Vaccini

  • agi.it/salute

    Con i vaccini a mRNA ci si protegge anche dalle zecche

    I ricercatori hanno sviluppato un potenziale vaccino che potrebbe proteggere dalle malattie derivanti dai morsi di zecche, come il morbo di Lyme e la malattia da virus Powassan

    AGI - Si chiama 19ISP, è un nuovo vaccino a mRNA che potrebbe proteggere dai morsi di zecche e dalla trasmissione della malattia di Lyme, un’infezione trasmessa da questi acari.

     Questo incoraggiante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, condotto dagli scienziati del National Cancer Institute, che hanno utilizzato dei porcellini d’India per testare il vaccino.

    Il team, guidato da Andaleeb Sajid, ha sviluppato un potenziale vaccino che potrebbe fungere da protezione e da sistema di allerta precoce per i morsi di zecca e le malattie ad essi associati, come il morbo di Lyme e la malattia da virus Powassan. Questi disturbi sono sempre più comuni nel Nord America e in Europa, osservano gli scienziati. 


  • pharmastar.it

    Sclerosi multipla, possibile comparsa di recidive post-vaccino anti-COVID-19. Necessario un attento periodo di osservazione dopo la somministrazione 

    Per i pazienti affetti da sclerosi multipla (SM), è necessario pianificare e predisporre un rigoroso periodo di osservazione nel periodo successivo all'inoculazione del vaccino anti-COVID-19. 

    Lunedi 1 Novembre 2021  Arturo Zenorini

    Per i pazienti affetti da sclerosi multipla (SM), è necessario pianificare e predisporre un rigoroso periodo di osservazione nel periodo successivo all’inoculazione del vaccino anti-COVID-19. Possono infatti manifestarsi, con una certa frequenza, casi di recidiva della malattia che nessitano di un intervento medico tempestivo per il ripristino di un pieno recupero. È il messaggio principale che emerge da un articolo – pubblicato online su “Frontiers of Neurology” - che riporta una serie di 16 casi clinici di questo tipo osservati in un periodo di quattro mesi in pazienti regolarmente seguiti in quattro Centri italiani per la SM.

    Più esattamente, il periodo preso in esame era compreso tra marzo e giugno 2021 e i Centri SM che hanno preso parte alla raccolta dati sono stati quelli ospitati nelle seguenti strutture: Ospedale Sant’Andrea – Sapienza Università di Roma; Dipartimento di Neurologia Clinica – Ospedale Universitario SS. Annunziata di Chieti; Dipartimento di Neurologia – Ospedale Fabrizio Spallanzani di Frosinone; Dipartimento di Neuroscienze – Ospedale S. Camillo-Forlanini di Roma.


  • pharmastar.it

    Ok del CHMP per vaccino anti pneumococcico 15- valente coniugato

    Martedi 19 Ottobre 2021

    Il Comitato per i Prodotti medicinali ad uso umano (CHMP) dell’EMA ha raccomandato l’approvazione del Vaccino antipneumococcico 15-valente coniugato per l’immunizzazione attiva per la prevenzione della malattia invasiva e della polmonite causati da Streptococcus pneumoniae in soggetti dai 18 anni di età.

    La raccomandazione del CHMP sarà ora esaminata dalla Commissione Europea per l’autorizzazione alla commercializzazione nell’Unione Europea e la decisione finale è attesa entro la fine dell’anno.


  • ansa.it

    Covid:allergico a vaccino fa inoculazione in ospedale Mestre

    All'Angelo usata la 'vaccinazione frazionata'

    Redazione ANSA  VENEZIA 18 ottobre 2021 16:46 
     © EPA


  • ansa.it

    Funziona nei topi il vaccino 'jolly' contro i coronavirus

    Utile per prevenire future pandemie

    Redazione ANSA 11 ottobre 2021 10:14
    In verde particelle del coronavirus responsabile della Mers su cellule di cammello (fonte: NIAID, Colorado State University) © Ansa

    Sperimentato con successo nei topi un vaccino 'jolly' efficace contro piu' tipi di coronavirus: nei primi test di laboratorio ha dimostrato di stimolare la produzione di anticorpi neutralizzanti non solo contro SarsCov2 (il virus della Covid-19), ma anche contro SarsCoV1 (responsabile della sindrome respiratoria acuta grave, Sars) e altri tre coronavirus simili derivanti da pipistrelli e pangolini. I risultati sono pubblicati su Journal of Experimental Medicine dai ricercatori dell'Universita' di Osaka, in Giappone.


