Terapie


  • pharmastar.it

    Anatomo-patologi: "Così scopriamo le mutazioni rare dei tumori. Ogni anno in Italia 10mila pazienti hanno bisogno di terapie mirate"

    Giovedi 27 Giugno 2019  Redazione

    Anatomo-patologi: "Così scopriamo le mutazioni rare dei tumori. Ogni anno in Italia 10mila pazienti hanno bisogno di terapie mirate" 
    Al via il "Progetto Vita" che coinvolge 10 centri. Il Dott. Mauro Truini, presidente SIAPEC-IAP: "È il primo screening di questo tipo rivolto alle alterazioni molecolari poco frequenti nelle neoplasie, diffuse soprattutto nelle persone più giovani". Le prospettive della biopsia liquida nel monitoraggio e nella diagnosi precoce

    Permette di smascherare, all’interno dei tumori, mutazioni genetiche rare che oggi, nella maggior parte dei casi, non vengono individuate. Si chiama “Progetto Vita”, è il primo al mondo di questo tipo e coinvolge 10 centri pilota di anatomia patologica su tutto il territorio nazionale: è un nuovo approccio tecnologico di analisi molecolare e la sua completa attivazione consentirà di selezionare per terapie mirate più di 10.000 casi di cancro ogni anno in Italia, caratterizzati da alterazioni rare. 

  • pharmastar.it

    Emofilia A, turoctocog alfa pegol di Novo Nordisk ottiene l'approvazione europea

    Venerdi 21 Giugno 2019  Redazione

      La Commissione europea ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio a Esperoct (turoctocog alfa pegol) per l'uso in adolescenti di 12 anni e oltre e adulti con emofilia A. 

    Mads Krogsgaard Thomsen, il Chief science officer  di Novo Nordisk, che è l’azienda che ha sviluppato il farmaco, ha osservato "siamo sicuri che Esperoct fornirà alle persone con emofilia A un regime di dosaggio semplice, meno oneroso e prevedibile per la profilassi e il trattamento degli episodi emorragici, con conseguente miglioramento della qualità della vita".

  • pharmastar.it

    Malattie infiammatorie croniche intestinali, importanza della continuità delle cure

    Mercoledi 19 Giugno 2019  Emilia Vaccaro

    I pazienti con malattia infiammatoria cronica intestinale sono spesso non aderenti al trattamento interrompendo la continuità delle cure. Uno studio presentato alla Digestive Disease Week di San Diego ha evidenziato che la discontinuità delle cure è associata a esiti peggiori, tra cui riacutizzazioni, aumento dell'uso dell’immunomodulatore o del biologico, ospedalizzazione e chirurgia. 

    Lo studio presentato alla DDW2019 fa riferimento alla situazione americana. L’autore Shirley Cohen-Mekelburg, MD, dell'Università del Michigan, Ann Arbor ha precisato durante la presentazione che: "Il sistema sanitario degli Stati Uniti è caratterizzato da una sostanziale frammentazione, con pazienti che perseguono e ricevono cure da più fornitori. Questa frammentazione nella cura ha portato a duplicazione nei test, aumento dell'utilizzo e scarsi risultati della malattia cronica. Sebbene esistano interventi di coordinamento della cura, sono stati meno focalizzati su pazienti con condizioni complesse che richiedono il coordinamento con specialisti", inclusa l'IBD. 

  • pharmastar.it

    Beta talassemia, nuove conferme a lungo termine per efficacia della terapia genica #EHA19

    Lunedi 17 Giugno 2019  Redazione
      Annunciati ad Amsterdam dove si è appena chiuso il congresso europeo di ematologia (EHA) i risultati aggiornati dello studio di Fase 1/2 Northstar (HGB-204), ormai concluso, e nuovi dati ottenuti dagli studi clinici di fase III Northstar-2 (HGB-207) e Northstar-3 (HGB-212) condotti con la terapia genica per la beta talassemia trasfusione dipendente. Questa terapia, appena approvata in Europa, si basa su cellule autologhe CD34+ che codificano il gene della ββA-T87Q globina nel trattamento di pazienti affetti da β-talassemia trasfusione-dipendente (TDT).


  • LeScienze.it

    Un'unica arma contro polio e raffreddore

    12 giugno 2019

    Illustrazione di enterovirus D68 (© SPL/AGF)

      I picornavirus, una grande famiglia di virus che comprende i patogeni responsabili di infezioni che vanno dal raffreddore alla poliomielite, hanno tutti un punto debole a cui si lega un composto chimico sperimentale
     
      Nell'involucro esterno dei picornavirus, una famiglia di virus che comprende gli agenti patogeni del comune raffreddore e della poliomielite, c'è un punto debole che potrebbe essere sfruttato a scopi terapeutici.

