Notizie su Malattie Rare e Salute

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pharmastar.it

CAR T-cells dell'ospedale Bambino Gesù: presente e futuro di una terapia made in Italy

  • Martedi 6 Febbraio 2018  Alessandra Terzaghi
     

Nei giorni scorsi l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha annunciato di aver trattato con successo un bambino di 4 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta con le CAR T-cells, cellule T del paziente modificate in laboratorio in modo da far loro esprimere un recettore chimerico capace di riconoscere un antigene presente sulla superficie delle cellule tumorali. Approfondiamo la notizia con un'intervista al professor Bruno Dallapiccola, Direttore Scientifico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, presso il quale si è svolta la ricerca e la sperimentazione.

    La notizia ha avuto grande risonanza sui media, in primo luogo perché il bimbo è il primo paziente italiano trattato con questo tipo di immunoterapia cellulare nell'ambito di uno studio accademico, non sponsorizzato da un’industria, e poi perché le cellule modificate i ricercatori del Bambino Gesù se le sono ‘fatte in casa’. 

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adnkronos.com

Impiantato microchip sotto la retina contro la cecità, prima volta in Italia

 MEDICINA

Impiantato microchip sotto la retina contro la cecità, prima volta in Italia

L'équipe guidata da Marco Codenotti durante l'intervento

E' un microchip di circa 3 millimetri e 1.600 sensori ed è in grado di restituire una visione indipendente, senza la necessità di supporti esterni come telecamere o occhiali. Un vero e proprio modello di retina artificiale, impiantato all'ospedale San Raffaele di Milano "per la prima volta in Italia", fanno sapere dalla struttura del gruppo ospedaliero San Donato. La protesi sottoretinica hi-tech è stata utilizzata su una donna non vedente che ora "sta bene ed è stata dimessa dall'ospedale", dopo il delicato intervento durato quasi 11 ore, condotto da un'équipe di specialisti in chirurgia vitreoretinica e oftalmoplastica dell'Unità di Oculistica, diretta da Francesco Maria Bandello. L'operazione è stata interamente finanziata da Banca Mediolanum.

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popsci.it

Nuovo sistema miniaturizzato libera farmaci nel cervello con precisione millimetrica

HI-TECH  Feb 02, 2018 

(Reuters Health) – Un sistema miniaturizzato messo a punto per liberare farmaci nel cervello con precisione millimetrica: si tratta di una innovativa strumentazione di dimensioni molto ridotte capace di erogare, con estrema precisione, volumi di farmaco inferiori al millimetro nelle aree cerebrali, riferiscono i ricercatori statunitensi i cui studi in merito sono pubblicati sulla rivista Translational Medicine. “La somministrazione locale di farmaci nelle diverse aree del cervello non solo è fattibile, ma potrebbe persino trovare impiego per il trattamento di condizioni croniche – spiegano Michael J. Cima e colleghi del Massachusetts Institute of Technology – Questo sistema a rilascio controllato da ‘remoto’ potrà consentire la somministrazione mirata di più farmaci con tossicità sistemica minima e tempi di terapia ridotti”.

Il sistema MiNDS

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Epilessia di nuova diagnosi, eslicarbazepina QD utile opzione per monoterapia di prima linea negli adulti

Sabato 3 Febbraio 2018  Giorgio Ottone

Secondo uno studio pubblicato online su "Epilepsy", eslicarbazepina acetato, con la sua formulazione unum/die (QD), offre un'utile opzione per la monoterapia di prima linea in pazienti adulti con epilessia di nuova diagnosi e crisi a esordio focale.

Secondo uno studio pubblicato online su “Epilepsy”, eslicarbazepina acetato, con la sua formulazione unum/die (QD), offre un'utile opzione per la monoterapia di prima linea in pazienti adulti con epilessia di nuova diagnosi e crisi a esordio focale.

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pharmastar.it 

Shire potrebbe cambiare terapia immunodeficienze 

Shire si è aggiudicata in anticipo un prodotto sperimentale che potrebbe un giorno sostituire le infusioni endovenose (IV) di anticorpi concentrati, che vengono somministrati ai pazienti con immunodeficienze congenite per potenziarne il sistema immunitario.

Shire si è aggiudicata in anticipo un prodotto sperimentale che potrebbe un giorno sostituire le infusioni endovenose (IV) di anticorpi concentrati, che vengono somministrati ai pazienti con immunodeficienze congenite per potenziarne il sistema immunitario.

L’azienda britannica leader nelle malattie rare ha annunciato di aver ottenuto in licenza un candidato autoimmune preclinico di AB Biosciences, progettato per migliorare le immunoglobuline per via endovenosa o IVIg. 

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