Notizie su Malattie Rare e Salute

Notizie dal WEB selezionate dallo Staff di RMR su Medicina, Salute, Genetica, Chirurgia, Malattie Rare, Farmaci, Bioetica e Nuove Tecnologie.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Fonte sanita24.ilsole24ore.com

Cronicità al 40%, poca prevenzione e gap Nord-Sud: ecco l’Italia delle cure raccontata dal 14° Report Osservasalute. Ricciardi: «Sostenibilità a rischio, rivedere i criteri di esenzione»

di Barbara Gobbi

La cronicità è la prima delle emergenze di salute che gravano sulla popolazione e comprimono il nostro servizio sanitario nazionale. Basti pensare che circa il 40% (il 39,1%, per la precisione) degli italiani ha almeno una malattia cronica, mentre il 23,7% (il 2% in più rispetto al 2011) è multi cronico, con il conseguente carico di spesa - anche solo a guardare quella che va in medicinali - che questa condizione comporta. Ma la cronicità è solo un aspetto, per quanto fondamentale, dei tanti che descrivono lo stato della salute e dell’assistenza in Italia. Non meno importanti, sono l’ampliarsi della forbice Nord-Sud, con riflessi drammatici sull’aspettativa di vita - al Sud è molto più alta la mortalità prematura prima dei 70 anni - e l’accentuarsi degli squilibri sociali.
È un prisma a molte facce quello raccontato dal 14° Rapporto Osservasalute , curato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane e presentato al Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma. Un termometro utile anche per testare la temperatura del federalismo sanitario, che dal 2001 sta segnando il destino di un’Italia a più velocità nell’accesso a cure e assistenza. Tra luci e ombre, come si dice. Nel complesso, il ritratto che emerge è quello di una realtà italiana alle prese con una popolazione sempre più vecchia, con diminuzione di nascite sotto il tasso di sostituzione. E dove gli stili di vita non migliorano, mentre peggiora la prevenzione.

Gli effetti del federalismo sanitario. «È innegabile - spiega infatti il direttore dell’Osservatorio Walter Ricciardi - che il nostro Ssn ha ottenuto risultati lusinghieri e può vantare evidenti miglioramenti delle condizioni di salute della popolazione. Altrettanto innegabili sono i suoi fallimenti: non è stata risolta la “questione Meridionale” e si sono acuiti i divari sociali. Per citare solo alcuni numeri - continua Ricciardi - nel 2015 la spesa sanitaria pro capite si attesta, mediamente, a 1.838 euro: è molto più elevata a Bolzano (2.255 euro) e decisamente inferiore nel Mezzogiorno, in particolare in Calabria i cui abitanti possono contare su 1.725 euro.

Leggi tutto: Cronicità al 40%, poca prevenzione e gap Nord-Sud: ecco l’Italia delle cure raccontata dal 14°...

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Fonte pharmastar.it

Cannabis terapeutica: legale e rimborsata in 11 Regioni. Servono regole chiare e informazione

AMRER, l'Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna ha promosso nell'ambito del primo Convegno italiano "Cannabis terapeutica e dolore cronico", la Tavola rotonda "Cannabis terapeutica: una possibile risposta al dolore cronico".

In Italia l’uso della cannabis terapeutica è legalizzato dal 2013. Oggi sono 11 le Regioni italiane nelle quali la cannabis per uso medico è a carico del Servizio Sanitario Regionale, tra queste l’Emilia Romagna. Una legge regionale e una delibera di Giunta hanno dato indicazioni in merito ai preparati vegetali a base di cannabis nel territorio emiliano-romagnolo. Tutto questo mentre è stata autorizzata da gennaio 2017 la produzione di Stato della cannabis terapeutica (Fm2) da parte dell’Istituto chimico e farmaceutico militare di Firenze.

I pazienti, in particolare i pazienti reumatici afflitti spesso da dolore cronico, come i fibromialgici, sono confusi; manca un’adeguata conoscenza sull’argomento anche da parte di medici e farmacisti e le notizie, che in molti reperiscono sul web, sono frammentarie e il più delle volte non corrette.

AMRER, l’Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna, ancora una volta si è fatta portavoce di un bisogno non soddisfatto e ha promosso nell’ambito del primo Convegno italiano “Cannabis terapeutica e dolore cronico”, la Tavola rotonda “Cannabis terapeutica: una possibile risposta al dolore cronico”.

Grande l’affluenza di pubblico ed esperti del settore all’incontro, il cui obiettivo è stato quello di aprire un confronto tra tutti i protagonisti della filiera regionale coinvolti su questo importante tema di salute pubblica per dare risposte e indirizzi chiari ai pazienti.

