Digital Health


  • marionegri.it

    I nuovi corsi su Digital Health, Social media e PubMed 

    Il Laboratorio di Informatica Medica del Dipartimento Salute Pubblica dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" IRCCS di Milano propone una nuova edizione dei corsi sull'uso dei social media per la comunicazione e la promozione della salute e sull'impiego di database entrati ormai a far parte degli strumenti di lavoro del medico e dell'operatore sanitario come PubMed/Medline.

    Accanto a questi due storici corsi è stato attivato uno nuovo corso riguardante la digital health, le terapie digitali (digital therapeutics) e le loro possibili applicazioni.


  • aboutpharma.com

    Medicina scienza e ricerca

    Tra etica e tecnologia l’accordo è difficile

    L’innovazione digitale sta portando con sé conseguenze non previste al momento del suo sviluppo. Per questo è sempre più necessario che scienziati, ingegneri, tecnologi e progettisti si sentano responsabili non solo del buon funzionamento del prodotto finale, ma anche dei suoi effetti su individui e società. Dal numero 168 del magazine

    di  19 aprile 2019

    Intelligenza Artificiale

    Qualche anno fa si è scoperto che il software di una fotocamera interpretava le immagini degli asiatici come se fossero persone che stavano strizzando gli occhi. Mentre un altro aveva difficoltà a riconoscere quelle con la pelle di colore più scuro. Il problema era che gli algoritmi avevano imparato da un insieme di immagini scelte dagli ingegneri, prevalentemente basate su soggetti con la pelle bianca e il sistema aveva costruito un modello del mondo basato su di esse. Difficile in questo modo riconoscere correttamente volti di altre etnie. Google invece mostrava pubblicità per lavori di alto management, con uno stipendio più alto, più frequentemente agli utenti maschili rispetto alle donne. Perché il sistema di machine learning utilizzato era stato disegnato a partire da database costruiti nel tempo, in cui più spesso gli uomini ricoprivano posizioni simili rispetto alle donne.

  • doctor33.it

    Sanità digitale, raccomandazioni Oms per un buon uso delle tecnologie

    18 apr 2019
    Sanità digitale, raccomandazioni Oms per un buon uso delle tecnologie

       «Sfruttare la potenza delle tecnologie digitali è essenziale per ottenere una copertura sanitaria universale». Ne è convinto il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. Ed è per questo che l'agenzia Onu da lui guidata ha deciso di lanciare le prime linee guida sul loro utilizzo per interventi legati alla salute. Le indicazioni sono state diffuse oggi ed elencano 10 modi in cui i Paesi possono utilizzare le strumentazioni accessibili tramite cellulari, tablet e computer per migliorare le condizioni di vita delle persone e i servizi essenziali. Le tecnologie digitali non sono fini a se stesse - ribadisce Ghebreyesus, in occasione del lancio del documento - sono strumenti essenziali per promuovere la salute, mantenere il mondo al sicuro e servire i vulnerabili». Un'opportunità, insomma, per gli esperti. Anche se, viene precisato subito, gli interventi basati su queste tecnologie non sono sufficienti da soli. Negli ultimi due anni, l'Oms ha riesaminato sistematicamente le evidenze disponibili sul digitale in sanità e ha consultato esperti di tutto il mondo, per produrre le raccomandazioni su come inserire queste tecnologie in modo da ottenere il massimo impatto sui sistemi sanitari e sulla salute delle popolazioni. Un intervento digitale che ha già effetti positivi in ​alcune aree, evidenzia l'Oms in una nota, è l'invio di promemoria alle donne per i controlli prenatali in gravidanza e per gli appuntamenti dei bambini con le vaccinazioni. Altri approcci prevedono l'uso di strumenti digitali a supporto delle decisioni degli operatori sanitari. O ancora per consentire a camici bianchi e pazienti di comunicare a distanza su problemi di salute. 