      Questi virus, per infettare una cellula, hanno infatti bisogno di cambiare leggermente forma, e questo cambiamento può essere impedito con un composto chimico che ne irrigidisce l'involucro esterno. Ne riferiscono sulle pagine di "PLOS Biology" Rana Abdelnabi dell’Università di Leuven, in Belgio e colleghi finlandesi.

  • pharmastar.it

    Beta talassemia, approvata in Europa la prima terapia genica

    Lunedi 3 Giugno 2019  Redazione

    Via libera della Commissione europea per la prima terapia genica della beta talassemia trasfusione dipendente. Sviluppato dalla biotech americana bluebirdbio, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Zynteglo.

    Via libera della Commissione europea per la prima terapia genica della beta talassemia trasfusione dipendente. Sviluppato dalla biotech americana bluebirdbio, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Zynteglo. L'approvazione è condizionata alla produzione di ulteriori dati clinici a supporto dell'efficacia e della sicurezza del farmaco.

  • pharmastar.it

    Tumore del pancreas: olaparib raddoppia la sopravvivenza senza progressione nei pazienti con mutazione BRCA

    Domenica 2 Giugno 2019  Redazione

    Per la prima volta un trattamento di mantenimento nel tumore del pancreas metastatico migliora la sopravvivenza libera da progressione. Si chiama olaparib, inibitore dell'enzima PARP, e, nei pazienti con mutazione dei geni BRCA1 e/o BRCA2 (gBRCAm), ha ridotto del 47% il rischio di progressione della malattia. Lo dimostrano i dati dello studio POLO presentato all'ASCO e pubblicato sul NEJM.

    Per la prima volta un trattamento di mantenimento nel tumore del pancreas metastatico migliora la sopravvivenza libera da progressione. Si chiama olaparib, un inibitore dell’enzima PARP, e, nei pazienti con mutazione dei geni BRCA1 e/o BRCA2 (gBRCAm), ha ridotto del 47% il rischio di progressione della malattia. 

  • ansa.it

    Tumori pediatrici, speranze da un nuovo farmaco 'personalizzato'

    Funziona nei bambini malati con particolari mutazioni geniche

    Redazione ANSA CHICAGO 01 giugno 2019 15:17
    Studio presentato al Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) © Ansa

      E' in sperimentazione una nuova arma per combattere i tumori dei bambini: si tratta di un farmaco 'personalizzato' che ha dimostrato di ridurre la massa tumorale, e in alcuni casi di eliminarla del tutto, in bambini malati che presentano particolari mutazioni geniche. Il farmaco, dunque, agisce appunto in modo 'personalizzato' sulla base della mutazione genica del singolo paziente. Lo studio relativo alla nuova molecola entrectinib è stato presentato al Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco).

  • ansa.it

    Tumore polmone,immunoterapia può quadruplicare sopravvivenza

    Come primo trattamento in malattia avanzata

    Redazione ANSA CHICAGO 01 giugno 2019  14:31

    (ANSA) - CHICAGO, 1 GIU - L'immunoterapia con la molecola pembrolizumab - approccio mirato a riattivare il sistema immunitario per combattere il cancro - ha quadruplicato la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule avanzato rispetto all'era pre-immunoterapia se utilizzata come trattamento iniziale (23,2% contro 5,5%).


  • adnkronos.com

    Nuova speranza per cancro al seno

     MEDICINA Pubblicato il: 01/06/2019 15:56
    Nuova speranza per cancro al seno

    Un terapia potrebbe dare una nuova speranza alle donne colpite da tumore del seno e migliorare significativamente la sopravvivenza globale, fino al 70%. Lo dimostra lo studio di fase III Monaleesa-7, in cui l'Italia ha avuto un ruolo importante, che ha valutato la molecola ribociclib, in associazione alla terapia endocrina come trattamento iniziale in donne in pre e peri-menopausa con tumore della mammella avanzato o metastatico HR+/HER2- (positivo per i recettori ormonali e negativo per il recettore 2 del fattore umano di crescita epidermica). I risultati sono stati anticipati in una conferenza stampa al congresso dell'Asco (American Society of Clinical Oncology), in corso a Chicago, e contestualmente pubblicati simultaneamente sul 'New England Journal of Medicine'.


