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 fonte quotidianosanita.it

Farmaci omeopatici. Comitato Bioetica chiede nuove etichette: “Si scriva preparato di efficacia non convalidata e senza indicazioni terapeutiche approvate”

Per il Comitato nazionale per la bioetica l'attuale dicitura “medicinale omeopatico” seguita dalla frase “senza indicazioni terapeutiche approvate” non sembra sufficiente ad assicurare la necessaria trasparenza informativa e il rigore che sono un "pre-requisito essenziale per la commercializzazione di qualsiasi farmaco". Da qui la richiesta di modifica dell'etichettatura In vista del rinnovo dell'Aic di tutti i medicinali omeopatici entro il 30 giugno 2017. IL DOCUMENTO

11 MAG - "L'attuale dicitura 'medicinale omeopatico' seguita dalla frase 'senza indicazioni terapeutiche approvate' non sembra sufficiente ad assicurare la necessaria trasparenza informativa e il rigore che sono un pre-requisito essenziale per la commercializzazione di qualsiasi farmaco".

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Fonte eurordis.org

Come migliorare i programmi d’uso compassionevole per garantire ai pazienti un accesso precoce ai farmaci

Position paper di EURORDIS sull’uso compassionevole

EURORDIS-Rare Diseases Europe ha pubblicato un nuovo position paper sull'uso compassionevole, sollecitando l'adozione di misure che possano cambiare le possibilità di accesso a nuovi farmaci da parte dei malati attraverso i Programmi di Uso Compassionevole (PUC).

Nell'ambito dei PUC, i farmaci che non hanno ancora ricevuto l'autorizzazione all’immissione in commercio saranno resi disponibili ai malati come alternativa terapeutica al trattamento di patologie gravi e irreversibili o di condizioni di malattia che pongono il paziente in pericolo di vita.

Nel position paper, EURORDIS presenta diverse proposte politiche come possibili soluzioni per migliorare l'uso compassionevole in Europa.

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Fonte aboutpharma.com

Programma nazionale Hta, online il nuovo modello per segnalare le tecnologie sanitarie

Sul sito dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) uno strumento per indicare e descrivere le tecnologie che saranno analizzate dalla Cabina di regia nazionale per l’Health technology assessment, con l’obiettivo di definire le priorità

Un nuovo modello online per la segnalazione delle tecnologie sanitarie da proporre per la valutazione nell’ambito del Programma nazionale di Health technology assessment (Hta). È quanto rende disponibile sul proprio sito l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). A darne notizia è un news pubblicata sul sito del ministero della Salute.

“L’Hta – ricorda il ministero –  è un approccio multidisciplinare che analizza le implicazioni di una tecnologia attraverso la valutazione di più dimensioni quali l’efficacia, la sicurezza, i costi, l’impatto sociale e organizzativo.

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Comunicato di RMR onlus

::"Area patologia": un nuovo servizio di Ass. RMR onlus.



    L'Ass. RMR , partendo da un gruppo di condizioni rare chiamate lipodistrofie, ha creato un nuovo servizio  chiamato "Area Patologia" nel proprio sito ReteMalattieRare.it .
    In questa Area l' utente registrato può trovare informazioni mediche, centri di riferimento, articoli, link utili e può essere messo in contatto, previa autorizzazione firmata, con altri genitori e pazienti coinvolti nella medesima condizione o malattia rara.

    I servizi dell' Associazione RMR onlus sono essenzialmente offerti alle famiglie ed ai pazienti che non hanno in Italia una specifica associazione di riferimento. Queste informazioni e questi strumenti hanno il fine di aiutare e stimolare queste persone a fare rete tra loro.

    Il termine “lipodistrofia” identifica un gruppo eterogeneo di sindromi caratterizzate da una generalizzata o parziale perdita di tessuto adiposo sottocutaneo che comporta una riduzione proporzionale dell'ormone leptina e si associa alla deposizione di grasso in sedi anomale.

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Sanità digitale: l’Italia spende 1,27 miliardi ma gli investimenti calano

La ricerca dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano evidenzia una minore spesa nel 2016 sulla digitalizzazione dell'healthcare. Tra i servizi digitali più utilizzati dai cittadini, l’accesso alle informazioni sulle strutture sanitarie (32%), seguito dalla prenotazione online di esami e di visite (22%)

In Italia la spesa pubblica per digitalizzare la sanità è di 1,27 miliardi di euro. L’investimento, relativo al 2016 e pari all’1,1% della spesa sanitaria complessiva (21 euro per abitante), è leggermente inferiore rispetto al 2015, quando per innovare l’healthcare attraverso il digitale erano stati spesi 1,34 miliardi. Il numero emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, presentata il 4 maggio a Milano durante il convegno “La Sanità alla rincorsa del cittadino digitale”.

I risultati evidenziano che 870 milioni di euro sono stati spesi dalle strutture sanitarie (-6%), 310 milioni direttamente dalle Regioni (-3%), 72 milioni dagli oltre 47 mila medici di medicina generale (1.538 euro per medico, con un aumento del 3% rispetto al 2015) e 16,6 milioni direttamente dal ministero della Salute (-8%).

Tra i riscontri positivi messi in luce dallo studio c’è la continuazione del percorso di digitalizzazione di base delle aziende sanitarie, con la cartella clinica elettronica che rappresenta l’ambito di investimento più significativo: 65 milioni di euro nel 2016 (in leggero incremento rispetto a quanto rilevato sul 2015, pari a 64 milioni). Quanto ai servizi digitali offerti ai cittadini, nel 2016 sono stati investiti 14 milioni: l’80% delle strutture offre già – direttamente o tramite soluzioni regionali – il download dei referti via web, il 61% prenotazione delle prestazioni via internet. Dalle Regioni arrivano segnali incoraggianti sui piani di sviluppo del fascicolo sanitario elettronico e sulle riforme sanitarie.

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