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adnkronos.com

Collirio da cordone ombelicale contro glaucoma

Brevettato da scienziati dell’Università di Bologna, dimostrato in studi preclinici in vitro, ex vitro e in vivo

 FARMACEUTICA Pubblicato il: 13/05/2019 15:41

Collirio da cordone ombelicale contro glaucoma
  Un collirio, derivato dal sangue del cordone ombelicale donato dalle neomamme, per il trattamento del glaucoma, il 'ladro silenzioso della vista' che produce un progressivo deterioramento del campo visivo e può portare fino alla cecità . Lo ha brevettato un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna, dopo che il suo effetto neuroprotettivo è stato dimostrato in studi preclinici in vitro, ex vitro e in vivo. Il nuovo prodotto si basa sulle proprietà del sangue contenuto nel cordone ombelicale. Al suo interno, infatti, gli studiosi hanno individuato una serie di fattori di crescita in grado di contrastare il glaucoma. E gli stessi effetti riparativi potrebbero essere efficaci anche su altri tipi di malattie degenerative oculari.

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LeScienze.it
13 maggio 2019

Una stampa 3D per produrre tessuti per i trapianti

Una stampa 3D per produrre tessuti per i trapianti Una nuova tecnica ha permesso di creare dei modelli di organo in grado di funzionare, grazie anche a un colorante alimentare di uso comune. I ricercatori che l'hanno ideata, hanno reso la tecnologia open source per accelerare i progressi in questo settore, letteralmente vitale, della medicinadi Starre Vartan / Scientific American

Ogni giorno negli Stati Uniti una media di 18 persone muore in attesa di un trapianto d’organo. Gli organi donati sono difficili da trovare, ed è per questo che molti scienziati hanno trascorso gli ultimi due decenni cercando di creare da zero fegati, reni, cuori o polmoni nuovi. Un modo potenziale per creare strutture così delicate è la stampa 3D con materiali biologicamente compatibili, o biostampa, che ora avrebbe prodotto modelli funzionali di tessuti polmonari ed epatici, con l’aiuto di un ingrediente non convenzionale: un colorante alimentare.

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telethon.it  NEWS DALLA RICERCA

Tigem: trovato un possibile approccio terapeutico per le malattie mitocondriali

 Pubblicato su EMBO Molecular Medicine, lo studio potrebbe avere importanti ricadute anche nella malattia di Parkinson

 gruppo studio TIGEM   Dall’Istituto Telethon di genetica e medicina di Pozzuoli (Tigem) arriva un nuovo approccio terapeutico per le malattie mitocondriali e potenzialmente per molte malattie neurodegenerative a grande diffusione come quella di Parkinson: è quanto emerge dallo studio pubblicato su EMBO Molecular Medicine dai gruppi di ricerca del Tigem guidati da Brunella Franco, professore ordinario di Genetica medica presso il dipartimento di Scienze mediche traslazionali dell'Università "Federico II" di Napoli e da Sandro Banfi, professore associato di Genetica medica presso il dipartimento di Medicina di precisione dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli.

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ansa.it

'Fiocchi' di grafene controllano l'attività del cervello

Selettivi e sicuri, aprono a terapie per le malattie neurologiche

Redazione ANSA 13 maggio 2019 09:57
'Fiocchi' di grafene interferiscono con l'attività dei neuroni eccitatori del cervello (fonte: Denis Scaini, SISSA) © Ansa

 Minuscoli 'fiocchi' realizzati con il materiale delle meraviglie, il grafene, possono controllare l'attività del cervello interferendo con la trasmissione del segnale dei neuroni eccitatori che attivano altri neuroni. Questi nanomateriali, selettivi, sicuri e dall'effetto reversibile, potranno aprire nuovi scenari nella ricerca di terapie contro malattie neurologiche come l'epilessia. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Nano Letters dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste, condotto in collaborazione con le università di Trieste, Manchester e Strasburgo nell'ambito dell'iniziativa europea Graphene Flagship. 

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quotidianosanita.it

Liste d’attesa. Ancora poca trasparenza nelle informazioni ai cittadini da parte di Regioni e Asl. Il report di Gimbe

La Fondazione Gimbe ha effettuato un monitoraggio sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa da parte di Regioni e Aziende sanitarie. Solo 9 Regioni dispongono di portali interattivi, ma nessuna fornisce informazioni sia sul rispetto dei tempi massimi di attesa, sia per ciascuna prestazione l'indicazione della prima disponibilità per il cittadino con i tempi di attesa delle strutture eroganti. IL REPORT 

13 MAG - "Il Piano Nazionale di Governo delle Liste d'attesa (Pngla) 2010-2012 aveva previsto, a garanzia della trasparenza e dell’accesso alle informazioni su liste e tempi di attesa, un monitoraggio annuale sistematico della loro presenza sui siti web di Regioni e Province Autonome e di Aziende sanitarie. Tali informazioni, secondo quanto previsto dal successivo “decreto trasparenza”, dovrebbero essere rese pubblicamente disponibili a tutti i cittadini con l'obiettivo di favorire il controllo diffuso sull'operato delle Istituzioni e sull'utilizzo delle risorse pubbliche",
 
Parte da questa premessa un nuovo studio della Fondazione Gimbe finalizzato a fotografare la situazione nelle Regioni e nelle Asl a poco meno di tre mesi dall'approvazione del nuovo Piano nazionale fortemente voluto dal Ministro della Salute, Giulia Grillo per cui sono stati stanziati in Manovra 350 mln in tre anni. Il nuovo Piano prevede tempi massimi per garantire le prestazioni di ricovero e ambulatoriali che se non verranno rispettati daranno la possibilità al cittadino di ottenere la prestazione in intramoenia pagando solo il ticket. E poi il rispetto dei tempi di attesa sarà tra gli obiettivi dei Dg che se non li raggiungeranno rischieranno la perdita del posto. Inoltre, in caso di superamento del rapporto tra l’attività in libera professione e in istituzionale sulle prestazioni erogate e/o di sforamento dei tempi di attesa massimi già individuati dalla Regione, si attua il blocco dell’attività libero professionale, fatta salva l’esecuzione delle prestazioni già prenotate.

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