  • doctor33.it

    Fascicolo sanitario elettronico, crescono le Regioni che l'hanno attivato. Ecco i numeri aggiornati

    15 apr 2019
    Fascicolo sanitario elettronico, crescono le Regioni che l’hanno attivato. Ecco i numeri aggiornati

        Ammontano a 11 milioni e mezzo gli italiani che hanno dato il consenso all'apertura di un proprio fascicolo sanitario elettronico e hanno toccato complessivamente quota 239 milioni i referti digitalizzati. «Secondo le ultime rilevazioni nazionali, in ben 19 Regioni su 20 risulta sia stato attivato almeno un fascicolo, con una crescita del numero di Regioni che consentono questa opzione del 90% negli ultimi 3 anni». I dati sono stati presentati durante il convegno "La trasformazione digitale per integrare sanità e sociale", organizzato dall'Agenzia per l'Italia digitale (Agid), Icar-Cnr, in collaborazione con Fpa, svoltosi a Sorrento.

  • ansa.it

    L'ospedale cambia faccia, arrivano le cure 4.0 da casa

    Big data e sensori,risparmi e più controlli per i malati cronici

    Redazione ANSA ROMA 06 aprile 2019 17:40
    Cure 4.0 per il futuro, in aiuto l'intelligenza artificiale © Ansa

  • aboutpharma.com

    Ad tracking, un grande problema anche nei siti web sulla salute

    Lo studio danese Cookiebot con il suo report "Ad tech surveillance on the public sector web 2019" analizza il fenomeno e sottolinea come l'89% dei siti web istituzionali in Europa sia monitorato da terze parti con finalità pubblicitarie. Per la sanità la quota delle landing page arriva al 52%. In Italia la media si attesta al 47%


    Cure sanitarie

       Anche i siti web sulla salute non sono esenti dal fenomeno dell’ad tracking. In sostanza siti web istituzionali presentano strumenti web che raccolgono dati sul comportamento degli utenti a fini pubblicitari. Spesso a insaputa sia delle amministrazioni che degli utenti stessi. Il dato è piuttosto alto e coinvolge tutta l’Europa, compresa l’Italia. A dirlo è lo studio danese Cookiebot con il suo report “Ad tech surveillance on the public sector web 2019”. Il documento analizza il fenomeno e sottolinea come l’89% dei siti web istituzionali in Europa sia monitorato da terze parti con finalità pubblicitarie. Per la sanità la quota delle landing page arriva al 52%. In Italia la media si attesta al 47%.

  • aboutpharma.com

    Digital health, nel 2018 investimenti in startup sopra i 18 miliardi

    È quanto emerge da un'analisi di Digital health netwrok, secondo cui il settore della salute digitale è cresciuto del 56% rispetto allo stesso periodo del 2017. Tra i trend che mostrano le performance migliori ci sono le terapie digitali, l’intelligenza artificiale, la robotica. Mentre il paziente è sempre più 4.0

    Digital health

       Gli investimenti in digital health continuano a crescere. Nel 2018 (da gennaio a ottobre) sono stati investiti oltre 18 miliardi di dollari nelle startup della salute digitale, con una crescita del settore pari al 56% sullo stesso periodo del 2017. Tra i trend che mostrano le performance migliori ci sono le terapie digitali, l’intelligenza artificiale, la robotica. E in generale la riduzione delle barriere tra uomo e macchina. In cinque anni sono stati raccolti in media 45 miliardi di dollari dai fondi di venture capital. Mentre nel 2024 il valore globale di questo mercato potrebbe raggiungere circa 400 miliardi di dollari.