  • quotidianosanita.it

    Terza dose. Ok per tutti gli over 60 e i fragili. Ecco la nuova circolare del Ministero

    Pronta la nuova direttiva ministeriale anticipata oggi in conferenza stampa dal direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. Rezza ha specificato che comunque, nonostante il parere favorevole di Ema, per il momento non si prevede che la terza dose sia estesa a tutta la popolazione over 18 “anche perché molti giovani sono stati vaccinati poco tempo fa e non hanno bisogno di una dose di richiamo”. LA CIRCOLARE.

     direttore generale della Prevenzione Gianni Rezza

    08 OTT - "Alla luce delle ultime deliberazioni di EMA via libera alla terza dose (booster) di vaccino per i fragili di ogni età e per tutti gli over 60 sempre dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione", è quanto prevede la nuova circolare del ministero della Salute diramata in serata.
     
    Che il ministero stesse pensando a una nuova circolare lo aveva anticipato oggi pomeriggio in conferenza stampa lo stesso direttore generale della Prevenzione Gianni Rezza rispondendo a una domanda di Quotidiano Sanità sull'orientamento del Governo italiano rispetto alla terza dose di richiamo del vaccino anti Covid dopo il parere favorevole di Ema a somministrarla a tutta la popolazione over 18.


  • ansa.it

    Primo vaccino antimalarico per bambini. L'Oms: 'Svolta storica'

    Per l'uso di massa in Africa subsahariana e in altre zone a rischio. Tedros: 'Salverà ogni anno decine di migliaia di bambini'

    Redazione ANSA ROMA 07 ottobre 2021 12:20
    Primo vaccino antimalarico per bambini. © ANSA  L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha raccomandato oggi l'impiego di massa del primo vaccino antimalarico per i bambini, che potrà essere usato in particolare in Africa subsahariana e in altre zone a rischio. "E' un momento storico. Il vaccino antimalarico tanto atteso per i bambini è un progresso per la scienza, la salute infantile e la lotta contro la malaria", ha dichiarato in una nota il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.


  • quotidianosanita.it

    Vaccini Covid. Ema: “A fine maggio ok a Pfizer per adolescenti”. Semaforo verde dell’Agenzia a seconda dose dopo 42 giorni

    L’Agenzia europea del farmaco ha fatto oggi il punto sui vaccini anti Covid. In linea con quanto deciso dal Governo italiano Ema ha confermato la possibilità di fare la seconda dose di Pfizer fino a 42 giorni. E poi l’annuncio che il vaccino Pfizer preso sarà approvato anche per la fascia di età 12-15 anni come già fatto dalla Fda Usa.

    Marco Cavaleri, responsabile della strategia dei vaccini dell'Ema

    12 MAG - “La raccomandazione inclusa nelle informazioni del prodotto riporta un intervallo di tre settimane, perché questo è l'intervallo che è stato studiato nello studio clinico che ha portato all'approvazione di questo vaccino. In ogni caso, è importante sottolineare che nel test clinico la seconda dose poteva essere somministrata in una finestra fino a 42 giorni. Ciò significa che in alcuni casi la seconda dose è stata somministrata molto più tardi di 3 settimane di distanza e all'interno dell'intervallo dei 42 giorni”. Lo ha dichiarato Marco Cavaleri, responsabile della strategia dei vaccini dell'Ema, in conferenza stampa.
     
    “Questi elementi - ha aggiunto Cavaleri - sono riportati nelle informazioni sul prodotto e da questa prospettiva possiamo considerare che somministrare la seconda dose in un intervallo prolungato fino a 42 giorni non sarebbe una deviazione dalla raccomandazione e non verrebbe considerato come un uso del vaccino fuori dalle condizioni autorizzate. Certamente, se la proposta è andare oltre 42 giorni, questo sarebbe contro. Ma rimanere in questo intervallo non dovrebbe essere un grosso problema”.


  • osservatoriomalattierare.it

    Angiola incalza il Governo “Priorità vaccinali a malati rari e loro caregiver: serve attenzione e trasparenza”

    L'interrogazione chiedeva l'accesso al documento che identifica i codici di malattia rara prioritari. Il deputato: "Per ora risposta deludente da parte del Ministero"

    Autore: Ilaria Vacca 15 Aprile 2021
    On. Angiola incalza il Governo “Priorità vaccinali a malati rari e loro caregiver: serve attenzione e trasparenza”

     Si è svolta ieri, mercoledì 14 aprile, la seduta della Commissione Affari Sociali, l’interrogazione a risposta immediata presentata dagli On. Bologna e  Angiola (Misto) dedicata al tema della priorità vaccinale per i malati rari, le persone con disabilità e i loro caregiver. Durante l’interrogazione, disponibile in versione integrale su Facebook, Angiola ha ribadito la necessità della priorità vaccinale ai malati rari ad alta complessità di cura e ai loro caregivers, al di là dei codici di esenzione. Ha ricordato la necessità del coinvolgimento dei centri di riferimento per le malattie rare, ove presenti.

    "Ove non siano presenti i centri di riferimento - prosegue l'interrogazione - è opportuno che chiunque venga indicato per la presa in carico vaccinale sul territorio di residenza del malato raro si confronti con il centro di riferimento della malattia rara presente eventualmente in altra regione o Nazione, oppure con il coordinamento regionale malattie rare della propria regione."


  • agi.it/salute

    Ecco come saranno somministrati i vaccini in farmacia 

    Il protocollo prevede percorsi differenziati, preferibilmente "in apposita area esterna", congrui intervalli tra un appuntamento e l'altro, e un addetto al primo soccorso sempre presente

     aggiornato alle 07:29 

    "La campagna di vaccinazione è la vera chiave per chiudere questa stagione così difficile - ha sottolineato il ministro Speranza - oggi facciamo un altro importante passo avanti per renderla più veloce e capillare".

    Come si svolgeranno le somministrazioni in farmacia


  • quotidianosanita.it

    Vaccini Covid. Governo e Regioni ai ferri corti. Lunedì vertice per cambio di passo. Ma i dati, finora, danno ragione a Draghi: ognuno è andato per conto proprio. Ecco tutti i numeri

    di C.F.

    In alcune regioni si è vaccinato il 100% degli ospiti delle Rsa e in altre si è fermi al 58%. In alcune regioni più di 4 over 80 su 10 non hanno ancora ricevuto la prima dose. E se oltre il 70% dei sanitari è già stato immunizzato con due dosi in alcuni casi deve ancora ricevere la prima dose il 45% degli operatori. Anche per la scuola la situazione è molto difforme: rispetto a una media di quasi il 60% di vaccinati con la prima dose ci sono realtà dove siamo fermi al 20% o peggio. Insomma c’è molto da lavorare per quella svolta che tutti si aspettano a partire da aprile

    27 MAR - Lunedì ci sarà l’atteso chiarimento tra Governo e Regioni per condividere le prossime mosse per affrontare con una maggiore condivisione di obiettivi e modalità la fase clou della campagna vaccinale contro il Covid che dovrebbe finalmente spiccare il volo durante il mese di aprile con l’obiettivo ribadito anche ieri da Draghi di fare almeno 500mila vaccinazioni al giorno.
     
    Ma da dove partiamo e perché quelle frecciate di Draghi all’indirizzo delle Regioni, accusate di andare ognun per sé e in alcuni casi di privilegiare non ben indentificate categorie piuttosto che le persone più fragili, ovvero gli ultra ottantenni indicati al primo posto insieme agli operatori sanitari nella prima fase della campagna?
     
    Per capirlo abbiamo oggi a disposizione dati abbastanza dettagliati di come siano andate le cose fino ad oggi. Dati forniti dal Governo che al momento non sono contestati dalle Regioni che però hanno finora replicato all’unisono che il vero problema è stato finora la mancanza di vaccini e che in ogni caso non bisogna fare di tutta un’erba un fascio perché le cose non sono poi andate nello stesso modo dappertutto.


  • quotidianosanita.it

    Vaccini Covid. In GU il nuovo decreto del Ministero della Salute con l’aggiornamento del piano

    Il decreto è composto da due parti: da un lato si recepisce il piano stratetigico dello scorso 12 dicembre 2020, sul quale il Parlamento aveva approvato le relative risoluzioni, e che era stato successivamente adottato con il decreto del Ministero della Salute del 2 gennaio 2021; mentre dall'altro contiene il documento con le raccomandazioni ad interim sui gruppi target da vaccinare in via prioritaria del 10 marzo 2021 sul quale era già stata resa un'informativa in sede di Conferenza unificata Stato Regioni. IL DECRETO

    26 MAR - Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 marzo il decreto del Ministero della Salute con l'aggiornamento del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Sars-Cov-2 con le raccomandazioni ad interim sui gruppi target da vaccinare in via prioritaria.
     
    Il decreto è composto da due parti: da un lato si recepisce il piano stratetigico dello scorso 12 dicembre 2020, sul quale il Parlamento aveva approvato le relative risoluzioni, e che era stato successivamente adottato con il decreto del Ministero della Salute dello scorso 2 gennaio 2021; mentre dall'altro contiene il documento con le raccomandazioni ad interim sui gruppi target da vaccinare in via prioritaria dello scorso 10 marzo 2021 sul quale era già stata resa un'informativa in sede di Conferenza unificata Stato Regioni.


  • quotidianosanita.it

    A Padova le prime due bambine nate in Italia già con gli anticorpi contro il Coronavirus. Ambedue figlie di donne medico vaccinate

    “Le due bambine sono le prime in Italia nelle quali sono stati isolati gli anticorpi su sangue neonatale alla nascita – sottolinea il dottor Gianfranco Juric Jorizzo, responsabile dell’équipe del servizio di Medicina Prenatale della Ulss 6 Euganea – infatti gli studi internazionali, ad oggi, si sono basati solamente sugli anticorpi del cordone ombelicale”.

    26 MAR - A Padova le prime due bambine italiane nate già con gli anticorpi contro il Coronavirus. Una è Anna, venuta al mondo il 9 marzo, e l'altra Valentina affacciatasi alla vita il 16 marzo, figlie di due donne medico di Padova.

    La notizia l'ha data oggi la Ulss 6 Euganea sulla sua pagina facebook. "Anna Parolo, nostra immunologa, 36 anni, e Valeria Bernardi ginecologa di 37 anni, hanno dato alla luce le loro bimbe Valentina e Anna, dopo aver ricevuto al terzo trimestre di gravidanza il vaccino contro il Covid-19".
     
    “Le due bambine sono le prime in Italia nelle quali sono stati isolati gli anticorpi su sangue neonatale alla nascita – sottolinea il dottor Gianfranco Juric Jorizzo, responsabile dell’équipe del nostro servizio di Medicina Prenatale – infatti gli studi internazionali, ad oggi, si sono basati solamente sugli anticorpi del cordone ombelicale”.


  • pharmastar.it

    Vaccino AstraZeneca: nuovi dati Usa confermano efficacia e sicurezza: 76% sui sintomi e 100% su forme gravi

    Giovedi 25 Marzo 2021  Redazione


     Il regolatore americano aveva dato 48 ore di tempo all'azienda farmaceutica britannico-svedese  per aggiornare dati presentati pochi giorni fa e che riteneva obsoleti. Ne era nata una polemica che qualcuno aveva definito strumentale, non essendo il farmaco ancora approvato negli Usa. Questa mattina i dati appena divulgati con una nota stampa non fanno altro che confermare, su una base di dati più ampia, quanto già comunicato con l'analisi ad interim pre-specificata annunciata lunedì 22 marzo 2021.


  • adnkronos.com

     Oms: "AstraZeneca unica a non trarre profitto da vaccino"

    Le parole del dg Ghebreyesus: "Concessa in licenza la sua tecnologia a diverse altre società"

    22 marzo 2021 | 18.18 
    alternate text(Adnkronos)

    AstraZeneca "è l'unica azienda che si è impegnata a non trarre profitto durante la pandemia dal suo vaccino anti Covid-19 ed è uno dei produttori che ha dato un contributo significativo alla campagna VaccinEquity, concedendo in licenza la sua tecnologia a diverse altre società. Abbiamo bisogno di più produttori di vaccini contro Covid che seguano questo esempio e concedano in licenza la loro tecnologia ad altre società". Lo ha sottolineato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra.

  • quotidianosanita.it

    Vaccino. Malati reumatologici, immunologici e rari, chiedono codici uguali in tutte le regioni

    La richiesta viene dal Coordinamento delle Associazioni dei pazienti che sottolinea come il concetto di “malattie autoimmuni” è ampio e si presta ad un’ambiguità applicativa. Anche chi non ha al momento l’esenzione, ma è in terapia con immunosoppressori, “deve avere la priorità”. E va prevista la possibilità, per lo specialista di riferimento, di indicare le persone a rischio”

     
    22 MAR
     - “Si riscontra una fortissima criticità in merito all’identificazione da parte delle Regioni della categoria di soggetti vulnerabili rientrante nell’Area di Patologia ‘Malattie autoimmuni- immunodeficienze primitive’. È necessario prevedere per queste patologie codici riconosciuti e uguali in tutte le Regioni per indicare i pazienti estremamente vulnerabili. Bisogna evitare che si creino assurde disomogeneità a livello regionale per l’ambiguità applicativa di un concetto ampio come quello di “malattie autoimmuni”.


  • pharmastar.it

    Vaccino AstraZeneca, dallo studio Usa la conferma definitiva: efficacia al 79% sui sintomi e al 100% su prevenzione Covid grave e decessi

    Lunedi 22 Marzo 2021  Redazione

    Lo studio di fase III di AZD1222 condotto da AstraZenecanegli Usa era molto atteso e non ha deluso perché ha dimostrato un'efficacia statisticamente significativa del vaccino del 79% nel prevenire la COVID-19 sintomatica e del 100% nel prevenire la malattia grave e l'ospedalizzazione.

    Questa analisi provvisoria di sicurezza ed efficacia si è basata su 32.449 partecipanti che hanno raccolto 141 casi sintomatici di COVID-19. Lo studio aveva una randomizzazione 2:1 tra vaccino e placebo.


  • quotidianosanita.it

    Bufera sul vaccino AstraZeneca. Sospensione in via precauzionale di alcuni lotti in Italia e altri sei paesi UE. Danimarca sospende tutti i lotti. Ema ed Aifa: “Possibile effetto collaterale con coaguli nel sangue, anche se al momento non è provata alcuna correlazione diretta”

    Le prime sospensioni di un lotto sospetto ieri in Austria, Estonia, Lituania, Lussemburgo e Lettonia. Stamattina l'annuncio della Danimarca della sospensione per tutti i lotti e poi a tarda mattinata la decisione di Aifa di sospendere un altro specifico lotto in Italia. Il motivo, anche se al momento, sottolineano sia Ema che Aifa, non sono state provate correlazioni dirette con la vaccinazione, sono alcune eventi avversi succesivi alla vaccinazione che hanno provocato episodi di trombosi multipla ed embolia polmonare. In serata l'azienda smentisce rischio.

    11 MAR - "L'Aifa, a seguito della segnalazione di alcuni eventi avversi gravi in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca anti COVID-19, ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale e si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l’EMA, agenzia del farmaco europea", lo ha comunicato a metà giornata la stessa agenzia del farmaco italiana sottolineando che "al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi" (vedi il provvedimento Aifa).
     
    Aifa ha poi comunicato che sta effettuando tutte le verifiche del caso, acquisendo documentazioni cliniche in stretta collaborazione con i NAS e le autorità competenti. I campioni di tale lotto verranno analizzati dall’Istituto Superiore di Sanità.
     
    La decisone di Aifa viene a poche di distanza da quella del Governo Danese che stamattina ha comunicato la decisone di sposnedere, in questo ca per la totalità dei lotti, la somministrazione de vaccino AstraZeneca. 


  • quotidianosanita.it

    Covid. Arriva il nuovo piano vaccini: individute 5 categorie per età e fragilità. Gli ultimi ad essere vaccinati gli under 60. Restano priorità per scuola, militari, polizia e comunità

    Sbarca oggi in Conferenza Unificata il nuovo aggiornamento del Piano. Resta priorità per over 80 e per le altre categorie che hanno già iniziato la vaccinazione (personale scuola, forze dell'Ordine, militari, ecc,). Fissate le nuove categorie si procederà con vaccinazioni in parallelo completando le vaccinazioni in corso e avviando quelle per età a partire dai 79anni in giù. Prevista anche la possibilità di vaccinare all'interno dei posti di lavoro. Priorità anche per i caregiver dei disabili gravi. IL TESTO

    di Luciano Fassari

    11 MAR - Il Piano vaccini anti Covid cambia ancora. Sbarca infatti in Conferenza Unificata la terza versione del documento curato da Ministero della Salute, Commissario straordinario, Iss, Agenas e Aifa che contiene importanti aggiornamenti che fanno convergere il Piano verso un sistema basato sulle fasce di età. Obiettivo accelerare visto che nel prossimo trimestre sono attese circa 50 mln di dosi.
     
    Nello specifico continueranno prioritariamente le vaccinazioni per gli over 80, il personale della scuola e le Forze dell’Ordine per cui già da settimane sono iniziate le immunizzazioni. Ma a questo punto il piano rispetto alla precedente versione cambia. Vengono infatti identificate 5 nuove categorie prioritarie in base all’età e alla presenza di condizioni patologiche.


  • osservatoriomalattierare.it

    COMUNICATO STAMPA

     Vaccino anti Covid-19, malattie rare e disabilità: da Osservatorio Malattie Rare tutte le informazioni regione per regione

    ImageRoma, 10 marzo 2021 – Da oggi Osservatorio Malattie Rare mette a disposizione una sezione dedicata alle vaccinazioni anti Covid-19 con un focus speciale dedicato alle persone con malattie rare, disabilità e i loro caregiver.
    A questo link sono state raccolte tutte le informazioni sulla campagna vaccinale rese pubbliche dalle Regioni, comprese le date di vaccinazione previste e le modalità di prenotazione regione per regione.