Sanità

  • Fonte ansa.it

    'Salviamo il medico di famiglia', al via petizione popolare

    Iniziativa Fimmg-FederAnziani,troppo pochi situazione drammatica

     

    Redazione ANSA ROMA

     

    'Salviamo il medico di famiglia'.
        Questo il titolo della petizione popolare lanciata dalla Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) e Senior Italia FederAnziani.
        L'iniziativa, spiega la Fimmg in una nota, "nasce dalla consapevolezza che la mancata programmazione delle scuole di formazione in medicina generale non assicurerà nel tempo il ricambio dei medici di famiglia che andranno in pensione con nuovi giovani medici, che nei prossimi anni non saranno sufficienti a sostituirli". Si sta pertanto per creare una "situazione drammatica", sottolineano Fimmg e Senior Italia FederAnziani nella petizione: "In pochi anni, se non si trova rimedio, non tutti i cittadini italiani potranno avere un medico di famiglia che si prenda cura della loro salute".

  • Fonte adnkronos.com/salute/sanita/

    Fondazione Gimbe a Mattarella e Lorenzin: "Serve un logo per il Servizio sanitario nazionale"

     
     
    Fondazione Gimbe a Mattarella e Lorenzin: Serve un logo per il Servizio sanitario nazionale

    (foto Fotogramma)

    Un logo per il Servizio sanitario nazionale. Perché gli italiani sappiano che "esiste ancora" e che la tutela della loro salute "rimane un diritto costituzionale". Perché venga realizzato, la Fondazione Gimbe ha inoltrato alla presidenza della Repubblica e al ministero della Salute una formale richiesta. Il messaggio a Sergio Mattarella e Beatrice Lorenzin è che serve un simbolo che permetta una legittimazione del Ssn a ogni latitudine del Paese.

    "Dalle nostre analisi - sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è emerso che il Servizio sanitario nazionale a 38 anni dalla sua istituzione non possiede, a differenza di numerosi servizi sanitari regionali, un logo identificativo: questo ridimensiona nella percezione pubblica il ruolo dello Stato nella tutela della salute, oltre che l'esistenza stessa del Ssn nato con la legge 833/78".

     

    Con la riforma costituzionale del 2001 le Regioni, protagoniste dell'organizzazione della sanità, secondo la Fondazione "hanno contribuito a creare nei cittadini italiani un'asimmetrica percezione del Ssn: da allora in tante hanno deciso, giustamente, di identificare il proprio servizio sanitario attraverso un logo, alimentando la percezione dell'esistenza di 21 differenti servizi sanitari". Gimbe dal 2013 ha avviato una battaglia sul tema della sanità pubblica con la campagna 'Salviamo il nostro servizio sanitario nazionale', e iniziative che vanno dalla 'Carta Gimbe per la tutela della salute' al lancio di un Osservatorio.

  • Fonte aboutpharma.com

    L’Istituto superiore di sanità si riorganizza. Nasce anche il Centro nazionale per l’Hta

    Presentato oggi a Roma il nuovo assetto dell’Iss. Ricciardi: “Nel 2017 cinque milioni in più per la ricerca”. Focus su innovazione e sostenibilità. Si rafforza l'impegno per la prevenzione delle malattie e contro le dipendenze. Al via il "Grant Office” per orientare i ricercatori tra bandi e brevetti

    L’Istituto superiore di sanità (Iss) si riorganizza. Per dare impulso alla ricerca, rafforzare l’impegno nelle attività di studio, sorveglianza e prevenzione, ma anche per supportare con autorevolezza le decisioni di politica sanitaria, in particolare sul fronte dell’innovazione e della sostenibilità. E’ questo, in sintesi, il senso del “restyling” dell’Iss – presentato oggi alla stampa dai vertici dell’istituto – che prevede una nuova distribuzione delle funzioni in 6 dipartimenti, 16 centri nazionali, due centri di riferimento (medicina di genere e salute mentale) e un organismo notificato (per le certificazioni CE dei dispositivi).

