anni dall'operazione) sono stati resi noti sulla rivista EBIOMedicine. La ricostruzione dell'orecchio è stata coordinata da Ylin Cao del Tissue Engineering Research Key Laboratory di Shanghai e Università Jiao Tong a Shanghai.

  • Un'arma 'a colpo sicuro' per riparare il Dna

    ansa.it

    Un'arma 'a colpo sicuro' per riparare il Dna

    Realizzata in Italia, per correggere i difetti legati alle malattie

    Redazione ANSA 30 gennaio 2018 16:00
    Messa a punto in Italia un'arma più precisa per correggere i difetti del Dna (fonte: Adapted from H. Nishimasu et al., Cell, 156, 5 (2014); Wikimedia/Creative Commons) © Ansa

    Svolta per la ricerca sul taglia-incolla del Dna. Una ricerca italiana, pubblicata sulla rivista Nature Biotechnology e condotta nel Cibio (Centre for Integrative Biology) dell'università di Trento ha trovato il modo di renderlo un'arma di precisione pressoché assoluta, che spara un solo proiettile e uccide il Dna malato.

    "Abbiamo sviluppato una variante della molecola Crispr/Cas9 più sicura e affidabile di qualunque altra finora descritta, che effettua il taglio di Dna soltanto nel punto voluto", sottolinea Anna Cereseto, del Cemtro per la biologia intregrativa del Cibio e prima autrice dell'articolo.

    Secondo i ricercatori ciò renderà l'editing del genoma utilizzabile per la correzione delle alterazioni presenti, ad esempio in malattie genetiche e tumori. "Abbiamo messo a punto un metodo sperimentale attraverso cui otteniamo una molecolaevoCas9, davvero precisa nel cambiare il Dna". Si tratta di "un enzima di affidabilità assoluta, che effettua il cambiamento soltanto nel punto stabilito", commenta Anna Cereseto, del Cibio.

  • Sindrome di Brugada, paziente salvato con utilizzo del robot

    ansa.it

    Sindrome di Brugada, paziente salvato con utilizzo del robot

    Ablazione con nuova tecnica a Torino per prima volta in Italia

    Redazione ANSA TORINO 26 gennaio 2018  12:02
     © ANSA

    (ANSA) - TORINO, 26 GEN - Un paziente affetto da sindrome di Brugada, malattia genetica con disturbi del ritmo cardiaco che provoca morte improvvisa, è stato salvato all'ospedale Mauriziano di Torino con un intervento di ablazione eseguito per la prima volta con l'utilizzo di un robot. L'uomo, un torinese di 47 anni, è stato dimesso il giorno dopo l'operazione.

  • Molecole jolly e gene Thor, la lotta ai tumori diventa hi-tech

    Molecole jolly e gene Thor, la lotta ai tumori diventa hi-tech 

    Le nuove strategie molecolari per colpirli al cuore  

    Redazione ANSA  18 gennaio 2018  09:43 

    Una cellula tumore nel momento in cui si divide (fonte: United States: National Institutes of Health) © Ansa

     La lotta ai tumori e' cambiata negli anni. diventando hi-tech. L'identikit di un tumore non e' più legato a un organo, ma è ormai molecolare. Questo nuovo approccio ha portato i ricercatori ad affinare le strategie di contrasto, sempre piu' mirate: dal gene Thor che, come il personaggio dei fumetti della Marvel, aggredisce il cancro, ai motori molecolari che come una 'droga' alimentano i tumori.

    Anche se molto diverse fra loro, le nuove strategie hanno un obiettivo comune: "inibire i bersagli molecolari dentro le cellule, non raggiungibili da vie tradizionali", ha osservato Fabrizio d'Adda di Fagagna, ricercatore dell'Ifom (Istituto Firc di Oncologia Molecolare) e dell'Istituto di genetica Molecolare del Cnr di Pavia

  • Usa, 'taglia incolla' Dna verrà usato su pazienti con tumore

    ansa.it

    Usa, 'taglia incolla' Dna verrà usato su pazienti con tumore

    Al via a breve sperimentazione sull'uomo, la prima fuori da Cina

    Redazione ANSA ROMA  18 gennaio 2018 12:49

    Crispr assomiglia a ‘forbici molecolari’ che permettono di ‘riscrivere’ intere sequenze di Dna (fonte Stuart Caie, Flickr) © Ansa