Leggi tutto: Cannabis terapeutica: legale e rimborsata in 11 Regioni. Servono regole chiare e informazione

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Fonte NEGRINEWS 174

SALUTE E INTERNET

Come verificare la qualità delle informazioni mediche

Sempre più italiani ricercano informazioni in Internet riguardo a patologie di cui soffrono loro stessi o i loro cari, ai farmaci da assumere, alle strutture dove eseguire una prestazione sanitaria. Il ruolo dei social nell’alimentare la diffusione del fenomeno non privo di rischi come dimostrano le bufale pseudoscientifiche e gli atteggiamenti di chi considera una mera opzione la differenza tra ciò che è vero e ciò che non lo è. Un decalogo per aiutare a muoversi con cognizione di causa nel riconoscere la fondatezza o meno dal punto di vista medico-scientifico di quello che circola in Rete.

    La ricerca di informazioni mediche in Internet è una pratica sempre più diffusa tra i cittadini italiani. GFK stimava (maggio 2016) in oltre 11,5 milioni di italiani (corrispondente al 25% della popolazione adulta) la quota di coloro che si affidano alla Rete per cercare informazioni sulle patologie di cui loro stessi o i loro cari soffrono, sui farmaci da assumere o sui centri dove eseguire una prestazione sanitaria. Per certe patologie croniche come il diabete la percentuale sale al 74% (indagine di Medipragma).  I social media assumono poi un ruolo importante nella ricerca delle informazioni se (indagine Medipragma) ad essi si affida circa un paziente diabetico su due. I social media hanno contribuito ad alimentare il fenomeno diffondendo in maniera virale bufale pseudoscientifiche come quelle che mettono in relazione le vaccinazioni infantili con gli episodi di autismo (smontate a più riprese dalla letteratura scientifica). L’Oxford Dictionary ha coniato il nuovo termine ‘post-truth’ (in italiano ‘post-verità’) per descrivere l’atteggiamento di chi considera alla stregua di una mera opzione la differenza tra ciò che è vero e ciò che non lo è, e spaccia argomenti sensati o meno a seconda dei propri fini e dei propri interessi del momento, senza preoccuparsi di effettuare una verifica. Come riconoscere quindi un’informazione medico/sanitaria affidabile reperita in Internet o sui social media da una potenzialmente falsa o infondata?

   Dieci regole che possono aiutare
Il seguente decalogo (peraltro applicabile quasi per intero anche a informazioni ottenute attraverso la stampa tradizionale e la TV) può aiutare.

Leggi tutto: SALUTE E INTERNET: Come verificare la qualità delle informazioni mediche

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Fonte aboutpharma.com

Big data, si va verso il cloud computing, ma manca la sicurezza

Secondo alcune ricerche compiute da Deloitte a TrapX, il 94% dei 5600 ospedali americani è stato soggetto ad attacchi dei pirati informatici. Obiettivo principale il cloud dei dati sanitari. Anche da Genova, in occasione del XVII Convegno dell'Associazione Italiana Ingegneri Clinici, viene lanciato l'allarme contro i crimini informatici.

Il futuro dell’immagazzinamento dei big data è il cloud, considerato molto più sicuro dei normali server di storage attualmente in uso in molte aziende (ospedaliere e non solo). Ma il tema della sicurezza è cruciale e c’è chi mette in guardia. “Mentre avanza ‘the internet of things’ (IoT) e la quantità di oggetti comuni connessi cresce quotidianamente, aumentano anche esponenzialmente il numero di apparati in chiaro che dall’interno di un ospedale possono inviare dati sensibili. Questi dati sono allo stato attuale ancora senza protezioni e quindi disponibili al furto da parte di chi possa farne un uso criminale”, ha dichiarato Antonio Cisternino, ricercatore in informatica biomedica all’Università di Pisa da Genova in occasione del XVII Convegno dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici.

Qualche anno fa comperare qualcosa online era considerato pericoloso per via del possibile furto dei dati connessi ai bancomat o ai profili bancari. Oggi il mercato nero dei dati clinici dei pazienti è considerato venti volte più prezioso di quelle delle carte di credito e non esistono attualmente sistemi di sicurezza completamente affidabili per il riconoscimento del furto ‘in atto’ del dato. L’allarme – lanciato nei mesi scorsi a livello internazionale da varie ricerche, da Deloitte a TrapX – ha stimato che circa il 94% dei 5600 ospedali americani è stato soggetto ad attacchi dei pirati informatici: i due maggiori cyberattacchi ai cloud di due reti mediche statunitensi, Banner Health e a Newkirk, hanno generato il furto di dati medici di oltre sette milioni di cittadini americani ed oggi questa deriva della criminalità informatica sta inesorabilmente arrivando anche in Europa e in Italia, con hackers che rubano dati con scopi di “riscatto digitale” (“se rivuoi i tuoi dati, paga“) ma che nel futuro potrebbero rivendere i dati a compagnie private, se non addirittura utilizzarli per una mappatura internazionale dei trend epidemiologici e clinici.

Leggi tutto: Big data, si va verso il cloud computing, ma manca la sicurezza

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Fonte http://www.ansa.it

Malati 'invisibili' senza diagnosi,a Genova rinasce speranza

Paziente guida comitato: con nuovo centro rivincita vita

 Redazione ANSA GENOVA