  • Corriere della Sera Domenica 29 Gennaio 2017
    SALUTE pag.51

    Percorsi di diagnosi e cura
    ancora poco messi in pratica
    Dovrebbero facilitare l’assistenza ai pazienti con malattie complesse


    Può capitare, a volte, che il proprio medico di famiglia o lo specialista ci mettano di fronte a una sigla: Pdta. Dietro l’acronimo che sta per “percorsi diagnostico terapeutici assistenziali” si nasconde un mondo (in parte) nuovo. Se vogliamo tradurlo in un concetto, si tratta di essere seguiti con un pacchetto “chiavi in mano” senza dovere sbattere la testa — da soli — da un ambulatorio a un ospedale e viceversa.
    Sono i medici di famiglia, gli specialisti, gli infermieri e altre figure professionali a passarsi la “staffetta” a seconda delle esigenze: dalla prevenzione fino alla diagnosi, al trattamento e alla riabilitazione.
    I Pdta sono uno strumento pensato principalmente per chi soffre di una patologia cronica, che spesso richiede le cure di più dottori, trattamenti continui, controlli periodici.
    Fin qui la teoria. Ma in pratica, questi percorsi dedicati riescono davvero a migliorare la qualità dell’assistenza e la vita dei malati? «Il paziente non è più costretto a “inseguire” i diversi operatori sanitari, a fare la spola da uno specialista all’altro, a doversi districare tra esami, ricette e lunghe attese — spiega Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanzattiva — . Col Pdta, infatti, si fa chiarezza su chi-fa-cosa, come e quando nelle diverse fasi della malattia. Insomma, è la struttura del Servizio sanitario nazionale che prende in carico il malato».
    I vantaggi? «Tra gli altri — sottolinea Aceti — si riducono i tempi per arrivare alla diagnosi, quindi si cominciano tempestivamente le terapie più appropriate. Si riducono, poi, anche i tempi di attesa».

  • aboutpharma.com

    Malattie croniche, un “case manager” per gestire i pazienti con più patologie

    Nell’ambito della Joint Action Chrodis, che ha coinvolto 70 istituzioni di 25 Paesi europei, un gruppo di lavoro dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha messo a punto un modello per la gestione delle comorbilità nei malati cronici. Al centro c’è una nuova figura, formata ad hoc, per orientare e seguire il paziente

    Si chiama “multimorbidity case manager” ed è, concretamente, una nuova figura dell’assistenza che dovrebbe cambiare la gestione dei pazienti con almeno un paio di malattie croniche. Una “guida” per i malati in tutte le fasi dell’assistenza, dall’accesso alle strutture ospedaliere o alle Rsa fino alla gestione dei farmaci. A tracciarne l’identikit sono alcuni dei risultati della Joint Action Chrodis, iniziativa europea che ha coinvolto 70 istituzioni di 25 Paesi dell’Unione. In particolare, il “Chrodis multimorbidity care model” deriva da uno dei gruppi di lavoro in cui è stato articolato il progetto, quello sulle comorbidità coordinato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). I risultati di questo lavoro sono stati illustrati oggi nel corso di un incontro a Roma.

  • Fonte quotidianosanita.it

    Griglia Lea. Il podio a Toscana, Piemonte e Veneto. Le prime anticipazioni

    Prime anticipazioni (i dati definitivi verranno pubblicati a breve) sull’esito del monitoraggio dell’erogazione delle prestazioni sanitarie essenziali nelle regioni: dall'assistenza ospedaliera alle liste di attesa, dal controllo della spesa farmaceutica ai dispositivi medici in condizioni di appropriatezza ed efficienza e compatibilmente con le risorse disponibili. Al quarto posto l'Emilia Romagna.

     

     20 DIC - Tra pochi giorni verranno ufficializzati dal Ministero della Salute i risultati della cosiddetta griglia Lea per l'anno 2015. Ovvero le valutazioni rispetto al monitoraggio su una lunga serie di indicatori della qualità delle prestazioni sanitarie.



    I numeri sono ancora provvisori e sono in corso degli ultimi chiarimenti tra le Regioni e il Tavolo degli adempimenti Lea presso il Ministero della Salute, ma secondo le prime anticipazioni si confermerebbe al primo posto (e sarebbe il terzo anno consecutivo) la Toscana, seguita da Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna.