    ROMA - La tecnica, che permette il 'taglia e incolla' del Dna, verrà testata a breve sui pazienti per combattere 3 tipi di tumori. Lo ha annunciato, riporta la rivista del Mit, l'università della Pennsylvania, che diventerà il primo centro fuori dalla Cina a sperimentare l'applicazione sull'uomo. Il test, riportano i ricercatori sul sito ufficiale del governo Usa clinicaltrial.gov, riguarderà 18 pazienti affetti da melanoma, mieloma multiplo e sarcoma. Le cellule del loro sistema immunitario verranno modificate con la tecnica per poi essere reinfuse e combattere la malattia 'dall'interno'.

  • Dopo le forbici, il coltellino svizzero per taglia-incolla del Dna

    ansa.it

    Dopo le forbici, il coltellino svizzero per taglia-incolla del Dna

    Permette di svolgere più funzioni 

    Redazione ANSA   08 gennaio 2018 18:49

    Rappresentazione della proteina Cpf1 usata per fare la Crispr (fonte: Pablo Alcón / University of Copenhagen) © Ansa

    Non ha solo potenti 'forbici molecolari': la Crispr, la tecnica che taglia-incolla il Dna, può contare su un vero 'coltellino svizzero' multiuso, che le permette di svolgere più funzioni e rendere molto più preciso il trasferimento di nuove sequenze genetiche. Tutto ciò grazie alla 'mappa' del funzionamento delle proteine alla base della Crispr, realizzata dai ricercatori dell'università di Copenhagen. Il lavoro è pubblicato sulla rivista Nature Structural & Molecular Biology.

    "Il taglio del Dna si fa con una molecola composta da Rna e proteina. Noi per la prima volta abbiamo descritto la struttura atomica di una di queste proteine dopo aver tagliato il Dna e raccolto informazioni finora mancanti sul loro funzionamento", spiega all'ANSA Stefano Stella, uno degli studiosi del gruppo guidato da Guillermo Montoya.

  • "Virtual Artery" ci avvicina a una migliore previsione degli effetti collaterali delle cure

    Fonte cordis.europa.eu

    "Virtual Artery" ci avvicina a una migliore previsione degli effetti collaterali delle cure 

     
      
    Verificando un modello computerizzato basato sulle cellule che replica la meccanica del muscolo e del tessuto rispetto a test in vitro, i ricercatori ci hanno portato un passo più avanti verso l’era della medicina personalizzata.
    “Virtual Artery” ci avvicina a una migliore previsione degli effetti collaterali delle cure
    Ricercatori hanno sviluppato quello che definiscono un'"arteria virtuale", un modello multiscala che comprende dati di fisica, chimica e biologia. L'equipe è riuscita a replicare l’attività delle singole cellule nella parete delle arterie (cellule endoteliali, cellule dei muscoli lisci) e nel flusso sanguigno (globuli rossi, piastrine, globuli bianchi).
  • Policlinico Federico II, sperimentata per la prima volta al mondo la terapia genica per la mucopolisaccaridosi di tipo VI

    Policlinico Federico II, sperimentata per la prima volta al mondo la terapia genica per la mucopolisaccaridosi di tipo VI

    • Lunedi 13 Novembre 2017
    • Redazione pharmastar.it

    Presso il Dipartimento di Pediatria del Policlinico Federico II, per la prima volta al mondo, un paziente con mucopolisaccaridosi di tipo VI ha ricevuto un farmaco di terapia genica.



    Ma cos’è la mucopolisaccaridosi di tipo VI? Si tratta di una grave malattia genetica con coinvolgimento multi-sistemico dovuto al deficit dell'enzima arilsolfatasi B. Il farmaco usato è derivato dal virus adeno-associato ed ha la capacità di trasferire il gene codificante per l'enzima arilsolfatasi B che, una volta prodotto dalle cellule del fegato, viene secreto nel circolo ematico e, quindi, captato dai tessuti affetti.
  • Dall'Italia pelle salvavita per bimbo 'farfalla'

    Dall'Italia pelle salvavita per bimbo 'farfalla'

    Modificata e trapiantata nell'80% del corpo

    Redazione ANSA

    Pelle corretta dal suo difetto genetico, e coltivata in laboratorio, e' stata trapiantata nell'80% del corpo di un 'bambino farfalla', colpito dalla malattia genetica chiamata epidermolisi bollosa giunzionale, che rende la pelle fragile come le ali di una farfalla. L'intervento, pubblicato su Nature, è avvenuto in Germania nel 2015, con la pelle rigenerata in Italia dal gruppo di Michele De Luca, dell'università di Modena e Reggio Emilia.