  • aboutpharma.com

    Sanità e Politica

    Fascicolo sanitario elettronico, nuova raccomandazione dell’Ue

    Non c'è ancora uniformità in materia da parte degli Stati membri e l'esecutivo comunitario è intervenuto per dare dei suggerimenti e creare così un sistema più amalgamato

    di   19 marzo 2019

     C’è una nuova Raccomandazione dell’Ue sul fascicolo sanitario elettronico e la sua uniforme entrata in vigore per tutti gli Stati membri. La Commissione europea si è mossa per sollecitare l’adozione di un formato europeo di scambio dei fascicoli sanitari informatizzati. Questa Raccomandazione si inserisce nell’ambito della normativa europea sula sanità transfrontaliera, che stabiliva, tra l’altro, le regole per il reciproco riconoscimento delle ricette mediche.

    Sanità transfrontaliera

    La Raccomandazione segue la pubblicazione del rapporto sullo stato di attuazione della Direttiva n. 2011/24, del 29 gennaio 2019. Qui la l’esecutivo comunitario ha identificato gli aspetti che possono agire come ostacolo alla libera circolazione dei pazienti. Ad esempio, scrive Federfarma sul suo sito, nel mancato riconoscimento reciproco delle e-prescription sono state evidenziate le difficoltà incontrate dai pazienti nell’avere accesso al farmaco e al suo rimborso in altri Stati membri, a causa soprattutto delle diverse disposizioni amministrative e della diversa disponibilità dei farmaci all’interno dell’Ue.

  • popsci.it

    Rare Disease Hackathon 2018: il miglior progetto è del gruppo CloudIA

    MEDICINA Ott 12,2018 

      Al gruppo “CloudIA” del NecstLab Politecnico di Milano va il premio di 5.000 euro per aver proposto il miglior progetto al Rare Disease Hackathon 2018(#RareHack2018 – www.rarediseasehackathon.it). Si è conclusa con successo la seconda edizione della maratona di creativi digitali, promossa da Shire Italia e dedicata alle malattie rare, al “Forum della sostenibilità e opportunità nel settore della salute” in corso alla Leopolda di Firenze.

    A confrontarsi nella maratona 10 team di creativi, sviluppatori di software, giovani designers, programmatori grafici, ma anche pazienti ed esperti di malattie rare, che si sono riuniti a Firenze per ideare innovative soluzioni tecnologiche al servizio dei pazienti affetti da malattie rare. Mobilità dei pazienti, informazione capillare e di facile accesso, integrazione delle piattaforme software, diagnosi precoce sono alcuni dei temi su cui si sono confrontati gli hakers.

  • salutedigitale.blog

    Comunità digitali di pazienti: nemici o alleati ?

    11 ottobre 2018  Massimo Mangia

      Nell’era in cui i cittadini digitali sono abituati a discutere, valutare e criticare ogni aspetto della loro vita, la sanità non fa eccezione. Social, forum delle associazioni dei pazienti, siti web che valutano i servizi sanitari, rappresentano delle comunità che esprimono la percezione e le esigenze di salute di un’ampia parte della popolazione. Spesso il sistema sanitario italiano le ignora o le subisce quando il dissenso monta. Come tutti i fenomeni, bisogna comprenderne le dinamiche e trasformare una minaccia in un’opportunità.

  • Fonte aboutpharma.com

    Big data, la sanità ha fame di cloud

    Secondo gli esperti riuniti al convegno "La gestione del dato sanitario, sicurezza e cloud nell'era dei big data" a Milano, il servizio sanitario nazionale deve correre ai ripari facendo uso dell'archiviazione cloud. Solo così il sistema riuscirebbe a ridurre i costi e a proteggere meglio i dati

    “I sistemi che non si adattano sono sistemi che da un punto di vista finanziario sono destinati a saltare”. Sentenzia così Angelo Capelli, Vicepresidente della III Commissione sanità e politiche sociali della Regione Lombardia. Secondo lui e secondo gli esperti riuniti oggi a Palazzo Pirelli a Milano per l’incontro “La gestione del dato sanitario, sicurezza e cloud nell’era dei big data”, il futuro del dato nel campo della salute pubblica è il cloud.