     

  • Cittadinanzattiva.it
    Comunicato stampa  Roma, 15 dicembre 2016           

    Comunicato stampa                                                                    Roma, 15 dicembre 2016
                                     
    Aumentano tempi di attesa per operazioni e visite, strutture in cattive condizioni, medici e pediatri meno “disponibili”. La fotografia del XIX Rapporto PIT Salute.
    “Sospendere intramoenia quando non si rispettano i tempi massimi nel pubblico, e valutare DG su rispetto tempi”

    Difficoltà di accesso alle prestazioni (soprattutto complesse come visite, interventi, PMA), cattive condizioni delle strutture, difficoltà nel rapporto con medici di famiglia e pediatri, deficit e costi dell’assistenza residenziale e domiciliare, criticità per costi, limitazioni e indisponibilità dei farmaci, documentazione sanitaria incompleta o inaccessibile, lentezza nella procedura di riconoscimento della invalidità e dell’handicap, maggiori criticità nella rete dell’emergenza-urgenza. Sono queste le principali questioni che emergono dal XIX Rapporto Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, presentato oggi a Roma, dal titolo “Servizio sanitario nazionale: accesso di lusso” e che si basa su 21.493 segnalazioni giunte nel corso del 2015 al PiT Salute nazionale e ai PiT Salute locali e sezioni territoriali del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

  • Fonte gravinalife.it

    Malattie rare, Emiliano convoca le associazioni

    Questa mattina un confronto con gli operatori del settore per verificare lo stato dell'arte

    Gravina - venerdì 16 dicembre 2016
    Comunicato Stampa
     
    Lo stato dell'arte delle Malattie Rare in Puglia e l'analisi delle risposte sanitarie in campo e della ricerca scientifica. Con questo obiettivo il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha convocato, per venerdì prossimo 16 dicembre alle ore 16.00, tutti i firmatari del "Patto di intesa a favore della ricerca e dell'assistenza ai bambini e alle persone con malattia rara" (CoReMar, Aress Puglia, Associazioni di volontariato, Università pugliesi, ASL, Ospedali, Pediatri e Medici di famiglia). Il patto, ricordiamo, è stato siglato il 20 febbraio 2015 e poi consolidato a febbraio 2016 con la sottoscrizione del Piano Operativo 2015-2018, il documento che identifica e rende operativi gli strumenti più avanzati dell'assistenza e mette le basi per una piattaforma logica di connessione tra i luoghi della ricerca e quelli della "care" partendo dai bisogni espressi dalle persone con malattia rara e dalle loro famiglie.

  • Fonte quotidiano sanita.it

    Transitional care. Ecco il progetto per percorsi di cura mirati dall’infanzia all’età adulta

    Domani all’Istituto Superiore di Sanità a Roma verrà presentato il plan. Alcune realtà regionali sono state denominate sedi di sperimentazione con il fine di fornire informazioni utili alla rimodulazione degli strumenti, via via saranno prodotti, e di progettarne di nuovi. Al momento le regioni coinvolte sono la Puglia, le Marche e il Piemonte.

    14 DIC - Il 15 dicembre presso l’Istituto Superiore di Sanità a Roma verrà presentato il progetto denominato “Transitional care”. Nasce dall’esigenza di assicurare dei percorsi di cura con una corretta transizione dall’età pediatrica all’età adulta.

    Di fronte a un progressivo aumento di pazienti affetti da patologie croniche in età adolescenziale (circa il 15-18% degli adolescenti secondo dati Unicef del 2012 sono affetti da patologie croniche, di questi circa 8-900.000 da una sola patologia, 100-150.000 da due patologie) e a una maggior durata di sopravvivenza di bambini affetti da patologie croniche di varia origine e/o sintomatologia, non c’è stato il pari sviluppo di adeguate competenze della medicina per l’adulto.

  • Fonte sanita24.ilsole24ore.com   16 nov 2016

    in parlamento

    I nuovi Lea approdano in Parlamento. Esame entro il 5 dicembre

    di Barbara Gobbi

    Dopo mesi di attesa, approdano oggi in Parlamento, alle commissioni Igiene e Sanità del Senato e alla Affari sociali della Camera, i nuovi Livelli essenziali di assistenza che riscrivono l’elenco delle prestazioni erogate ai pazienti in regime Ssn, gratuitamente o dietro pagamento di ticket. L’esame, da calendario, dovrà concludersi entro il 5 dicembre; intanto i pareri delle commissioni I e V sono attesi per il 29 novembre.

  • Fonte sanita24.ilsole24ore.com

    Aifa: Remuzzi verso la presidenza. Domani Melazzini sarà Dg

    di L.Va.