    La pelle rigenerata nel dipartimento di Medicina rigenerativa 'Stefano Ferrari' dell'università di Modena e Reggio Emilia, è stata trapiantata nel bambino in due interventi, eseguiti in ottobre e novembre 2015 nell'Università della Ruhr a Bochum, quando il bambino aveva sette anni.

    "Ora il bambino sta bene, va a scuola e gioca a pallone", ha detto all'ANSA De Luca, pioniere delle ricerche sulla rigenerazione della pelle. "Il bambino, di origine siriana, vive con i suoi genitori, le sorelle e i fratelli. La sua pelle - ha aggiunto - è stabile e ha già avuto più cicli di rinnovamento".

  • Università degli studi di Padova: Messo a punto un 'pancreas artificiale' per i neontati che permette di migliorare il controllo glicemico

    23 ottobre 2017

    Università degli studi di Padova: Messo a punto un 'pancreas artificiale' per i neontati che permette di migliorare il controllo glicemico

    Comunicato stampa - Stop ai prelievi ripetuti: ricercatori padovani creano un microchip per monitorare la glicemia nei neonati prematuri

    Padova, 23 ottobre 2017 - I neonati prematuri sono una popolazione estremamente fragile, nei quali le alterazioni metaboliche possono avere conseguenze sullo sviluppo neuro-cognitivo. In particolare, gli sbalzi della glicemia  nelle prime settimane di vita possono avere conseguenze sullo sviluppo neurocognitivo di questi bambini. Fino ad oggi l’unico strumento per il monitoraggio della glicemia nel neonato è stato il prelievo ripetuto di sangue, anche 2-3 volte al giorno, tramite puntura da tallone, procedura dolorosa e incapace di offrire valori glicemici continui.
  • Sanità: Sla, avviata sperimentazione con nuova biomolecola

    ansa.it

    Sanità: Sla, avviata sperimentazione con nuova biomolecola

    Redazione ANSA NOVARA 

    (ANSA) - NOVARA, 18 OTT - E' iniziata in Italia la sperimentazione della biomolecola RNS60 nella cura della Sla.


        Durerà 3 anni e alla fine avrà coinvolto 142 pazienti. Il progetto vede capofila il Centro dell'ospedale di Novara, ma vi aderiscono altri quattro (a Milano, Modena, Siena e Pavia)e il Massachusetts General Hospital dell'Università di Harvard.

  • Taglia-incolla Dna, dubbi su embrioni umani 'corretti' negli Usa

    ansa.it

    Taglia-incolla Dna, dubbi su embrioni umani 'corretti' negli Usa

    Esperti scettici su interpretazione dati, si accende dibattito

    Redazione ANSA

    E' stato un successo, o forse no. Si riaccende il dibattito sui primi embrioni umani geneticamente modificati con la tecnica Crispr negli Stati Uniti: a un mese di distanza dalla pubblicazione del risultato su Nature, un gruppo internazionale di esperti mette in dubbio l'interpretazione di quei dati, arrivando a sostenere, in un articolo su BioRxiv, che il difetto genetico potrebbe non essere mai stato corretto. La mutazione, contenuta nel gene MYBPC3 del cromosoma 11, è responsabile di una grave malattia ereditaria, la cardiomiopatia ipertrofica, che è la prima causa di morte improvvisa nei giovani sportivi.

    Per correggerla, il gruppo guidato da Shoukhrat Mitalipov, dell'università dell'Oregon, aveva impiegato la tecnica Crispr che 'taglia-incolla' il Dna, e per la prima volta l'aveva usata durante la fecondazione in vitro, fatta con ovuli sani e spermatozoi portatori della mutazione. Al termine dell'operazione, condotta su centinaia di embrioni, non erano più state trovate tracce del gene paterno difettoso, e questo aveva spinto i ricercatori ad affermare che le 'forbici' molecolari della Crispr lo avessero tagliato in modo preciso, e che l'apparato cellulare di riparazione del Dna sarebbe poi entrato in azione per ripristinare il filamento, usando come 'stampo' il gene sano di origine materna.