  • aboutpharma.com

    Tumori, da uno studio italiano la possibilità di potenziare l’immunoterapia

    I ricercatori del Cio di Siena hanno dimostrato che nei pazienti con melanoma, la sequenza di guadecitabina (un agente ipometilante) e ipilimumab (un immunoterapico), migliora la capacità del sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. I risultati saranno presentati all'Asco

    potenziare l’immunoterapia

    Rendere il tumore visibile al sistema immunitario per poi eliminarlo. Potenziare l’immunoterapia insomma. È la strategia che da tempo persegue il Centro di immuno-oncologia (Cio) del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, diretto da Michele Maio, che sta portando avanti uno studio pioneristico per cercare di aumentare il numero di pazienti che rispondono positivamente all’immunoterapia. I ricercatori del Cio hanno infatti dimostrato che nei pazienti con melanoma, la sequenza di guadecitabina (un agente ipometilante) e ipilimumab (un immunoterapico), migliora la capacità del sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. I risultati dello studio Nibit-M4 saranno presentati in anteprima mondiale all’Asco (American Society of Clinical Oncology) di Chicago e sono frutto della ricerca sostenuta da Airc e dalla Fondazione Nibit, Network Italiano per la bioterapia dei tumori.


  • ansa.it

    Cresce uso biotecnologie in ortopedia, nuova arma di cura

    Ortopedici, a breve 35% pazienti eviterà l'intervento chirurgico

    Redazione ANSA ROMA 23 maggio 2019 17:26

    (ANSA) - ROMA, 23 MAG - Cresce l'uso delle biotecnologie nel trattamento dell'artrosi precoce: la terapia con farmaci biologici rallenta infatti la degenerazione articolare e ritarda la sostituzione con protesi. È quanto emerge dal 50/mo Congresso degli Ortopedici Ospedalieri d'Italia (Otodi) in corso a Sorrento: a breve, affermano gli esperti, "il 35% dei pazienti eviterà l'intervento chirurgico" ma l'invito è quello di rivolgersi solo a medici specialisti. L'uso delle biotecnologie in ortopedia, sottolinea l'Otodi, "continua a dare risultati soddisfacenti e il numero dei pazienti che ha evitato l'intervento chirurgico nel 2018 è in continua crescita".


  • ansa.it

    Dalla ricerca nuove 'sveglie' per le staminali del sangue

    Per aumentare il numero di trapianti contro linfomi e mielomi

    Redazione ANSA MILANO 23 maggio 2019 15:34

  • pharmastar.it

    Dolore in pazienti con artropatia emofilica, si cercano metodi alternativi per gestirlo

    Mercoledi 22 Maggio 2019  Davide Cavaleri

    Una complicanza grave dell'emofilia è quella del sanguinamento articolare ripetuto, che si traduce in una compromissione dell’articolazione e in un danno permanente, una condizione che prende il nome di artropatia emofilica. Il trattamento del dolore ad essa correlato è una questione non semplice e la ricerca si concentra su metodi alternativi per gestirlo. 

    Se non è possibile invertire il processo di artropatia emofilica una volta che è iniziato, secondo Stacy Croteau del Boston Children's Hospital, il modo migliore per gestirlo è rallentarne la progressione. «E una strategia importante per farlo è migliorare la sostituzione del fattore profilattico», ha affermato. 

  • ansa.it

    Crescono i problemi della vista, triplicheranno entro il 2025

    Per la maculopatia ancora 2 pazienti su 3 non hanno cure adeguate

    Redazione ANSA ROMA 22 maggio 2019 18:54
    Crescono i problemi della vista, triplicheranno entro il 2025 © Ansa

       Dalla cataratta al distacco di retina, fino al glaucoma, i circa 7.000 medici oculisti presenti in Italia ogni anno salvano la vista a un milione e 300mila persone. Entro il 2025 il numero di chi soffre di queste malattie è destinato a triplicare ma, ancora oggi, per una patologia grave come la maculopatia, quasi 2 pazienti su 3 non hanno accesso alle terapie o lo hanno solo in parte. A lanciare l'allarme, il presidente della Società Oftalmologica Italiana (Soi) Matteo Piovella, in occasione della conferenza stampa presso la sala Nassirya del Senato.
        "A causa dell'allungamento della vita e dei sempre maggiori stress a cui l'occhio è sottoposto attraverso il lavoro al computer, aumenta il numero di problemi alla vista", commenta il presidente Soi Matteo Piovella. "Spesso però, per la troppa burocrazia e le poche risorse, le cure a cui i pazienti hanno accesso non sono le migliori". Particolarmente problematica è la cura della maculopatia, che colpisce una persona su 3 dopo i 70 anni, riducendone l'autonomia e la qualità della vita. 