    ANTICIPAZIONE.Domani pomeriggio showdown delle Regioni, riunite in conferenza straordinaria, sui vertici Aifa. Sarà formalizzata la nomina di Mario Melazzini - già presidente - a direttore generale dell’Agenzia, in sostituzione di Luca Pani, che ha presentato le sue dimissioni in anticipo rispetto alla scadenza di metà novembre.

    Per la presidenza, il nome in pole position nella rosa dei papabili è quello del prof. Giuseppe Remuzzi, nefrologo di “chiara fama”, classe ’49 e docente presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell'Università degli Studi di Milano.

    Una vita tra ricerca e ospedale
    Dal 1996 al 2013, Remuzzi, ha ricoperto l'incarico di Direttore del Dipartimento Pubblico-Privato di Immunologia e Clinica dei Trapianti di Organo (collaborazione tra Ospedali Riuniti di Bergamo e Istituto Mario Negri), dal 1999 è direttore dell'U.O. di Nefrologia e Dialisi e dal 2011, Direttore del Dipartimento di Medicina dell'Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII (ex Ospedali Riuniti) di Bergamo.
    Fin dall'inizio della sua attività, Remuzzi ha affiancato al lavoro clinico in Ospedale un'intensa attività didattica e di ricerca. Da quando l'Istituto Mario Negri ha aperto la sua sede a Bergamo, ha coordinato tutte le attività di ricerca della sede di Bergamo dell'Istituto Mario Negri e dal 1992 del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” a Ranica (BG).

  •  Fonte quotidianosanita.it 

     I nuovi Lea sbarcano in Parlamento. Da oggi all’esame delle commissioni sanità di Camera e Senato

     Il Dpcm sbarca nelle commissioni Igiene e Sanità del Senato e Affari sociali della Camera. Dalla revisione dei nomenclatori di protesi e prestazioni specialistiche, passando per l’aggiornamento dell’elenco delle malattie rare e quelle croniche. E poi ancora nuovi vaccini, screening neonatale, endometriosi, celiachia, autismo, Pma e appropriatezza prescrittiva. VAI ALLO SPECIALE LEA

     

    16 NOV - Arrivano in Parlamento dopo una lunga gestazione i nuovi Livelli essenziali di assistenza, ovvero le prestazioni sanitarie garantite dal Ssn. Parte oggi in sede consultiva nelle commissioni Igiene e Sanità del Senato e Affari sociali della Camera l’esame del Dpcm approvato in Conferenza Stato-Regioni e  che sostituisce l’ultimo aggiornamento fatto nel 2001.

  • Fonte pagina99.it

    16 novembre 2016

    Malattie rare, un business da 200 miliardi di euro

    Nel 2020, i trattamenti per questo tipo di patologie con i cosiddetti farmaci orfani rappresenteranno oltre il 20% delle vendite delle medicine da prescrizione

    Angela Simone

    Se una malattia colpisce alcune persone al mondo, non c’è interesse delle aziende farmaceutiche a sviluppare farmaci e terapie perché, è facile intuirlo, pochi pazienti corrispondono a pochi guadagni. La realtà fino a qualche anno fa era esattamente questa, motivo per cui spesso ci si riferiva alle malattie rare come malattie “orfane”, orfane appunto di investimenti, ricerca e cure. L’unica strada percorribile era quindi creare condizioni favorevoli, a più livelli, perché le aziende potessero accettare la scommessa di imbarcarsi nel processo lungo e costoso dello sviluppo di un potenziale farmaco.

    La strada l’ha aperta il governo statunitense nel 1983 con l’Orphan Drugs Act, seguito poi negli anni successivi da leggi in tutto il mondo (per esempio nel 1993 in Giappone). In Europa a fine dicembre 1999 è stato promulgato il Regolamento europeo n.141/2000 sui prodotti medicinali orfani che, così come la legge americana, stabilisce criteri per la designazione di un farmaco orfano e i relativi incentivi di cui può beneficiare.

    Dall’entrata in vigore di queste leggi, il business attorno ai farmaci per malattie rare è cresciuto esponenzialmente. Un’analisi del 2012 di Thomson Reuters, intitolata The economic power of orphan drugs sottolineava che il mercato mondiale dei farmaci orfani alla fine del 2011 valeva circa 80 miliardi di dollari, pari quasi al 6% del mercato globale farmaceutico, stimato sugli 880 miliardi di dollari, con un trend di crescita continuo.

