×

Attenzione

EU e-Privacy Directive

Questo sito si serve di cookie per gestire autenticazione, navigazione e altre funzioni. Servendoti del nostro sito acconsenti al collocamento di questo tipo di cookie sul tuo dispositivo.

Visualizza la ns. Informativa Estesa.

Visualizza la normativa europea sulla Privacy.

Visualizza la documentazione GDPR

Hai rifiutato i cookie. Questo diniego può essere revocato.

quotidianosanita.it 15 febbraio 2019

Ricciardi: “Abbiamo oltrepassato il livello di guardia, e con il regionalismo differenziato sarà peggio”

15 FEB - “Gli scenari sono critici. Quasi un italiano su due ha una forma di cronicità, soprattutto questo fenomeno diventa ancora più critico alla luce dell’aumento delle diseguaglianze: essere cronico al Nord è profondamente diverso che esserlo al Sud. Ma non solo, tutto questo si acuisce a causa delle differenze economico sociali, nel senso chi ha più soldi riesce a garantirsi assistenza, ma nel Sud anche chi ha meno difficoltà economiche riesce a colmare il gap che sta diventando strutturale. Un ulteriore segnale di allarme che lanciamo”.

Così Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane ha commentato gli scenari emersi dal focus cronicità di Osservasalute.

 
“Abbiamo raggiungo un livello di preoccupante criticità – ha sottolineato – anche perché le risorse messe a disposizione per una popolazione così strutturata non erano sufficienti neanche per garantire i Lea del 2007 figuriamoci per quelli del 2017. Abbiamo oltrepassato il livello di guardia, quindi bisogna aumentare le risorse a disposizione del sistema in maniera significativa. E poi bisogna cambiare i livelli di governance. Quello che serve è una collaborazione più forte tra Stato e Regioni e una migliore modalità di gestione delle Regioni. Aspetti che in questo momento vedo difficili da realizzare: soldi non ce ne sono e il rapporto tra Stato e Regioni mi sembra diventi sempre più difficile”.

  
E con il possibile arrivo dell’autonomia differenziata tutto sarà ancora più complesso. “Già adesso gli indicatori sono estremamente differenziati in futuro sarà come abitare in Paesi diversi. Una differenziazione che non avrà pari rispetto a tanti Paesi civilizzati. Le differenze tra le regioni sono sotto gli occhi di tutti, immaginiamo quindi cosa potrà avvenire quando per alcune Regioni ci sarà la possibilità di ritagliarsi finanziamenti modalità organizzative, di incentivazione, di reclutamento. Questo è un anno cruciale e le non scelte determineranno effetti che si prolungheranno per lungo tempo”. 

15 febbraio 2019


Fonte: quotidianosanita.it
URL: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?approfondimento_id=12569