Trapianti

  • quotidianosanita

    Ospedale Gaslini: salvata bambina affetta da cardiopatia congenita e grave malformazione polmonare mediante ‘autotrapianto’

    Candidata a trapianto di cuore e polmone, la bambina era stata rifiutata da 6 centri trapianto nazionali ed internazionali per l’estrema gravità e fragilità delle sue condizioni. Per prima è stata recuperata la funzionalità del cuore, in seguito quella dei polmoni, attraverso l’assistenza in ECMO e quattro interventi innovativi ad altissima complessità. Si parla di ‘autotrapianto’, spiegano dal Gaslini, in quanto non potendo fare ricorso a un trapianto di polmone classico, è stato prelevato tessuto autologo. Oggi la bambina è tornata a casa.

    27 MAR - "Un’equipe multidisciplinare e multiprofessionale composta da rianimatori, cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici perfusionisti e fisioterapisti dell’Istituto Giannina Gaslini ha salvato una bambina affetta da cardiopatia congenita e grave malformazione polmonare, realizzando - per la prima volta in letteratura su paziente pediatrico - un'autotrapianto polmonare'". È quanto si legge in una nota dell'Istituto Gaslini di Genova.

  • ansa.it

    Fegato in metastasi, salvo con il frammento dell'organo di un donatore

    Prima volta intervento 'composto', trapianto e poi rimozione

    Redazione ANSA PADOVA 05 marzo 2019 15:17



  • ansa.it

    Nata la prima bambina grazie all'utero di una donatrice deceduta

    In Brasile. Finora solo con trapianti da donatrici viventi

    Redazione ANSA ROMA 05 dicembre 2018  18:33
    La donna, di 32 anni, aveva ricevuto il trapianto nel 2016 © Ansa

         E' sana e sta bene la prima bambina nata da una madre a cui era stato trapiantato l'utero di una donatrice morta. La donna, di 32 anni, aveva ricevuto il trapianto nel 2016, a San Paolo in Brasile, e poi dopo un trattamento di fertilità, ha dato alla luce la bimba nel dicembre 2017. A riportarlo è la Bbc.
        Nel mondo ci sono già stati 39 trapianti di utero da donatrice vivente, tra cui diverse madri che lo hanno donato alle proprie figlie, e hanno portato alla nascita di 11 bambini.
        Questo è invece il primo caso riuscito di nascita dopo trapianto da donatrice morta: i 10 fatti precedentemente erano infatti falliti o avevano portato ad un aborto spontaneo. Nel caso della donna brasiliana, affetta dalla sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser (che porta alla mancata formazione di vagina e utero), la donatrice di utero, quarantenne, era morta dopo un'emorragia cerebrale.