Cure palliative


  • quotidianosanita.it

    Milleproroghe. La Camera accorda la fiducia al Governo. Ecco tutte le misure per la sanità

    In tutto 315 i voti favorevoli e 221 i contrari. Dai medici in corsia fino a 70 anni ai contratti agli specializzandi dal 3° anno, fino alle misure su screening neonatali, Epatite C e oncologia pediatrica. Si esentano inoltre le Province autonome di Trento e Bolzano dall'applicazione dei nuovi tetti di spesa per il personale introdotti dal Decreto Calabria. E si estendono anche al 2019 e 2020 i finanziamenti per Ospedale Bambino Gesù, Irccs Fondazione Santa Lucia e Cnao, già previsti dal Decreto Fiscale dello scorso anno. Il testo passa ora al Senato dove dovrà esser approvato entro il 29 febbraio.

    19 FEB - Il Governo questa mattina, con 315 voti favorevoli e 221 contrari ha accordato la fiducia al Governo sul decreto Milleproroghe, nel testo licenziato dalle Commissioni riunite Bilancio ed Affari Costituzionali. A questo punto, il Milleproroghe dovrebbe approdare nell’Aula del Senato, in terza lettura, il 25 febbraio. I tempi saranno molto stretti dal momento che il decreto scadrà il prossimo 29 febbraio. 
     
    Riepiloghiamo di seguito tutte misure del milleproroghe, comprensive delle proposte emendative approvate nelle precedenti settimane dalle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali.


  • quotidianosanita.it

    Una “diagnosi fuori tempo” va risarcita anche per l’impossibilità del paziente di esprimere le sue “ultime scelte”. Cassazione allarga il campo dei danni risarcibili 

    Chiamate in causa nella sentenza 10424/2019 della Cassazione anche la legge 38/2010 sulle cure palliative e la 2019/2017 sulle DAT, le cui scelte e i cui effetti sarebbero stati preclusi dall'errore diagnostico. Sentenza rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio. LA SENTENZA. 

    17 APR - Non è solo una questione di mancata diagnosi, ma anche di impedimento al paziente di “operare le sue scelte ultime”. E di mancato rispetto dei presupposti contenuti anche nelle  leggi sul dolore (38/2010) e sulle DAT (2019/2017).

    La terza Sezione civile della Cassazione (sentenza n. 10424), ha affermato che la mancata diagnosi in tempo di una malattia mortale priva il paziente del diritto a operare le sue "scelte ultime", col conseguente diritto di ottenere il risarcimento del danno consistente nella “perdita di un ventaglio di opzioni, con le quali affrontare la prospettiva della fine ormai prossima”.

    Il fatto
    Richiesta di risarcimento dei danni, "iure proprio" e "iure hereditatis", conseguenti al decesso di una paziente causato da un errore diagnostico.

  • ansa.it

    Più cure palliative per ridurre le richieste di eutanasia

    Penco (Sicp), legge su Dat è un punto d'equilibrio, rischioso cambiare

    Redazione ANSA ROMA 03 aprile 2019 12:48
    un kit di farmaci per l'eutanasia © ANSA

  • healthdesk.it DIFFERENZE DI GENERE

    Cure palliative: gli uomini scelgono di farne a meno per non mostrarsi deboli

    Tra i pazienti di sesso maschile fa più presa la metafora del “cancro come nemico da sconfiggere”

    redazione 12 Luglio 2018 10:30
    Il messaggio è ovunque: il cancro è un nemico da combattere. Così i maschi, più che le femmine, si calano nel ruolo di combattenti” e scelgono di “lottare fino all’ultimo” rifiutando le terapie di conforto

       “Combattenti”, “guerrieri”, “pronti ad accettare la sfida”, “disposti a lottare fino all’ultimo”. A forza di sentirselo dire si sono immedesimati nel ruolo. E, forse anche per aderire a un messaggio lanciato con troppa disinvoltura dai media e dalla società, che vede il cancro come un “nemico da sconfiggere”, molti uomini con un tumore in stadio avanzato scelgono di rinunciare alle cure palliative.
       Questo tipo di terapie viene infatti presa in considerazione dal 30 per cento in meno dei maschi rispetto alle donne. Per molti di loro quella scelta equivarrebbe a una resa e a un’ammissione di debolezza.
       L’analisi sulle differenze di genere nelle decisioni terapeutiche è ospitata sul Journal of Pain and Symptom Management. Nello studio le cure palliative sono definite come “cure di conforto indirizzate alla qualità della vita”.

  • ansa.it

    Legge contro il dolore ancora poco nota, il 27 Giornata Sollievo

    Solo 1 medico su 3 conosce bene la norma. Iniziative dal Nord al Sud

    Redazione ANSA ROMA  26 maggio 2018 17:28 

    Legge contro il dolore ancora poco nota, il 27 Giornata Sollievo © Ansa

       Combattere il dolore in tutte le fasi della malattia, inclusa quella terminale. E' l'obiettivo della legge 38 ma, a dieci anni dalla sua entrata in vigore, a conoscerla "bene" è ancora solo un medico di famiglia su 3, mentre ben il 63% dei cittadini afferma di non essere a conoscenza della normativa per l'accesso alle cure palliative e alla terapia anti-dolore. Per riaccendere l'attenzione sul problema torna, domenica 27 maggio, la 17/ma Giornata nazionale del Sollievo, istituita nel 2001 da un'idea della Fondazione Gigi Ghirotti e promossa da ministero della Salute e Conferenza delle Regioni, proprio per "promuovere la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale in favore di coloro che stanno ultimando il percorso vitale".

  • Fonte aboutpharma.com

    Un Numero Verde contro il dolore cronico. E intanto salgono i costi per gestire la malattia

    Presentata ieri in Senato un'iniziativa proposta dall’associazione H.O.P.E. (Hold On Pain Ends). Uno studio dell'Università di Parma stima in 21 miliardi di euro l'anno l'impatto a carico del Ssn

    L’associazione H.O.P.E. (Hold On Pain Ends) lancia il Numero Verde 800-894140 dedicato a chi soffre di dolore cronico e necessita di informazioni e assistenza. L’iniziativa è stata presentata ieri in Senato da Beatrice Ferragamo, presidente di H.O.P.E. e Alessandro Cecchi Paone, che ne è testimonial e Consigliere, alla presenza del responsabile scientifico dell’Associazione Guido Fanelli e della senatrice Emilia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato.
    Al Numero Verde rispondono esperti qualificati che sapranno indicare cosa fare in caso di dolore cronico, a chi rivolgersi, dove andare, quali sono le strutture più adatte al suo caso, e saprà quali sono i suoi diritti, tutelati dalla Legge 38/2010 (“Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”). Un modello, la 38, indicato dall’Onu come esempio di tutela dei cittadini con dolore; applicata ancora in modo parziale e difforme sul territorio; ignorata dal 40% degli italiani, nonostante il dolore rappresenti un’epidemia silenziosa che colpisce il 26% della popolazione e abbia un altissimo costo sociale ed economico.