  • pharmastar.it

    Retinopatia diabetica, le nuove cure sono meno invasive

    • Giovedi 16 Maggio 2019  Redazione
        Si è svolto ieri a Napoli, presso la Sala Capri del Grand Hotel Santa Lucia, il convegno “Edema Maculare Diabetico. Nuove prospettive terapeutiche e percorsi gestionali integrati: quality of life del paziente e opportunità del SSR”. L’evento, organizzato da MA Provider, con il contributo non condizionato di SIFI, ha coinvolto specialisti, rappresentanti delle istituzioni e associazioni pazienti per una sinergia volta a individuare nuovi percorsi clinico-gestionali per l’accesso a innovative soluzioni terapeutiche. 
      
       Durante il Convegno, ampio spazio è stato riservato all’analisi clinica e farmacologica e alle valutazioni economico-sanitarie dell’Edema Maculare Diabetico, al fine di stimolare il dibattito tra tutti gli attori di sistema, per evidenziare la reale importanza della diagnosi tempestiva ed individuare i migliori percorsi gestionali regionali a tutela del paziente con EMD. 

  • pharmastar.it

    Malattie infiammatorie croniche intestinali, a Pisa un percorso multidisciplinare al servizio dei pazienti

       Nelle gestione dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali è importante un approccio multidisciplinare. Per questo motivo presso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (AOUP) è stata istituita una "IBD unit" che coinvolge numerose figure professionali tra cui gastroenterologi, chirurghi, nutrizionisti, psicologi, enterostomisti, radiologi che lavorano insieme in team per una migliore gestione del paziente. Questo modello, adottato da anni sia in altri centri italiani che all’estero è stato discusso oggi in un convegno che si è tenuto all’hotel San Ranieri di Pisa e dal titolo “Approccio multidisciplinare alla malattia di Crohn complicata”. 

  • agenziafarmaco.gov.it

    Attivazione Registro ORKAMBI

    Pillole dal Mondo n. 1647 17/05/2019

      L’Agenzia Italiana del Farmaco informa gli utenti dei Registri di Monitoraggio che, facendo seguito alla comunicazione del 23/06/2017, a partire dal 15/05/2019 è presente sulla piattaforma web il Registro del medicinale ORKAMBI per la seguente indicazione terapeutica: 

    • Trattamento della fibrosi cistica (FC), in pazienti di età pari o superiore a 12 anni omozigoti per la mutazione F508 del gene CFTR. 

     


  • pharmastar.it

    Osteomielite cronica non batterica pediatrica, nuovi dati di efficacia da pamidronato, da confermare

    Mercoledi 15 Maggio 2019  NC

     
      Risultati preliminari di un report pubblicato su The Journal of Rheumatology suffragherebbero l’efficacia di un vecchio bisfosfonato, il pamidronato, nel ridurre, a 2 anni, l’attività clinica e radiologica in pazienti pediatrici con diagnosi di osteomielite cronica non batterica estesa, anche se ci sono stati casi di refrattarietà della condizione di malattia attiva come pure di recidive di malattia dopo remissione documentata nel periodo di osservazione considerato (2 anni).

    Se confermati, tali risultati potrebbero gettare nuova luce nel trattamento di questa condizione.

  • telethon.it  NEWS DALLA RICERCA

    Tigem: trovato un possibile approccio terapeutico per le malattie mitocondriali

     Pubblicato su EMBO Molecular Medicine, lo studio potrebbe avere importanti ricadute anche nella malattia di Parkinson

     gruppo studio TIGEM   Dall’Istituto Telethon di genetica e medicina di Pozzuoli (Tigem) arriva un nuovo approccio terapeutico per le malattie mitocondriali e potenzialmente per molte malattie neurodegenerative a grande diffusione come quella di Parkinson: è quanto emerge dallo studio pubblicato su EMBO Molecular Medicine dai gruppi di ricerca del Tigem guidati da Brunella Franco, professore ordinario di Genetica medica presso il dipartimento di Scienze mediche traslazionali dell'Università "Federico II" di Napoli e da Sandro Banfi, professore associato di Genetica medica presso il dipartimento di Medicina di precisione dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli.