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Gemelli, staminali per curare pazienti con morbo Crohn

Per trattare una delle complicanze più disabilitanti

Redazione ANSA ROMA 05 febbraio 2021 15:35
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 (ANSA) - ROMA, 05 FEB -
  - Le cellule staminali sono l'ultima frontiera di trattamento di una delle forme più disabilitanti della malattia di Crohn, la malattia perianale fistolizzante.
    Darvadstrocel, questo il nome di questa terapia cellulare, è oggi secondo gli esperti il trattamento più avanzato per i casi più complicati e non responsivi alla terapia medica e chirurgica.

La nuova tecnica, approvata dal 2018 in Europa è stata utilizzata presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, diretto dal professor Antonio Gasbarrini (unico centro, insieme a quello dell'Università di Bologna, ad averla utilizzata in Italia al di fuori degli studi clinici) per il trattamento di tre pazienti,due dei quali la scorsa settimana.

"Questo trattamento innovativo - spiega il professor Luigi Sofo, Direttore della UOC di Chirurgia Addominale del Gemelli - è riservato a pazienti con Crohn complicato da fistole perianali (riguarda il 30-40% di tutti i pazienti con Crohn, molti dei quali presentano fistole complesse) refrattarie alla terapia medico-chirurgica e con malattia 'spenta' all'interno dell'ultima parte dell'intestino. La presenza di fistole complesse condiziona pesantemente la vita sociale e di relazione di questi pazienti, in genere molto giovani, intorno ai 20- 30 anni".

"Fino a oggi-prosegue - per il trattamento di questa condizione avevamo a disposizione solo la terapia chirurgica o la terapia combinata medico-chirurgica, che porta a guarigione meno della metà dei pazienti; la malattia tende inoltre a recidivare nel 70% dei casi, alla sospensione del trattamento. Per una parte di questi pazienti, si può arrivare a rendere necessario il confezionamento di un ano preternaturale definitivo". La terapia con staminali può aiutare a scongiurare questo epilogo. Le cellule staminali mesenchimali multipotenti contenute in Darvadstrocel sono estratte dal grasso dell'addome di giovani donatrici e processate in una cell factory Takeda nei pressi di Madrid, dove vengono fatte espandere in laboratorio, messe in sospensione e criopreservate per essere pronte al trasporto. (ANSA).


Fonte: ansa.it
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