    Secondo una recente analisi, tra le più utilizzate nel settore, Orphan Drug Report 2015 di EvaluatePharma, il mercato totale dei farmaci orfani raggiungerà i 178 miliardi nel 2020, con un aumento dell’11,7% per anno dal 2015 al 2020 (quasi il doppio della previsione dell’aumento di mercato dei farmaci non orfani, previsto attorno al 5,9% per anno).

  • Fonte ilsecoloxix.it

    14 novembre 2016

    Sanità, il ministro Lorenzin: «Massima attenzione al Gaslini»

    Genova - «Il Gaslini ha avuto un contributo eccezionale insieme con altre due strutture. C’è stata la massima attenzione da parte del governo, io personalmente lo scorso anno ho dato uno stanziamento da parte del ministeroproprio per riconoscere il valore di questa struttura ospedaliera, di quello che fa in Italia»: lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in visita a Genova per incontrare il governatore della Liguria, Giovanni Toti, e in un secondo momento i vertici dell’ospedale pediatrico.

    Il ministro ha spiegato che «tenevo particolarmente a visitare il Gaslini, questa regione ha degli Irccs estremamente importanti che uniti anche al San Martinosono diventati una rete di riferimento internazionale per le malattie rare. Ricordo che questo è un momento di congiuntura positiva: non soltanto abbiamo una legge di bilancio che porta 2 miliardi in più al sistema sanitario nazionale, ma abbiamo in approvazione in Parlamento anche i nuovi livelli essenziali di assistenza in cui, con un vincolo di stanziamento di 800 milioni della scorsa legge di bilancio, c’è il riconoscimento di altre 118 malattie rare, una grande notizia per i pazienti.

  • Lea e nomenclatore protesi alle Camere, un mese per ok definitivo

    Gallo (Coscioni), stralciare 12 dispositivi dal nomenclatore

    ROMA

     Lea e nomenclatore protesi alle Camere, un mese per ok definitivo © ANSA

     Entro meta' dicembre i Lea assieme al nuovo nomenclatore tariffario completeranno il loro iter. Il provvedimento aggiorna l'elenco dei Livelli essenziali di assistenza che e' la lista delle cure assicurate gratuitamente in tutta Italia dopo 15 anni dall'ultimo aggiornamento e i livelli di assistenza protesica dopo 17 anni.

  • Fonte pagina99.it

    13 novembre 2016

    Una terapia genica “soddisfatti o rimborsati”

    Si chiama Strimvelis. È la cura per Ada-Scid, una malattia rara fino a ieri incurabile. Che costringe a vivere in una bolla. Costa 594 mila euro. Ma solo se il malato guarisce

    Angela Simone

    Dal numero dipagina99 in edicola il 12 novembre 2016

    594 mila euro. Questo è il prezzo negoziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), l’ente che fissa per l’Italia regimi di rimborsabilità e prezzi di vendita dei medicinali per uso umano, per la prima terapia genica con cellule staminali disponibile al mondo. La storia della terapia, che oggi ha il nome commerciale Strimvelis, inizia nel 1995, con i primi studi all’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica (oggi Sr-Tiget) per mettere a punto quella che sembrava essere una promettente tecnica per curare soprattutto le malattie rare.

  • Biogen punta a un rapido lancio del nuovo farmaco anti atrofia muscolare spinale
    Oggi le speranze di Biogen (e di tutta la comunità SMA) per una veloce commercializzazione di nusinersen, il primo trattamento per la cura dell'atrofia muscolare spinale, sono state considerevolmente rafforzate dai nuovi dati di uno studio di Fase 3 che mostrano un miglioramento statisticamente significativo nella funzione motoria nei pazienti con un forma di SMA caratterizzata da una insorgenza tardiva dell'indebolimento muscolare caratteristico della malattia.
  • Fonte: Giornale di Sicilia

    Cronache della Salute  > INNOVAZIONE

    Malattie genetiche rare, nuove diagnosi al Cervello di Palermo

     
    PALERMO. Gli addetti ai lavori la chiamano sbrigativamente Ngs.

    Dietro questa sigla si nasconde la Next Generation Sequencing, un'apparecchiatura di alta tecnologia che sta rivoluzionando lo studio della genomica e della biologia molecolare.

  • Fonte ADNKRONOS

    Malattie rare, Giustozzi (Dossetti): manca una legge nazionale

    Per i pazienti una corsa ad ostacoli

    MEDICINA
     
    Malattie rare, Giustozzi (Dossetti): manca una legge nazionale
     

    "Bisogna avere un confronto non tanto sulle parole ma sui fatti. Oggi il nostro Paese non ha una legge per le malattie rare e ha un piano nazionale delle malattie rare che è scaduto. La Francia è già al terzo". Lo afferma Claudio Giustozzi, segretario generale dell’Associazione Dossetti, da anni al fianco delle persone affette da malattie rare, intervenuto in Vaticano alla presentazione della XXXI Conferenza Internazionale sul tema: 'Per una Cultura della Salute accogliente e solidale a servizio delle Persone affette da patologie rare e neglette', in programma dal 10 al 12 novembre.

  • Al via rete 'Dr House' per le malattie rare, 670mila italiani colpiti

    Società medicina interna, +20% casi in reparti in ultimi anni

    Redazione ANSA ROMA

     

     I pazienti con malattie rare sono, in realtà, sempre meno rari: sono infatti aumentati almeno del 15-20%, negli ultimi anni, i malati affetti da tali patologie che arrivano nei reparti di medicina interna degli ospedali, e ciò perchè alla malattia rara si associano spesso altri disturbi che spingono il paziente a rivolgersi all'internista. Casi spesso complessi con sintomi variegati e difficili da inquadrare e che richiedono allo specialista delle competenze multidisciplinari: per questo, nasce la rete dei 'Doctor House' per le malattie rare, con l'obiettivo di arrivare a diagnosi e cure più immediate nei reparti ospedalieri.
        Il nuovo network, battezzato 'SIMI-IMAGINE' (SIMI to IMprove the diAGnosIs and treatmeNt of rare disEases), è promosso dalla Società italiana di medicina interna (Simi) ed è stato lanciato in occasione del recente congresso nazionale della società scientifica a Roma. L'obiettivo è appunto migliorare la diagnosi e la gestione di questi malati aumentando anche la conoscenza delle malattie rare, caratterizzate tuttora da scarsa informazione, grande varietà di forme e soprattutto un'alta complessità assistenziale. Si tratta di circa 5000 patologie, che complessivamente riguardano oltre l'1% della popolazione, più di 670.000 persone. E la stima potrebbe essere al ribasso, visto che i Registri Regionali non coprono tutto il territorio e di conseguenza il Registro Nazionale delle Malattie Rare non ha dati precisi. Le malattie rare, "così definite perché hanno una prevalenza pari a 5 casi ogni 10.000 persone, e quelle ultrarare, con prevalenza inferiore a un caso ogni 100.000 persone, rappresentano un problema sociale e assistenziale crescente - spiega Franco Perticone, presidente SIMI -. Sono infatti spesso croniche e fortemente invalidanti, richiedono specifiche esigenze assistenziali e si associano perciò a costi sanitari e sociali elevati; soprattutto, sono spesso difficili da riconoscere e non hanno terapie note o richiedono cure con farmaci orfani, ovvero non distribuiti dall'industria farmaceutica perché destinati a un numero troppo esiguo di persone. Alcune, inoltre, possono comparire anche in età adulta e spesso si associano ad altre patologie internistiche, dalle malattie cardiovascolari a quelle metaboliche. Per tutti questi motivi i malati rari che giungono alla nostra osservazione sono in aumento e per questo - chiarisce - abbiamo deciso di avviare un network dedicato alla loro gestione". Queste malattie, prosegue l'esperto, "non di rado coinvolgono più organi, perciò richiedono una competenza diagnostica multidisciplinare, alla 'dottor House' appunto".
        Il network mira dunque ad evitare il ritardo diagnostico di mesi o anni che spesso sopportano i pazienti e, grazie anche ad eventi per la formazione dei medici su specifiche patologie, sottolinea la Simi, la rete dei 'Doctor House' servirà a garantire ad un numero sempre maggiore di pazienti una maggior accuratezza diagnostica e quindi l'avvio di un percorso di cura adeguato. 


    Fonte ansa.it
    URL http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2016/11/06/ansa-via-rete-dr-house-malattie-rare670mila-italiani-colpiti_9f4f9e36-3fd2-4eac-b5b3-d7e61696d955.html

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